Caso Binetti: Prodi a rischio “aborto”

di Paolo Riva Commenta

I problemi per Prodi sembrano non finire mai. Questa volta è il tema dell’aborto a dare una spallata alla scricchiolante maggioranza del premier, che dovrà gestire al meglio la situazione per evitare di ritrovarsi a piedi.

Il nodo della questione è la legge 194, il cui tema è appunto l’aborto. La legge permette, entro i primi 90 giorni di gestazione, di interrompere la gravidanza volontariamente, mentre tra il quarto e il quinto mese è permesso solo in in caso di motivi terapeutici. La 194, che compirà 30 anni nel 2008, potrebbe quindi rivelarsi un’arma perfetta per l’opposizione al fine di sferrare l’attacco finale a Romano Prodi.


La campagna contro la 194 è iniziata sul quotidiano “Il Foglio”, diretto da Giuliano Ferrara, dove, nemmeno un mese fa, si richiedeva una “moratoria sull’aborto”, riprendendo quella ben nota sulla pena di morte votata all’assemblea generale dell’ONU e sostenuta fortemente dal governo italiano. Nel suo articolo Ferrara accusa la legge di “deriva eugenetica” (per chi fosse poco avvezzo ai termini difficili, l’eugenetica è una disciplina pseudoscientifica volta a perfezionare la specie umana attraverso la selezione).

Seguendo la scia dei fatti, anche la chiesa cattolica, nella figura del Cardinale vicario di Roma Camillo Ruini, decide di prendere una posizione. La “via cristiana” contro l’aborto è netta, nonostante ciò il cardinale chiede al governo di Roma di “difendere la vita” innanzitutto.

Vista l’importanza che l’argomento ha riscosso tra l’opinione pubblica, era chiaro aspettarsi un suo “arrivo” anche fra i banchi del governo. E cosi è stato, grazie all’intervento del coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, che ha richiesto al parlamento di stilare delle linee guida per l’applicazione della legge aggiornate ai nostri tempi, dato che il progresso scientifico e la società in generale si sono evoluti notevolmente negli ultimi 30 anni.

Dai banchi della maggioranza questa proposta di Bondi sa di “speculazione politica”. Infatti visti i tempi che corrono, con un Senato che ha solo 2 voti di scarto sull’opposizione, un argomento “etico” e non “politico” rischia di spaccare del tutto la coalizione di Prodi & C.

Proprio nel PD sembra trovarsi questa spaccatura, dove la senatrice Paola Binetti ha già affermato che è disposta a sottoscrivere la mozione annunciata da Bondi. La senatrice, tra l’altro, è salita agli onori delle cronache per aver già creato delle “difficoltà” alla maggioranza sollevando il problema della norma anti-omofobia del dl sicurezza, di cui si è discusso a metà dicembre. In quella situazione, a salvare il governo fu decisivo il voto del senatore a vita Francesco Cossiga.

Si apre perciò un vero e proprio caso Binetti per il povero premier, che nel caso dovesse ricadere e risalire di nuovo, sicuramente si ricorderà di non inserire il nome della senatrice del PD nella sua futura maggioranza di governo.

Errare è umano, ma perseverare è diabolico Romano!

Lascia un commento