Berlusconi: “Una crisi ora sarebbe una follia”. Ma Bossi: “Nulla è scontato”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Si è svolta oggi in Senato la verifica di maggioranza chiesta dal presidente della Repubblica Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari, la fuoriscita di Fli e l’ingresso dei “Responsabili” nel governo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, entrando in aula, si era mostrato molto ottimista, e aveva affermato: “Sono certo che il governo uscirà rafforzato da questo passaggio parlamentare. Le richieste di dimissioni sono un mero esercizio di propaganda, nessuno riuscirà mai a dividerci dalla Lega”.
Per il premier, il governo non può cadere adesso, perchè ciò,dice, “sarebbe folle, sarebbe una sciagura rimettere tutto in discussione con una crisi al buio, proprio ora che dobbiamo riagganciare la crescita”. Ma il principale alleato, il leader leghista Umberto Bossi, si mostra meno convinto in proposito, e gela il premier affermando: “Sulla verifica non c’è nulla di scontato, domani alla Camera vedremo”. 
Sul suo futuro politico, invece, Berlusconi ha affermato: “Non voglio rimanere per sempre a Palazzo Chigi, nè fare per sempre il leader del centrodestra”. Dall’opposizione, la capogruppo Pd Anna Finocchiaro replica: “Se vuol bene all’Italia, Berlusconi si dimetta”.
Intanto il governo ha incassato la fiducia alla Camera sul decreto sviluppo, con 317 si, 293 no e 2 astenuti, superando quota 316 per la prima volta dall’uscita di Fli. Anche il premier si è recato a Montecitorio per votare la fiducia.

Berlusconi, comunque, ha ribadito l’impegno del governo nel portare avanti i cinque punti del programma, riguardanti il federalismo fiscale, la riforma della giustizia, l’immigrazione, la sicurezza e il piano per il Sud, escludendo invece divisioni all’interno del governo e attriti con il ministro Tremonti: “Una cosa surreale e grottesca” dice il premier. Che rivela, inoltre, di voler puntare a rafforzare il governo. e di aver per questo invitato i “moderati” dell’opposizione ad entrare nella maggioranza. ma, ha affermato, “Tra i centristi è prevalso però il tentativo di continuare a giocare di rimessa”. E quanto ai “Responsabili”, Berlusconi ribadisce che, per lui, i veri “trasformisti” non sono loro, ma quelli di Fli.
Viene ribadito, quindi, l’impegno a presentare, prima della pausa estiva, la riforma del fisco, con tre aliquote anzichè cinque, mentre riguardo alla partecipazione italiana alle operazioni in Libia, sulla quale la Lega è in forte disaccordo, Berlusconi dice di “condividere la preoccupazione di quanti temono il prolungarsi delle operazioni“, ma ricorda che ogni decisione sulla presenza italiana nel conflitto libico sarà presa nel prossimo Consiglio supremo di difesa.

 

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