Elezioni: Berlusconi (PdL) e Fini (Fli), ultimo treno (il voto alletta ma fa paura a entrambi)

Silvio Berlusconi vuole andare al voto: senza indugi, nessun tentennamento. I motivi che il Presidente del Consiglio mette sul tavolo dei referenti del Popolo della Libertà sono almeno tre, ciascuno dei quali da non trascurare:

1. “In questo momento non abbiamo avversari”;

2. “Gli altri, gli avversari non potranno mai coalizzarsi tutti contro di me, da Fini a Vendola”;

3. “Non possiamo stare a contrattare con i finiani su ogni legge”.

Non c’è solo tatticismo, dietro la volontà del leader PdL, ma pare anche lineare il fatto che la nuova prospettiva (fuori i finiani dal partito) consenta di prendere in considerazione uno scenario ovvio: dovesse rivincere le elezioni, il centro destra ne uscirebbe non solo rafforzato ma addirittura invincibile. Perchè tutti – uno per uno – remerebbero nella stessa direzione: quella indicata da Berlusconi.

Ancora: a dare man forte alla determinazione del Premier, i dati diffusi dal fresco sondaggio di Euromedia, realizzato dopo la fuoriuscita dei finiani: i numeri parlano di un Pdl in crescita di due punti percentuali, Futuro e Libertà oscilla in una forbice che va dal 2-3 per cento (in caso di schieramento senza alleanze) all’8-10 in coalizione con l’Udc. Intanto, l’ultimo vertice di Palazzo Grazioli prima delle ferie (non particolarmente lunghe, quest’anno) si è consumato alla presenza dei massimi esponenti di partito cui si sono aggregati i Ministri Giulio Tremonti, Franco Frattini, Altero Matteoli e Angelino Alfano. Oltre a una disamina della situazione è emersa tutta la convinzione di Berlusconi – manifestata, condivisa – di optare per il voto subito: le date attorno alle quali si è ragionato sono nella peggiore delle ipotesi il 27 marzo del 2011 (non a caso, nello stesso giorno del 1994, Berlusconi vinse le prime elezioni a cui partecipò) e nella migliore, a metà novembre. Nell’ultimo caso, il tentativo sarebbe quello di dare la parola ai cittadini prima del 14 dicembre, quando la Consulta dovrebbe bocciare lo scudo del legittimo impedimento.

Il quartier generale del PdL sa bene cosa fare: comizi, reclutamento, divulgazione delle attività di Governo, comitati elettorali, promotori delle Libertà e una macchina da far ripartire in fretta con il lavoro certosino ma efficace di Denis Verdini, Michela Brambilla, Giorgia Meloni e Beatrice Lorenzin. Dovrà essere un martellamento: di numeri, di fatti, di opere, di azioni portate a termine. Rendere l’attività di Governo un libro che sia il più aperto possibile, magari con qualche affondo a temi di cui altri (Futuro e Libertà) si sono autoproclamati paladini: anche per questo, in occasione del discorso di Ferragosto (quest’anno a Palermo e non a Roma) Berlusconi parlerà per lo più dei successi del governo nella lotta alla mafia e si avvarrà del contributo del ministro degli Interni, Roberto Maroni, e del Guardasigilli Alfano.

Tre motivi per andare a votare, sosteneva Berlusconi: esistono però anche incognite di similare importanza che spingono parte del PdL a fare passi piccoli e ragionati a lungo:

Web giornale politicalive: 5 agosto 2010


SOMMARIO:

1. Italia, maggioranza: Bossi vuole le elezioni, il PdL avverte: “Fedeltà o si vota”;
2. Fini – Tulliani e la casa di Montecarlo: Procura di Roma apre fascicolo mentre Casini difende il Presidente della Camera
3. Italia, opposizione: divergenze IdV-Pd in materia di alleanze;
4. Dipartimento di Stato Usa: “L’Iran finanzia il terrorismo”
5. Giorgio Napolitano: “Confronto in Parlamento sul ddl università: si ascoltino gli Atenei”
6. Evasione fiscale: -9% sul 2009, ma l’evasore più ricco è italiano
7. Michela Brambilla, Ministro del Turismo, irrita Siena: “Qualche Palio danneggia l’immagine dell’Italia”. Poi la rettifica;
8. Nicolas Sarkozy: scenata a Carla Bruni sul set di Woody Allen

PER APPROFONDIRE

Camorra, Vittorio Pirozzi arrestato a Bruxelles: tra i 100 latitanti più pericolosi
Russia, allarme incendi – paura nucleare: 50 morti e 200 mila ettari in fumo. “E’ volontà divina”
Mentana: “La7, Tg libero e completo: si guardi al post berlusconismo”

WEB GIORNALE DI POLITICALIVE. Flash news dei principali avvenimenti di politica e cronaca del 5 agosto 2010.

MINACCE E TENSIONI: strascichi del giorno dopo tra le file della maggioranza di Governo. Il voto contrario alla mozione di sfiducia nei confronti di Gaicomo Caliendo non è bastato: evidente una divergenza politica (ma a questo punto anche personale) tra PdL/Lega Nord e Futuro e Libertà. Le dichiarazioni odierne dei referenti. Umberto Bossi (Lega): “E’ molto difficile andare avanti così, con il Governo in bilico a ogni votazione: se si vota noi e il Pdl insieme spazziamo via tutti. Se sta con noi, Berlusconi vince”. Fabio Granata (FLi): “A settembre ne vedremo delle belle”. Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, ritorna sui concetti di legalità e giustizia alla base dei quali è sorta la spaccatura: “Legalità non vuol dire che un atto del pm coincide con la verità, e garantismo non significa impunità. E’ questo l’aspetto costituzionale voluto dai padri fondatori nel 1948 e che noi abbiamo voluto difendere. Su questo principio di legalità accettiamo la sfida di chiunque”. Intanto, i vertici PdL (oltre a Silvio Berlusconi: Ignazio La Russa, Denis Verdini, Sandro Bondi, Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Angelino Alfano, Giulio Tremonti, Altero Matteoli e i due sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti) si riuniscono a Palazzo Chigi: la linea è di proseguire nella realizzazione del programma fino a che il patto con gli elettori riuscirà a garantire coesione. A quel punto, “chi venisse meno se ne assumerebbe la responsabilità”. Bonaiuti rimarca: “Nel momento in cui è avvenuto il distacco da parte di una componente della maggioranza, il premier ha avvertito tutti, ‘state pronti’ per possibili elezioni”.

L’ENIGMA DI MONTECARLO: tutto è partito dalla denuncia de Il Giornale, che accusa Gianfranco Fini (che ne era il segretario) di aver venduto un appartamento di Montecarlo lasciato in donazione all’allora Alleanza Nazionale, a una società off shore. In quella casa, attualmente risiede il fratello della compagna del Presidente della Camera, Giancarlo Tulliani. L’episodio non è mai stato chiarito in maniera inequivocabile ma in data odierna la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto: atto dovuto in seguito all’esposto presentato da due esponenti (il consigliere regionale del Lazio Roberto Buonasorte e il consigliere comunale di Monterotondo, Marco Di Andrea) di La Destra, il gruppo che fa capo a Francesco Storace che lamentano il fatto che la proprietà dell’appartamento sia da intendersi in capo ad An e che occorre spiegare gli avvenimenti per filo e per segno. Di contro, Fini ribadisce con un comunicato che “ben vengano le indagini sul patrimonio An, anche se la denuncia proviene da avversari politici. Il presidente  (Fini stesso, ndr) non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile; del pari, è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”. Stando alla versione di Elisabetta Tulliani, sarebbe stata una vincita milionaria al Superenalotto a consentire (a lei e alla famiglia, ndr) di acquistare alcune proprietà immobili: versione che Luciano Gaucci (oggi a Santo Domingo, all’epoca dei fatti fidanzato con la Tulliani, ndr) conferma a Panorama: “La schedina l’ho compilata e l’ho giocata io, ho vinto 2 miliardi e 400 milioni di lire e siccome sono generoso ed ero perso d’amore le ho regalato la metà”. Intanto, a dar man forte al Presidente della Camera giungono le parole di Pier Ferdinando Casini: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio nei confronti del Presidente della Camera. Se uno è un delinquente, lo è sempre. Una persona non è delinquente se fa una scelta oppure santa se ne fa un’altra”. Della vicenda si occuperà il procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani.

DI PIETRO – BERSANI: lo scenario delle elezioni anticipate è un disegno che nel centro-sinistra si prende in massima considerazione ma comincia a delinearsi, anche lì, una differenza sostanziale tra quel che vorrebbe l’Italia dei Valori e il percorso che alletta il Partito Democratico. Antonio Di Pietro sembra avere le idee chiarissime: “Fase di transizione? Berlusconi non la permetterà: vorrebbe dire rivedere la legge elettorale e le regole sul conflitto di interesse. Tra poco il Pd dovrà fare le sue scelte: di qua c’è lo schieramento della legalità (si riferisce a IdV, ndr), di là la palude della Balena bianca (il “di là” sottintende il probabile schieramento che accorperebbe Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, l’UdC di Pier Ferdinando Casini e l’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, ndr)”. Silenzio in casa democratica dove si continua a riflettere con la massima prudenza.

Camorra, Vittorio Pirozzi arrestato a Bruxelles: tra i 100 latitanti più pericolosi

Arrestato a Bruxelles il camorrista Vittorio Pirozzi, tra i 100 latitanti più pericolosi. L’elogio e il ringraziamento del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano dichiara: “Nuovo successo dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”. Camorra, mafia, ‘ndrangheta: chi sono i ricercati.

Badalamenti Vito, nato a Cinisi il 29/04/2007: è ricercato dal 1995, per associazione di tipo mafioso e altro.

Condello Domenico, nato a Archi (RC) il 4/11/1956: è ricercato dal 1993, per omicidio, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, rapina, armi e altro; deve espiare la pena dell’ ergastolo; il 20/02/1993 sono state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali.

Matrone Francesco, nato a Scafati (SA) il 15/07/1947: è ricercato dal 2007 per omicidio e altro.

Non tre nomi a caso, nonostante la comunanza possibile con tanti altri che potrebbero dover subire, per pura coincidenza, l’onta di portarne identico nome e cognome. Non tre nomi a caso: bensì tre esponenti della malavita organizzata che hanno in comune la condizione di latitanza e che differiscono per l’oragnizzazione di riferimento. Sono nella lista dei 30 ricercato più pericolosi: il Badalamenti al soldo di Cosa Nostra; il Condello arruolato nella ‘Ndrangheta; il Matrone esponente della Camorra.
Nel novero dei superlatitanti, ne va oggi depennato un altro.

Dopo il disegno di legge con piano straordinario di contrasto alle mafie e la delega al Governo in materia di normativa antimafia approvato al Senato lo scorso 3 agosto, l’Italia porta a casa un nuovo successo nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata: nella serata di ieri infatti, in pieno centro storico a Bruxelles (passeggiava per le strade del Belgio) gli agenti della Sezione catturandi della Questura di Napoli e dell’Interpol, hanno arrestato il latitante Vittorio Pirozzi, di 58 anni, trafficante internazionale di droga, inserito nell’elenco del ministero dell’Interno tra i 100 ricercati italiani più pericolosi. Deve scontare una pena definitiva di 15 anni di carcere.

Mentana: “La7, Tg libero e completo: si guardi al post berlusconismo”

Enrico Mentana, direttore del Tg di La7 dallo scorso 2 luglio, torna a parlare di informazione (e della sua mancanza) in un contesto nel quale l’Italia vive una situazione politica quantomeno delicata e nella quale anche il fruscio di un capello potrebbe far saltare gli equilibri da un momento all’altro. La tenuta del Governo in occasione della mozione di sfiducia presentata da Pd e IdV nei confronti di Giacomo Caliendo (respinta con 299 voti contrari: sono bastati ma sono ben lontani dalla maggioranza assoluta di 316 per vivere con tranquillità nella Camera) è in realtà la dimostrazione evidente di un equilibrio precario che andrebbe raccontato passo dopo passo:

Non è importante ridare spazio o meno ai talk show, semmai individuare una maniera adatta per informare il cittadino sulla politica. Mi capita sempre più spesso di incontrare persone che aborrano la presenza di Bruno Vespa quando c’è e poi – quelle stesse persone – fanno parte del novero di chi aborra il fatto che non ci sia. Qualcosa non torna. Qual è il senso di interrompere i dibattiti da giugno a settembre?“.

Ed è la prima osservazione che il meneghino, ex direttore del Tg5, palesa sulle pagine de Il Fatto quotidiano con la garanzia che i numeri che contano (quelli dell’auditel) sono tutti dalla sua (l’edizione del telegiornale delle ore venti di La7 è riuscita nell’impresa di superare il 5% di share rosicchiando spettatori tanto a RaiUno quanto a Canale5):

Non mi permetterei di offendere, ma dicono che i due principali Tg tendano a sfumare le notizie più importanti: allora, se di contro possono optare per una alternativa che sappia essere esaustiva perchè libera e completa, il gioco è fatto“.

Storie di numeri che l’ideatore ed ex conduttore di Matrix conosce bene (è stato dipendente Rai dal 1980 al 1991, il passaggio a Mediaset l’anno dopo):

Russia, allarme incendi – paura nucleare: 50 morti e 200 mila ettari in fumo. “E’ volontà divina”

Brucia la Russia e, concettualmente, è un’immagine cui non si è abituati. Perchè l’ondata di calore mai vista che sta interessando lo Stato orientale è per l’appunto un’anomalia per una Nazione per nulla avvezza a fare i conti con gli incendi. Eppure: gli almeno 50 morti e i 200 mila ettari andati in fumo (limitandoci a dati che sono ufficiali ma che potrebbero essere parziali) consentono di prendere visione di una fotografia drammatica che interessa la Russia e in maniera non più superficiale anche l’Ucraina (dove, in 24 ore, le ultime, sono stati domati 425 incendi). Altri numeri a rendere l’entità del momento: già utilizzati 16.000 uomini del ministero delle Emergenze e 8.000 dell’esercito oltre all’intero corpo dei vigili del fuoco.

Dichiarato lo stato di emergenza che ha costretto il Presidente Dmitry Medvedev a un rientro anticipato dalle ferie per gestire un imprevisto che rischia di mietere assai più danni di quelli per ora registrati: il motivo è semplice e rimanda al fitto numero di centrali nucleari che insistono su territorio russo, specie nella sua parte europea che – a conti fatti – è anche quella su cui si constano i maggiori danni.

Web giornale politicalive: 4 agosto 2010

SOMMARIO:
1. Il Governo approva il decreto attuativo dell’autonomia impositiva dei Comuni;
2. Roma 2009, abusi edilizi: 33 citati a giudizio
3. Hamadan: fallito attentato contro il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. O no?;
4. Libano, il Governo ammette che gli scontri di ieri non sono stati causati da Israele: “Non ha sconfinato”;
5. Italia, consumi elettrici: crescita boom (luglio, +5.4% rispetto al 2009)
6. Unicredit come Fiat: migliaia di posti di lavoro da tagliare (4.700)
7. Buenos Aires: muore Giovanni Ventura (11 anni di galera per la strage di Piazza Fontana, poi assolto)
8. Il il Gup di Palermo, Daniela Troja: “Il pentito Spatuzza è attendibile”
9. Roma, bando internazionale per rifare il look al Colosseo: servono 25 milioni

PER APPROFONDIRE:
Sfiducia Caliendo: mozione respinta con 299 voti contrari
Bp: “Static Kill” tappa il Macondo 106 giorni dopo l’esplosione della Deepwater Horizon
Emergency torna a Lashkar-Gah: riapre il centro chirurgico afghano

WEB GIORNALE DI POLITICALIVE. Flash news dei principali avvenimenti di politica e cronaca del 4 agosto 2010.

FISCALITA’ COMUNALE: via libera dal Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale con il quale si provvede a disciplinare l’autonomia impositiva dei Comuni. Previsti una cedolare secca sugli affitti e la tassa unica per i comuni. Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa: “La cedolare secca sugli affitti è al 20% (nella prima bozza si era parlato del 25%), riguarda gli affitti normali, non quelli agevolati ed entrerà in vigore dal primo gennaio 2011”. Dice la normativa: “Dal prossimo anno il canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione può essere assoggettato, in base alla decisione del locatore, a un’imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sul contratto di locazione. Sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in ragione di un’aliquota del 20 per cento”. Misure pesanti contro gli evasori e i truffatori.

ROMA 2009: l’accusa, inoltrata dalla Procura di Roma, è di abusivismo edilizio. Sotto processo sono finite 33 persone (ivi compresi l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci; Claudio Rinaldi, ex commissario straordinario per l’organizzazione della manifestazione; l’imprenditore Giovanni Malagò per il circolo Aquaniene, che è stato ancora una volta sequestrato) per aver commesso il presunto reato in occasione della realizzazione dei circoli sportivi sorti per l’evento dei Mondiali di nuoto (Roma 2009); una decina (tra circoli e impianti sportivi) il numero delle strutture messe sotto sequestro.
I Pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia hanno trasmesso – come richiesto – gli atti alla procura regionale della corte dei conti; già decisa la data della prima udienza che è stata fissata per il 5 aprile 2011.

ATTENTATO AHMADINEJAD: non si può parlare di attenato sventato, semmai di tentativo fallito. Il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, è uscito illeso in seguito all’esplosione di una bomba nei pressi di Hamadan (350 chilometri a ovest di Teheran): il protagonista (poi arrestato e interrogato) era nei pressi dell’auto che trasportava il Presidente e avrebbe lanciato a mano una granata che è esplosa a circa 100 metri dalla vettura. Nessuna vittima, solo qualche ferito. Qualche minuto dopo, Ahmadinejad era regolarmente nello stadio cittadino per tenere il discorso
trasmesso in diretta dalla tv di Stato: nella circostanza, nessun accenno all’episodio. La polizia locale, intanto, fa sapere che l’attentatore “ha lanciato una potente bomba carta, di quelle che si usano durante i festeggiamenti ufficiali ma il suo gesto non è legato a un tentativo di attentato contro la vita del presidente”. Anche la presidenza iraniana ha smentito la notizia dell’attentato.

LIBANO-ISRAELE: ci eravamo lasciati con una interpretazione strabica, figlia di versioni tra loro contrastanti, e oggi si è fatta chiarezza. Gli scontri di ieri tra milizie libanesi e israeliane presso ad Adaisse (Libano meridionale monitorato da oltre 10 mila Caschi Blu Onu) che hanno causato la morte di cinque persone (tra civili e soldati) non sono frutto dell’invasione degli israeliani. A dichiararlo, il ministro dell’informazione Tareq Mitri, il quale ha confermato che Israele era impegnata a sradicare un albero “situato a sud della Linea blu (quindi in territorio israeliano, ndr). Nessuna violazione, in alcuni tratti le parti non concordano sul tracciato della Linea Blu e ogni volta che succede qualcosa o che una delle due parti vuole operare a ridosso della linea è richiesto l’intervento dell’Unifil”. Come non fosse stato detto nulla, tuttavia, sono poi giunte le parole di un portavoce del Governo: “Quel che è successo ieri è stata una provocazione israeliana perché quando i soldati israeliani hanno iniziato a lavorare oltre il reticolato, i nostri militari hanno subito chiesto all’Unifil di rimandare l’operazione. L’Unifil a quel punto si è rivolta agli israeliani chiedendo di interrompere l’azione ma loro hanno proseguito, scatenando la reazione dei nostri soldati”. Evidente il tentativo del ministro della difesa iIsraeliano, Ehud Barak, di stemperare la tensione: “Spero che non ci sia un’escalation, che avremo un’estate calma e che le cose tornino normali: è stata una provocazione molto grave e abbiamo reagito in modo misurato, equo e immediato. Occorre agire in questo modo per evitare che un incidente locale degeneri in una vera crisi”.

Sfiducia Caliendo: mozione respinta con 299 voti contrari

La mozione di sfiducia nei confronti di Giacomo Caliendo viene respinta con 299 voti contrari.
Alfano:
“P3 figlia di Pm e sinistra”. Di Pietro: “Fatto politico”. FL e UdC si astengono. Franceschini: “Berlusconi è solo”. Cicchitto: “Non diamo la testa di Caliendo”. Rissa PdL-finiani. Coro da stadio: “Silvio, Silvio”.

IL RESOCONTO DELLA GIORNATA
La conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha optato per discutere mercoledì 4 agosto, con inizio alle 17, la mozione di sfiducia a Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia coinvolto nell’inchiesta della cosidetta P3, avanzata da Pd e Italia dei Valori. Il voto è previsto per le 17, Caliendo non dovrebbe avere alcun problema a passare incolume la prova del Parlamento perchè, seppure con una maggioranza non assoluta, la mozione stessa sarà respinta. A votare contro, la maggioranza parlamentare e i membri di Governo del neonato gruppo Futuro e Libertà mentre i deputati dello stesso schieramento si asterrano come pure l’Udc e L’Api. Il voto a favore dei firmatari non sarà sufficiente a sfiduciare il sottosegretario a cui Silvio Berlusconi ha già rinnovato la propria fiducia: “Resta dove sei“.
LA MOZIONE. Presentata lo scorso 14 luglio dal Partito Democratico e dall’Italia dei Valori in merito all’inchiesta sulla “lobby” P3 dalle cui intercettazioni al vaglio della magistratura è emerso in più di una circostanza il coinvolgimento di Giacomo Caliendo, indagato per associazione segreta.
[…]
Ore 11.45. Rese note le parole pronunciate nella serata di ieri da Silvio Berlusconi nel corso di una cena con le deputate del Pdl: “L’astenensione è una scelta senza senso, un grave errore politico. O si vota la sfiducia a Caliendo e non si capisce il motivo, oppure se si sostiene il governo si vota la fiducia e basta. Il governo non cadrà: non si cade su una questione che non riguarda il programma. E’ sul piano di governo che ci sarà un confronto aperto“.
[…]
Riusciamo ad anticipare il più probabile scenario cui si assisterà alla Camera dei Deputati in occasione del voto. Stando ai numeri e alle dichiarazioni delle ore precedenti, questo è quanto dovrebbe accadere.

FAVOREVOLI ALLA SFIDUCIA A CALIENDO
Partito Democratico (firmatario della mozione di sfiducia)
Voti 206

Italia dei Valori (firmatario della mozione di sfiducia)
Voti 24

Altri
Voti 5

Totale voti favorevoli 235

CONTRARI ALLA SFIDUCIA A CALIENDO
Popolo delle Libertà (partito di cui fa parte Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia)
Voti 237

Lega Nord
Voti 59

Altri
Voti 10

Totale voti contrari 306

VERSO L’ASTENSIONE

Futuro e Libertà
Voti 33

Udc
Voti 39

Alleanza per l’Italia
Voti 8

Movimento per l’Autonomia
voti 5

Liberal Democratici
Voti 4

Totale voti di astensione 89

Maggioranza assoluta alla Camera
(ovvero il 50%+1): voti 316
Quorum necessario tenendo conto degli astenuti: voti 271

Politicalive.com SEGUE L’EVENTO IN DIRETTA WEB:

Emergency torna a Lashkar-Gah: riapre il centro chirurgico afghano

Gli avvenimenti dello scorso 10 aprile sono ancora attuali: l’ospedale (centro chirurgico) afghano di Emergency a Lashkar-gah venne chiuso perchè al suo interno furono ritrovate armi. Non solo: tre volontari italiani che lavoravano nella struttura (Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti) erano stati fermati con l’accusa di tramare con i talebani. A conti fatti, una trappola ordita contro l’organizzazione di Gino Strada che, dopo l’intervento delle Istituzioni nazionali ed europee nonchè dell’Onu, esce linda e pulita da ogni accusa. Si arriva al 29 luglio: il centro riapre e la comunicazione arriva dai vertici di Emergency tramite missiva.

Cari amici,
siamo molto felici di annunciarvi che giovedì 29 luglio abbiamo riaperto il Centro chirurgico di Lashkar-Gah.
Un giornalista ci ha chiesto “Perché?“. Ma la risposta la sapete già: perché è il nostro lavoro, perché quell’ospedale serve, perché è l’unica struttura gratuita nella regione, perché quell’area è teatro di una guerra sempre più violenta, perché i 70 letti delle corsie – da quando è stato aperto e fino al giorno della sua forzata chiusura il 10 aprile scorso – sono sempre stati pieni. Perché la popolazione ne ha bisogno: e noi non abbiamo bisogno di altri perché.
Ancora grazie per il vostro sostegno.
A presto,
Cecilia Strada
Presidente di Emergency

Bp: “Static Kill” tappa il Macondo 106 giorni dopo l’esplosione della Deepwater Horizon

Stavolta, dopo oltre tre mesi di vani tentativi, la British Petroleum sembra essere riuscita a chiudere il pozzo sottomarino Macondo (1500 metri di profondità): dopo 106 giorni di prove disperate, sperimentazioni, alta ingegneria, i tecnici della Bp hanno raggiunto l’obiettivo con l’operazione cosiddetta “Static Kill” che è durata anche meno rispetto alle previsioni (si parlava di 60 ore di lavoro ininterrotto, a conti fatti ne sono state risparmiate – di quelle – un bel po’).

Nello specifico, è stato iniettato in profondità un miscuglio di cemento e fango capace di spingere il petrolio nel bacino sottostante, un deposito 4mila metri sotto la superficie marina. A questo punto, la marea nera (i cui danni restano ovviamente macroscopici) pare arginata e dovrebbero proseguire le operazioni di monitoraggio.

A renderlo noto, referenti della stessa Bp: “Il pozzo viene sorvegliato, secondo la procedura, per assicurare che la pressione resti stabile; in base ai risultati di questo controllo si capirà se saranno necessarie nuove iniezioni di fango o meno“.

Web giornale politicalive: 3 agosto 2010

SOMMARIO:
1. corruzione post-terremoto in Abruzzo, via agli interrogatori;
2. Fabio Granata parla di connivenza tra mafia e politica mentre il Senato approva il disegno di legge con piano straordinario;
3. confermato dal Consiglio di Stato lo stop al rincaro dei pedaggi autostradali;
4. strage sul posto di lavoro nel Connecticut: 8 morti e un suicidio;
5. attacco Taliban in Afghanistan, sei vittime;
6. Bersani si dice non contrario a un Governo di transizione guidato da Tremonti;
7. muore a Palermo Elvira Sellerio;
8. ennesimo tentativo della Bp di arginare la falla nel pozzo Macondo (Golfo del Messico);
9. Istat: produttività italiana in crollo evidente.

PER APPROFONDIRE:
Libano – Israele: il confine torna linea di morte
Finiani e Udc: astensione su Caliendo
MoVimento 5 Stelle: programma. Grillo: “Nè Di Pietro nè Vendola”

WEB GIORNALE DI POLITICALIVE. Flash news dei principali avvenimenti di politica e cronaca del 3 agosto 2010.

TERREMOTO ABRUZZO: il post sisma avrebbe generato il fenomeno di corruzione politica in ambito di assegnazione appalti per la ricostruzione dell’area colpita dal terremoto. L’accusa: favoritismi non in cambio di denaro ma di regali (preziosi, auto, gioielli). I cinque indagati (l’ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati; la figlia Daniela assessore alla Protezione Civile; il compagno della Stati, Marco Buzzelli; l’ex deputato di Forza Italia, Vincenzo Angeloni; Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica) si sono difesi in alcuni casi respingendo le interpretazioni delle intercettazioni ambientali (Angeloni) e in altri negando illeciti (la Stasi: “”Vorrei dire al presidente Berlusconi che da oggi anche io mi vado ad aggiungere agli altri casi nazionali”).

MAFIA & POLITICA: Fabio Granata, deputato finiano in quota a Futuro e Libertà nonchè vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, denuncia infiltrazioni mafiose nei consigli regionali: “Nonostante la condivisione teorica al codice etico promosso dalla commissione Antimafia, sia tra le candidature che tra gli eletti ci sono infiltrazioni e zone d’ombra. Stiamo ricomponendo il quadro e riferiremo alle Camere”. Intanto il Senato approvava il disegno di legge con piano straordinario di contrasto alle mafie e la delega al Governo in materia di normativa antimafia: voto bipartisan, 279 sì e un solo astenuto. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, a margine della votazione replica a Granata: “La legalità sia patrimonio di tutti gli uomini che stanno in politica e non esclusiva di qualcuno”.

Finiani e Udc: astensione su Caliendo

La mozione di sfiducia sottoscritta dal Pd e da Italia dei Valori nei confronti di Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia coinvolto nell’inchiesta della cosidetta P3, ha sollecitato il primo incontro politico tra Futuro e Libertà (i 33 deputati fuoriusciti dal PdL e vicini a Gianfranco Fini) e l’Udc di Pier Ferdinando Casini. La riunione si è svolta alla Camera (ore 13) e ha visto la partecipazione dei parlamentari del Movimento per l’Autonomia e dell’Alleanza per l’Italia (il neonato gruppo di Francesco Rutelli): è stato nella circostanza deciso di portare avanti un percorso congiunto che si manifesta – per ora – con il voto di ASTENSIONE nei confronti della mozione all’ordine del giorno (si vota mercoledì 4 agosto).

Libano – Israele: il confine torna linea di morte

Il rischio di banalizzare la complessità, in questo caso, è fortissimo. Si potesse – invece – semplificare: una mano io, una mano tu. Altrochè: ci si stringe a colpi di mitraglia, parlano le bombe, la Storia mostra l’indissolubile padronanza del day by day in cui: a causa, effetto; ad azione, reazione. Si torna a far cronaca nera, politicizzare il contesto sociale, varcare confini invalicabili. Quelli che separano (quotidianamente) i vivi dai morti, i torti dalle ragioni, il Libano da Israele.

Scontri armati in corso ad Adaisse (Libano meridionale monitorato da oltre 10 mila Caschi Blu Onu) tra soldati libanesi e israeliani. Ai politologi da salotto il compito di trovare il bandolo della matassa, noialtri ci si limita al dovere cronacistico. Che racconta la solita verità sguercia fatta di due versioni tra loro in antitesi.

La prima: razzi katiuscia lanciati dal sud del Libano verso il nord di Israele (fonte, Al Arabiya). Pronta replica: fuoco israeliano su Adaisse contro una postazione dell’esercito libanese. Cinque morti: tre soldati (libanesi) e due civili (anch’essi, libanese). Si vocifera del probabile decesso di un ufficiale dell’esercito israeliano (notizia non confermata).

La seconda: militari israeliani, stando alle forze di sicurezza libanesi, avrebbero sconfinato per abbattere uno o più alberi. Da lì, lo scontro.

MoVimento 5 Stelle: programma. Grillo: “Nè Di Pietro nè Vendola”

Beppe Grillo non si presenterà mai – quale candidato – a nessuna elezione perchè lui, dice, sarà sempre il megafono del Movimento 5 Stelle cui il resto della classe politica dovrà abituarsi, tanto il partito è radicato – di già – nella società. Lo dicono i numeri: 500 mila voti finora ottenuti a fronte di una spesa misera. 40 mila euro per la campagna elettorale: i grillini utilizzano mezzi e strumenti tecnologici – internet, soprattutto – e concretizzano i propri sforzi attraverso il tam tam. Il passaparola.

Continuerà a essere così – avverte il comico genovese – perchè non abbiamo mai chiesto nè chiederemo rimborsi elettorali: sono un furto allo Stato. Se la politica rinuncia ai soldi, rifiorisce. E noi vogliamo che torni a essere bella“. Il messaggio è lanciato, chi doveva ascoltare – e preoccuparsi – lo faccia: da ora in avanti, ogni appuntamento elettorale sarà utile per misurare la forza delle idee e dell’attivismo degli iscritti. Siano esse politiche, provinciali o comunali: il Movimento 5 Stelle ci sarà, con candidati appositamente selezionati attraverso il web seguendo i criteri di sempre.

Che tengono conto, in primo luogo, della pulizia “morale” del prescelto. Niente sedi, nessun tesoriere, senza segretario. Tra qualche giorno verrà messa on line la piattaforma del movimento: da lì alla stesura del programma, un attimo. A colpio di click e passi di mouse. I cardini del Movimento sono ovviamente capisaldi acquisiti e da cui porre le basi: via i condannati dal Parlamento, non più di due mandati per candidato, nuova legge elettorale, abolizione della legge Gasparri, utilizzo delle energie rinnovabili, conservazione dell’acqua quale bene pubblico. Tutto il resto lo si scriverà a migliaia di mani, miliardi di neuroni.

Web giornale politicalive: 2 agosto 2010

WEB GIORNALE DI POLITICALIVE. Flash news dei principali avvenimenti di politica e cronaca del 2 agosto 2010.

BOLOGNA: trentesimo anniversario della strage alla stazione del capoluogo emiliano (attentato con bomba esplosa alle 10.25) che il 2 agosto 1980 provocò 85 morti e oltre 200 feriti. Polemiche per la mancata presenza di un esponente del Governo (il sottosegretario Carlo Giovanardi: “Una piazza che invece di ricordo e dolore ha espresso odio e livore per coloro che ritiene avversari politici. Bene ha fatto il governo a non partecipare”). Il Presidente dell’associazione vittime, Paolo Bolognesi, ha detto: “C’è stato da parte di molti politici un triste tentativo di immiserire la manifestazione ma i cittadini non sono disposti a farsi zittire”. Numerosa la presenza della società civile.

GAZA: ancora alta tensione in Medio Oriente dove razzi palestinesi sono stati lanciati su Eilat e Aqaba, provocando l’immediata reazione dello Stato Ebraico contro le postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza. Due morti e decine di feriti. Le vittime: Issa al-Batran, capo dell’ala militare di Hamas, deceduto in un’esplosione nel campo profughi di Nuseirat, e un civile colpito da un razzo ad Aqaba. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha puntato il dito contro Hamas, promettendo di adottare tutte le misure necessarie per difendere il suo Paese.

CASO CALIENDO: stabilita per mercoledì la discussione in Parlamento in merito alla mozione di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo, indagato nell’inchiesta P3. La sensazione è che il voto favorevole dei finiani che hanno aderito a Futuro e Libertà possa essere decisivo per mettere in minoranza la maggioranza. In tal senso, è in corso il tentativo di individuare un percorso congiunto con  l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Mentre Cicchitto e La Russa invocano lealtà, Bersani prevede la debacle del PdL e della Lega Nord. Intanto Caliendo fa sapere: “Io ho la coscienza a posto e continuo a lavorare”.

USA-IRAQ: il Presidente americano Barack Obama annuncia il graduale ritiro delle truppe americane dall’Iraq. Una “Nuova Alba” per la Nazione a stelle e strisce: le forze militari americane, da settembre 2010 al dicembre 2011 saranno 50mila unità, e il loro compito sarà solo quello di addestrare l’esercito iracheno a badare alla sicurezza del proprio Paese. E’ il primo passo verso una costante diminuzione della presenza americana in Iraq. Le parole di Obama alla Nazione: “Stiamo facendo esattamente quello che era in programma, così come avevo promesso”.

GRILLO: “Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure”. Con questo motto, Beppe Grillo annuncia che il “MoVimento 5 Stelle” si presenterà alle eventuali elezioni politiche e alle provinciali del 2011. Intanto, si sa che la scelta dei candidati verrà eseguita online attraverso il portale in preparazione: tra i criteri di selezione, la garanzia che il candidato non abbia la fedina penale sporca.

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