Sarabaaaanda! Nel Pdl sul voto per le amministrative agli immigrati, chiosa Veltroni

di IsayStaff Commenta



Sarabandaaaaaa. Musichetta, canzoncina, jingle in testa e via. Uno dei capitoli più tristi e trash della storia recente della televisione italiana – non ne voglia Enrico Papi, lui ci provava, a modo suo.


Torna, questa parola e questa musichetta in testa oggi, data la giornata politica. Che soffre di strascichi da weekend – lo dovrebbero abolire, in campagna elettorale, fa più danni che altro perchè la gente ha due minuti in più a disposizionem giusto due, per pensare.


Comunque, in sintesi: il Cavaliere aveva aperto alla possibilità di far votare gli stranieri regolari alle elezioni amministrative. E lì ci si chiede: con la Lega in giro, come gli è venuto in mente di non osservare il silenzio fino a data sicura. Segue: altolà di Maroni – eh beh. Segue: Uolter che coglie la palla al balzo. Segue: Antonio Di Pietro idem come Uolter. Segue: Uolter, giacchè, definisce sarabanda la danza sulla faccenda scatenatasi in ambito Pdl.

Intervista a Walter Veltroni, leader del Partito Democratico, a Radio 24.

Sono assolutamente favorevole al voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Accogliere e stabilizzare le persone che vengono qui per aiutare il paese, rendere loro la vita più semplice possibile. Essere molto duri nella repressione e nella reale capacità di far scontare le pene a chi delinque

E poi la chicca, che per efficacia comunicativa, non vogliatemene, dà un punto al romano:

Sugli immigrati nel Pdl è già sarabanda

Gliel’hanno servita, come sovente accade in questi casi, su un piatto d’argento. Però, insomma, spezziamo una lancia a favore della metafora.

Nel Pdl, sul tema del voto agli immigrati, è già cominciata la sarabanda. Possiamo continuare così con dichiarazioni, smentite, continue riunioni di maggioranza?

E ancora:

molto grave, tra le varie possibilità, un esito che non dia governabilità

Se così sarà, la responsabilità è di chi non ha capito che prima di andare a votare bisognava cambiare la legge elettorale

Si sente quasi, lo stridolio del coltello che gira nella piaga.

Noi l’avevamo detto proponendo di andare a votare nell’aprile del 2009. Ci si rispose di no. Noi controproponemmo un governo di due mesi per la legge elettorale. Ci è stato risposto di no anche a quello


Tornando nel magico mondo di sarabanda, la cronaca di queste ore parla chiaro.

Se l’eventuale prossimo governo Berlusconi presenterà un disegno di legge sul voto agli immigrati “ci sarebbero problemi, perché per la Lega e per Bossi quello è un tema centrale e su questo terreno non facciamo sconti

Parola dell’ex ministro Roberto Maroni in occasione di una ghiotta intervista a Repubblica.

Se vinciamo noi applicheremo fino in fondo la Bossi-Fini, per esempio l’obbligo per le imprese di assumere prima gli italiani degli stranieri

Maroni si dice tranquillo sul fatto che l’ipotesi paventata dal Cavaliere non avrà seguito di sorta.

Ho parlato con Berlusconi e sono tranquillo. Secondo lui in qualche modo è stato frainteso. Quell’argomento è uno dei tanti ed è fuori dal programma di governo

Figurarsi se non c’era di mezzo il fraintendimento delle bianche e pure parole del Silvio. E’ una vita che spara e poi corregge dicendo di essere stato frainteso.


A rincarare la dose, ci pensa Francesco Storace, leader de La Destra, a tutta birra contro il Pdl.

Parlano di sicurezza, garantiscono ai cittadini che si porrà un freno all’immigrazione selvaggia e, poi, strizzano l’occhio agli immigrati, dicendo che il loro voto alle amministrative è possibile. Berlusconi lancia il sasso e Fini lo raccoglie. Il prossimo passo, non abbiamo dubbi, sarà quello di proporre il Corano nelle scuole”.


Anche Antonio Di Pietro cavalca l’onda:

Il voto agli immigrati per le amministrative è una cosa opportuna. L’immigrato regolare fino a quando non è cittadino italiano non può votare per le politiche. Se è residente e dimostra di avere un lavoro, invece, può votare alle amministrative


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