Di numeri, sondaggi e altre amenità

di Angela Gennaro Commenta



Sempre più imbarazzati, signori. Ci vorrebbe un blog a parte. Per seguire questa altalena imbarazzante di numeri che, in verità, non fanno altro che confondere. Pensare che dovrebbero aiutare a capire. Supportare nella comprensione. Rischiarare le idee. Dare un polso minimamente scientifico della situazione.


Premesso ciò – un imbarazzo, si immagina, diffuso – notizia odierna, analoga però a altalenanti dati dei giorni precedenti, è che nelle ultime settimane il rapporto tra i due maggiori partiti – Partito Democratico e Popolo della Libertà – con gli altri movimenti politici si è ridotto. Come dire: l’appello di Berlusconi a votare solo Pdl o – se proprio lo si ritenga necessario, ma naturalmente sconsiglia fortemente per la salute – al massimo Pd è stato assolutamente disatteso. Che sia una reazione orticaria da parte della popolazione italiana?


Fatto sta che, con buona pace di Silvio – ma anche, in silenzio, di Walter – Pd e Pdl stanno risentendo di un certo calo. A fronte di una crescita – significativa in termini esistenziali – degli altri, gli alleati (o dichiarati tali) e i partiti esterni ai due grandi blocchi.

L’uomo di Arcore, comunque, può ancora dormire sonni tranquilli: i dati in favore della sua coalizione sono leggermente cresciuti. Silvio va a +6.5. Ma la vera novità di queste politiche 2008 – l’elettore imbarazzato, per intenderci – (anche se, a onor del vero, l’italiano medio e la politica non hanno mai davvero vissuto un rapporto felice, per quanto i livelli attuali siano inediti – sono i cosiddetti incerti.


Gli imbarazzati corrispondono attualmente a più di un terzo dell’elettorato, ad oggi. Questo il quadro che viene fuori dall’ennesimo sondaggio (cade il Governo e i sondaggisti esultano, quando se lo ritrovano altrimenti così tanto lavoro e così accaniti committenti?). E’ quello di Atlante Politico, realizzato da Demos per la Repubblica.


Berlusconi, insomma, va un po’ meglio, anche se la variazione – sarà che è Repubblica – viene ritenuta attualmente trascurabile. C’è una forte impostazione territoriale, questo sì. Pdl forte al Nord, Pd in quelle storicamente rosse. Il Sud – che fattosi due calcoli si sarà detto qui tanto a noi non è mai cambiato niente nè in un caso nè nell’altro – è in situazione complessa e leggermente sbilanciata per Silvio.


E la campagna elettorale? C’è il fiorire di critiche e polemiche che non aiuta nella missione. Denuncia del duopolio – pare la televisione italiana – e paura, in fondo, del binomio accordato Uolter-Cavaliere.


Guadagnano – e se ne capisce la ragione – Sinistra Arcobaleno (6,2%), La Destra (1,9%) ma soprattutto Italia dei Valori, (4,5%) e Lega Nord (5.5%). L’assalto dei partner, insomma. A non sapere – e come volergliene – che pesci pigliare e insomma chi votare sono i lavoratori autonomi, i disoccupati, le donne (e in particolare le casalinghe), i cattolici praticanti, i residenti nelle regioni meridionali e, in generale, gli intervistati meno istruiti. Quegli elettori, poi, che si definiscono di centro, brancolano a questo punto nel buio più totale.

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