Berlusconi: “Tremonti apra i cordoni della borsa”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Nonostante la pesantissima sconfitta elettorale di ieri ai ballottaggi, il premier Berlusconi ha oggi cercato di mostrarsi più ottimista, affermando:

Ho preso atto della sconfitta, sono sicuro però che non ho mancato in nulla se non nel comunicare. Sono assolutamente fiducioso, abbiamo una maggioranza per fare le riforme e mi metterò a comunicare tutte le settimane.

E, quanto alla solidità della coalizione, ha assicurato: “Con Bossi tutto bene”. Sul risultato assai negativo dei ballottaggi, invece, ha sdrammatizzato con una battuta, dicendo: “Volevo fissare la data del mio funerale, ma nei prossimi giorni ho troppi impegni e quindi rimanderemo…”
Meno entusiastiche, invece, le dichiarazioni del suo principale alleato di governo, il leader della Lega Umberto Bossi, che, interrogato sulla tenuta del governo, ha affermato: “Per ora va avanti. Tranquillamente? Questo non lo so, però per ora andiamo avanti”.
Berlusconi, comunque, sta pensando anche a rilanciare l’immagine del governo, a cominciare da un tema assai caro al suo elettorato, quello delle tasse e della riforma del fisco, e rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se il ministro dell’Economia Tremonti fosse d’accordo, il premier ha risposto: “Non è Tremonti che decide, Tremonti propone…” E ha aggiunto poi:

Sarebbe facile ridurre le imposte se facessimo ciò che fanno gli altri Paesi sulle pensioni o sull’impiego pubblico. Ma noi non siamo intenzionati a farlo anche se faremo la riforma del fisco.

Il premier, inoltre, ha ripetuto di voler radicare maggiormente il Pdl sul territorio, pur dicendo di non essere granchè favorevole alle primarie per la scelta dei candidati. Hanno creato qualche polemica, invece, alcune sue parole sul voto di Napoli: “Potevamo scegliere la Carfagna. Lei poteva vincere, ma non ho avuto cuore a consegnarla alla camorra” ha affermato Berlusconi.
Intanto, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, su indicazione del presidente Fini, ha deciso che il governo affronterà nella settimana tra il 20 e il 27 giugno la verifica alla Camera chiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’opposizione avrebbe voluto che si votasse già la prossima settimana, ma si è preferito rinviare tutto a dopo il 20 giugno per far votare nel giro di poco tempo anche al Senato, impegnato per i referendum e per il varo del decreto sviluppo.
Berlusconi, oggi, prima di recarsi al Quirinale per alcune celebrazioni in vista della festa della Repubblica, si è incontrato a palazzo Grazioli con quattro dei suoi figli, Marina, Piersilvio, Barbara e Luigi. Il figlio Piersilvio ha però smentito che si sia parlato di una eventuale successione in poltica, e lo stesso Berlusconi ha affermato: “Se uno dei miei due figli pensasse di fare politica lo diserederei”. Forse, Berlusconi ha piuttosto affrontato con loro un tema più privato, riguardante il patrimonio familiare, come quello dell’imminente sentenza di appello sul lodo Mondadori.

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