Primarie USA: L’arma segreta di Obama

di Paolo Riva Commenta

Siamo giunti ormai nel 2008. L’evoluzione tecnologica e tutto quello che ne comporta hanno condotto la società ad un’evoluzione che nella mente di molti, difficilmente si sarebbe potuta realizzare. Quanti, anche solo 20 anni fa, avrebbero pensato che il volantinaggio si sarebbe evoluto a tal punto da arrivare fino alla nostra posta elettronica?

La tecnologia e l’innovamento che essa ha portato, ma soprattutto la presenza, quasi assillante dei media nella vita di tutti i giorni, hanno reso la multimedialità il concetto di base della nostra società civile, e probabilmente futura.

Così nel paese più economicamente forte di tutto il nostro pianeta, ovviamente gli Stati Uniti, non potevamo aspettarci altro se non una primaria assolutamente dipendente ai media. Nel bene e nel male avrebbero fatto la differenza.

I giornali, internet, la televisione, le radio e quanto altro bombardano i cittadini di informazioni, di notizie, di curiosità, di tutto quanto possa aggiornare, possa rendere protagonista della vita pubblica il semplice cittadino.

E come anche nel nostro paese abbiamo visto, forse in maniera fin troppo estenuante, che se ne voglia dire il potere mediatico, può fare pendere la bilancia dei risultati in una direzione o in un altra.

Se guardiamo le primarie USA, possiamo notare come il potere mediatico stia facendo volgere il favore ampiamente nei confronti di una persona, the Media-Man Barack Obama.

E infatti proprio i media sono l’arma segreta di Obama. Perchè nonostante abbia dovuto combattere contro una rivale candidata già famosa da anni, e non per meriti propri, non si capisce come il candidato coloured possa avere un impatto sull’opinione pubblica mondiale così crescente.

L’impatto di Obama è così deciso anche grazie ad una campagna elettorale decisamente positiva, sostenuta da un motto semplice ed intuitivo, ma che in fondo non è nient’altro che la quintessenza del rinnovamento.

A questo aggiungiamo la curiosità dei giornalisti, delle televisioni e delle radio che non fanno nient’altro che sostenere questa idea di rinnovamento creando così i supercandidato mediatico Barack Obama.

E chissà che quando si farà eleggere non si farà chiamare The President, The Media-Man, Barack Obama

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