Veltroni’s American Way

di IsayStaff Commenta



La platea è quella che dovrebbe essere depressa e delusa, in qualche modo. E’ la platea reduce dalla caduta di Governo. Ma è una platea che sembrerebbe anche avere una gran voglia, finalmente, di farsi trascinare.


Walter Veltroni parla alla sua folla. Preceduto dal presidente Romano Prodi: colui che ha strappato un lungo applauso e tanto di standing ovation con le parole continuerò a fare politica col Pd e con voi. Preceduto anche da Anna Finocchiaro, che si candida in Sicilia, terra disastrata e piena di ferite, tocca a una donna prendersene cura, io ci provo, sono convinta che si può fare. Girls power, che dire. Una rassettata in effetti male non ci starebbe.


Walter cita le lettere di chi gli scrive. Ha questo stille. E’ riuscito, oggi, a trascinare. Sarà perchè l’elettorato di sinistra (?) è così esasperato che non vedrebbe l’ora di crederci.

Dodici grandi obiettivi, le dodici proposte innovative che possono cambiare l’Italia. E lasciarsi alle spalle il passato – in verità doloroso – e lasciarsi alle spalle esasperazione e scoramento. Quasi la fa facile, ma no, attenzione, il cammino è tortuoso e periglioso ma yes we can.


Alla ricerca della felicità, ricetta veltroniana. Pagare meno tasse, pagare tutti le tasse. La fa facile. Processo di massima integrazione politica dell’Europa, e sempre in tema di politica estera, ci mancherebbe, rafforzamento dell’amicizia e della collaborazione con gli Stati Uniti. E poi. Mica l’area geografica dove ci si trova è robetta da poco. Il Mediterraneo è hub di merci, energia, migrazioni e dialogo religioso. Non dire hub se non ce l’hai nel sacco, Walter. Ricorda troppo Malpensa.


Più donne nel mondo del lavoro perché se una giovane mamma desidera dedicare alcuni anni alla cura dei suoi bambini per poi ricominciare a lavorare, in Italia praticamente non può. E qui, proprio le donne, lo aspettavano al varco. Ha difeso la legge 194. Prendendo posizione in difesa della stessa, una legge buona, una legge che ha fatto tanto di positivo. Forse le suffraggette ancora non saranno del tutto soddisfatte, ma quantomeno si è sbottonato.


Più abbottonato è stato il discorso veltroniano in tema di laicità. Il neonato partito, in verità, non sa al merito ancora che pesci prendere, date le molteplici e differenti istanze al merito che coesistono – o non coesistono – al suo interno.


Sei parole d’ordine: Meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi ma anche Più crescita, più uguaglianza, più libertà. Yes we can, insomma. Who knows. Si può fare, si legge su alcuni cartelli in platea. Certo, i pronostici non sono esattamente favorevoli.


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