Libia: Bossi si scaglia contro Berlusconi

di Michele Laganà Commenta

Foto: Ap/LaPresse

“L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento” è la dichiarazione di Napolitano di ieri, riguardo la notizia che l’Italia entrerà in guerra contro la Libia partecipando con dei bombardamenti aerei, decisione presa da Silvio Berlusconi, dopo un colloquio telefonico con Barack Obama nella serata del 25 Aprile.

La Lega è il partito che si sta opponendo in maniera dura contro questa decisione. “Porteremo il nostro no in Consiglio dei ministri” ha annunciato il ministro Calderoli. Calderoli aggiunge anche, che “non è dicendo sempre di sì che si acquisisce peso internazionale. Siamo diventati una colonia francese”.

Parole forti a cui fa eco anche Bossi, che afferma che “Le conseguenze saranno gravissime, verremo invasi dai profughi. Senza contare che l’intervento costerà 700 milioni in tre mesi”.

Berlusconi al termine della riunione con il primo ministro francese ha dichiarato: “A leggere i giornali sembra che ci apprestiamo, così come i nostri alleati, a fare i bombardamenti, quelli famosi con le bombe a grappolo, si tratta di interventi con dei razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari, come mezzi in movimento e via dicendo”.

La Lega Nord dalla vivavoce di Bossi, ha dichiarato che “Sono contrario ai bombardamenti. Le guerre non si fanno e soprattutto non si preannunciano così. Dopo le dichiarazioni di Berlusconi, Gheddafi ci riempirà di clandestini”. ”La Lega Nord è contraria alla guerra, e soprattutto a quelle che coinvolgono dei poveretti, che poi inevitabilmente si riverseranno nel nostro Paese”.

Domani il ministro Frattini e La Russa, ne parleranno alla Camera alle ore 14.00 per chiarire meglio la posizione italiana in questo conflitto.

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