L’elettore imbarazzato

di IsayStaff 1

Spread the love



Parlavo al telefono con la mamma. La mamma è sempre la mamma. Si chiaccherava amabilmente della tragedia lavorativa della vita – la mia, naturalmente – per poi discorrere di vita, amenità e, perchè no, di attualità. Donna sempre pacata e discreta nella vita, non si è mai esposta in maniera sanguigna sulle cose dell’esistenza. Forte, ferma e decisa ma l’opposto del chiasso. Non una pasionaria. Io sono assai più sguaiata e sconclusionata, per intenderci.


Perchè la mamma? Perchè a una certo punto è successa una cosa indicativa. Dopo aver finito di parlare con lei, proseguivo in amenità col pater familias. Dopo cinque minuti cinque mammà è tornata sui suoi passi e ha strappato la cornetta al gentile consorte.

Ma io dico. Perchè non scrivi degli articoli che mettano in risalto questa vergogna? Io non capisco. Proprio non capisco. Ma perchè questi non parlano di altro che di sondaggi, numeri. A me non me ne frega niente.Perchè nessuno dice in campagna elettorale quello che farà al governo?

Concomitanza di colpe. Silvio ci ha informato che farà il ponte sullo Stretto di Messina. Uolter ci ha allietati con la promessa della lotta feroce al precariato e con il minimo dignitario di euro 1.100 ai suddetti precari. Il primo non dice dove prenderà i soldi per i suoi sogni di gloria, siculi o meno. Il secondo non specifica mica se i 1.100 sono IVA compresa anzichenò. Nel caso di un bel anzichenò, sono 880 euro. Parola di precaria. Affitto e spesa. A malapena.


L’altra grande parte di colpe ce l’ha il sistema mediatico. Piccola o grande che sia, la macchina dell’informazione è un’industria di produzione di contenuti ad hoc per i paganti. Altro che cane da guardia. Un bel barboncino da passeggio, e via.


Viene dunque naturale ai commenti ascoltati di queste lune tra amici e conoscenti.

Non parlano di contenuti perchè tanto non avrebbero credibilità per farlo. E l’hanno capito.

O ancora, sempre dalla stessa fonte, che non è esattamente una persona cui la politica, quella vera, sia ignota:

Sono estremamente imbarazzato su chi votare. Queste sono le più brutte elezioni della storia del Paese

Ben lontana, nelle parole della gente – o almeno, del campione in oggetto – buttarla sull’ideologico, sul forte, sulla passione politica, sull’appartenenza, sull’identità. Ma quale ideologia? Quale colore?


In giornata, facile è stato per la candidata premier della Destra, Daniela Santanchè, sparare a zero su quanto gli italiani hanno potuto osservare ed ascoltare ieri in occasione della partenza della campagna elettorale del Popolo della Libertà a Milano.

Gli italiani hanno capito che votare Berlusconi o votare Veltroni è assolutamente la stessa cosa. Ho avuto la soddisfazione di vedere Gianfranco Fini trasformato in una valletta durante la manifestazione del Pdl. Lo dico con gioia perché finalmente c’è una valletta che è un uomo

Sorta di outsider proforma e pro-paganda, La Destra, nelle parole della sua Signora, sarebbe diversa dalle altre forze politiche:

mette al centro i valori, l’identità e l’appartenenza

Non ci si crede. Non c’è forza in queste posizioni e in questi personaggi.


Un ex collega – chiamiamolo così, perchè avrei tanto voluto esserne collega dato l’ambiente – commentava giorni fa:

Come mi gira. Li ho votati tutti. Posso partire di casa pensando che voterò Berlusconi, poi arrivare al seggio e mettere la mia preferenza su Bertinotti

Un altro ex collega – discorso desiderio, vedi sopra – rispondeva:

Eppure. Qualcosa mi dice. Secondo me. Percepisco. Ce la farà. Il Pd riuscirà nella rimonta

Sensazione basata su puro esoterismo. E trattasi tutte, tutte, di persone di estrema intelligenza e lucidità e vivacità mentale.

Commenti (1)

Lascia un commento