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Krsko: C’era veramente da spaventarsi?

Secondo l’Istituto di Ecologia di Vienna si. Elaborando i dati raccolti negli ultimi anni tra cui la struttura della centrale, la conformazione del territorio e l’età dell’impianto stesso i pericoli di una nuova Cernobyl, e anche di più, c’erano eccome. Specie perchè il reattore di Krsko non è la prima volta che si ferma a causa di malfunzionamenti. Eppure in Italia non tutti la pensano cosi, soprattutto i nostri leader.

Con l’avvento del nuovo governo era normale, quasi naturale che il discorso “Nuove Fonti di Energia” sarebbe tornato in auge. E’noto a molti infatti come, da parte del centrodestra, vi sia questa voglia di nucleare da parte di Berlusconi & Co.

Una presa di posizione quella del premier giustificata anche dal fatto che i costi dell’energia, soprattutto in questi ultimi tempi, sono alle stelle soprattutto a causa del rincaro petrolifero. La situazione ideale per il leader del Popolo delle Libertà per poter portare avanti la sua causa con successo.

Ed invece ecco giungere nelle varie sedi giornalistiche notizie allarmanti su un malfunzionamento di un impianto di raffreddamento di una centrale nucleare a Krsko, in Slovenia. Tutti pensano già al peggio, pensano a Cernobyl e alle conseguenze di quella tragedia.

Se però anziché pensare avessero ascoltato per bene ciò che i tecnici avevano da dire, avrebbero scoperto che l’allarme era minimo e praticamente subito rientrato, che la centrale nucleare è una delle più piccole esistenti in Slovenia e che il disastro sarebbe comunque stato circoscritto a 200 km dalla centrale e non all’intera Europa. Ma allora c’era veramente così tanto bisogno di spaventarsi?

A voi la parola signori e signore!