Utopia. Ovvero: Veltroni, l’Italia vorrebbe a volte poterti credere

di Angela Gennaro Commenta



Walter Veltroni. Vorremmo, a volte, sia ben chiaro, potergli credere. Vorremmo che le utopie di cui parla si avverassero.


Ora la novità, che tutto è tranne che una novità, Serve un

grande, nuovo patto sociale

Un qualcosa, un progetto, un’innovazione strutturale, un cambiamento, per far crescere quest’Italia fristrata e maltrattata. Finalmente, economicamente e socialmente.


Dal Sud al Grande Nord, Uolter si è spostato a Brescia.

Veltroni nel Grande Nord parla agli operai.

Un patto fra i produttori

Perchè:

Solo così l’Italia può crescere, senza crescita non c’è redistribuzione equa

Produttori, includendo

anche artigiani e piccoli e medi imprenditori, tra coloro che mandano avanti l’Italia


Temi cari e difficili? Temi sulla pelle degli italiani ogni giorno? Precarietà, salari e pensioni. I giovani:

vengano giudicati per il talento e non per la dichiarazione dei redditi del loro padre

Walter, quanto vorrei crederti. Rafforzamento della capacità di acquisto di salari e pensioni?

Vanno adeguati al costo della vita. L’avremmo già fatto, ma la destra non ha voluto


Ma non solo. E ripete, come sempre, come già ieri (mi è capitato di seguirlo su RaiNews24, è decisamente uno dei temi forti della campagna e non potrebbe essere altrimenti) questo implacabile bisogno di sicurezza che l’Italia ha.

Sul lavoro, sociale, ambientale, sicurezza tout court

Per un

Italia nuova


Mentre Veltroni parla di lavoro, Silviuccio che fa? Berlusconi solletica le velleità dell’alleato Lega Nord. Alleato? L’uomo di Arcore lancia l’idea del voto amministrativo agli immigrati.

con il mio nuovo governo ne discuteremo, stabiliremo i criteri”. I nuovi italiani dovranno rispettare i nostri costumi e le nostre leggi

Per il suo nuovo governo sarebbe il caso non si facesse abbandonare prima del tempo da chi lo tiene – lo terrebbe – su. E l’effetto, in effetti, è abbastanza esilarante.

Stramberie, delle quali non c’è traccia nel patto sui contenuti del programma

Risponde senza mezzi termini Roberto Calderoli.


Fa sempre piacere notare e rimarcare la coerenza e la credibilità. Calderoli invoca non solo il

patto sul programma

ma scomoda addirittura la Costituzione

che prevede che il voto è solo per i cittadini italiani

E ancora

la legge che regolamenta l’acquisizione della cittadinanza fissando regole precise

Stramberie è il sunto efficace del coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord.

Questa discussione per quanto ci riguarda si è aperta ma si è anche già chiusa

Silvio lo sa? Bisognerebbe avvisarlo, prima di fargli aprire bocca. E la Lega, provocata causa mossa pubblicitaria – si perdoni la malizia – non è l’unico cavalleresco problema.


L’ex cucciolotto di casa, Pier Ferdinando Casini, che sarà quel che sarà, ma che sembrerebbe a questo punto davvero adirato con l’ex capo, lo accusa di

strumentalizzare la Chiesa

Insomma, non è carino. Casini attacca, in particolare, le affermazioni di Berlusconi secondo il quale il cardinale Camillo Ruini

sa che i voti dati ad altri partiti del centrodestra, che non siano il Pdl, sono utili al centrosinistra

I comunisti! Concludendo gongolante:

Non sanno più a cosa attaccarsi…


Silvio Berlusconi (i suoi responsabili della comunicazione devono averglielo fatto notare) deve a questo punto recuperare il punto di vantaggio incassato da Walter ieri, con un discorso coraggioso.

Testimonianza di qualcosa che non sta più succedendo in Sicilia. Perchè la Sicilia sta cambiando. La mafia è più debole. Quei vigliacchi assassini sono più deboli

Aveva detto Walter, specificando che la mafia

deve sapere che c’è un partito per il quale non deve votare, ed è il Partito Democratico. Votino per chi vogliono, ma non votino per noi


Silvio ci sta arrivando dopo, e per reazione, e non riesce a dare la stessa forze.

Ogni voto per noi è contro la mafia

Vabbè. E perora la sua causa, attaccando l’avversario. L’attacco manifesta una mancanza di contenuti. Su un tema così delicato non doveva permetterselo. O, quantomeno, doveva riuscire ad accompagnare il suddetto attacco ad uno straccio di contenuto.

Peccato che tre anni fa il suo partito non sia stato così schizzinoso


E ancora:

Non posso che confermare quanto dissi nel 1994 a Palermo, appena sceso in politica: che ogni voto a noi è un voto contro la mafia. Nel nostro governo abbiamo trasformato il carcere duro in un provvedimento definitivo, riuscendo ad arrestare circa trenta boss mafiosi ricercati

Certo. Ma puzza un po’ sentirsi ricordare “nel 1994″… Tempo troppo lontano.


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