Intercettazioni: Di Pietro e Napolitano, la storia infinita

di Angela Gennaro 1

Antonio Di Pietro chiama nuovamente in causa Giorgio Napolitano. Da lui vorrebbe altro, rispetto a quello che fa, firma, dice. Nuovo appello per il capo dello Stato, dunque, da parte del leader dell’Italia dei Valori. Perché a breve, sul tavolo del Presidente della Repubblica, arriverà una nuova legge assai contestata e sulla quale le polemiche non finiranno. Si tratta della legge sulle intercettazioni.

Antonio Di Pietro rialza il tiro, dunque. A pochi giorni di distanza da quanto accaduto a Piazza Farnese. L’ex magistrato è tutto tranne che pentito in merito alla vicenda. Per quelle dichiarazioni, Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati.

Niente, Di Pietro è recidivo e lancia un nuovo appello a Giorgio Napolitano: non firmare la legge sulle intercettazioni.

Adesso che arriva il momento della firma della legge sulle intercettazioni, visto che in Parlamento la voteranno tutti con la mano alzata come soldatini il presidente si chieda se questa legge sia davvero costituzionale o se umilia la funzione della giustizia costituzionalmente garantita uguale per tutti

Di Pietro aveva chiesto la stessa cosa anche in occasione del Lodo Alfano. E oggi riporta il suo essere stato denunciato da un avvocato di Silvio Berlusconi: aveva espresso la sua posizione sul lodo stesso, dicendo che umilia le nostre istituzioni. Di Pietro non ha mai perdonato a Napolitano il suo aver firmato in quell’occasione. E a Napolitano, Antonio Di Pietro non è mai stato realmente simpatico.

Che farà Napolitano secondo voi? Un sospetto io ce l’avrei…

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