Eutanasia: Andiamo tutti a morire in Lussemburgo

di IsayStaff Commenta

Quanti di voi, tramite le riminiscenze delle scuole medie e magari delle superiori, si ricordano del Benelux? Per tutti coloro che non dovessero ricordarsi, il Benelux è una regione europea composta da tre stati: il Belgio (BE), i Paesi Bassi (NE) e il Lussemburgo (LUX). In principio il Benelux era stato istituito per creare una unione doganale tra i tre paesi, mentre oggi verrà ricordato sicuramente per qualcosa di peggio.

Infatti nella serata di ieri il Lussemburgo ha approvato la proposta di legge che permette la depenalizzazione dell’eutanasia. Attualmente solo altri due paesi hanno già effettuato questa operazione e sono proprio i suoi vicini di casa Belgio e Olanda.

Uniti ancora per lo stesso ideale. In principio era l’economia che aveva portato all’istituzione del Benelux oggi invece il diritto a morire unisce moralmente i tre stati. Sicuramente sarebbe stato meglio farsi ricordare per la prima motivazione piuttosto che per la seconda.

La proposta di legge approvata dal governo del Lussemburgo, prevede sostanzialmente l’eliminazione delle sanzioni penali per i medici che mettono fine, su richiesta ovviamente, alla vita dei malati. Sempre secondo questa proposta, l’eutanasia può venire autorizzata solo ed esclusivamente per i malati terminali o per i malati incurabili, dopo ripetute richieste e con il consenso di due medici e una commissione di esperti.

Inutile dire che il governo del piccolo stato europeo si è prevenuto parecchio. Dando per esclusione che i due medici e la commissione di esperti daranno sempre esito positivo all’uso dell’eutanasia su malati terminali (in fondo se non possono fare niente su di loro, cosa li “tengono” a fare…), quello che fa più specie nella proposta è quel: “Dopo ripetute richieste”.

Sostanzialmente si fa in modo che, per esasperazione, un malato terminale ceda alle richieste dei medici di lasciarsi uccidere. Premetto che io sono contro l’uso dell’eutanasia. Il diritto alla vita fa parte di ogni persona prima che di ogni cittadino e non è allo stato che noi la affidiamo ma quanto meno a chi ci ha creato (vedetela voi se a Dio, se a un’entita superiore generica o semplicemente ai vostri genitori; personalmente io sono per la prima scelta).

La vita, in fondo, è il più bel dono che ci è stato dato. Senza di essa non avremmo mai potuto fare tutto ciò che ricordiamo. E anche se ci dovessimo trovare in una situazione terminale non sarebbe giusto, innanzitutto per il rispetto di noi stessi, abbandonarla. Per quanto possa farci male, per quanto possa farci soffrire, la vita è un dono che arriva una volta sola e come tale è giusto onorarla fino alla fine.

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