Obama vs McCain: Il Presidente di uno stato che fu

di IsayStaff Commenta

Signore e signori mancano ormai meno di 20 giorni alle presidenziali americane. So che può sembrare incredibile come la data del 4 novembre si stia avvicinando cosi velocemente, e so anche come questa estenuante campagna presidenziale, in fondo, un po’ vi mancherà una volta finita. Perché, seppur lunga e a tratti un po’ noiosa, questa presidenziale ha sparato qualche colpo che veramente ha tirato su il morale di molti di noi.


L’assurdità infatti con cui il paese risponde ai candidati è certamente il punto focale di come gli Stati Uniti abbiano già scelto, seppur silenziosamente e ovviamente in via non ufficiale, il loro futuro presidente. Obama è già il vincitore, e se non lo sarà di certo gli si potrà assegnare, oltre ad un tapiro d’oro d’obbligo, il premio come il primo presidente full-media. Ci sono stati periodi, anche qui in Italia, che lo trovavamo ovunque, tranne dal vivo.

Così di risposta ecco che, tanto per aiutare ancora maggiormente la campagna elettorale di Obama, uscire un film porno soft della sosia di Sarah Palin, la sventurata che si è ritrovata improvvisamente da governatore dell’Alaska a candidata vice-presidente, successivamente a idolo femminile e quindi a macchietta della campagna elettorale, fino a divenire ormai la mascotte dei repubblicani o poco più. A tal proposito basta che le danno anche un vestito in peluche della mascotte e il ciclo sarebbe completato.

Indescrivibile è ciò che la Palin è stata. La sua evoluzione quasi innaturale ha prima promosso e poi bocciato la candidatura repubblicana di McCain, alla quale ovviamente hanno influito altre migliaia di motivazioni. Una gara di 20 giorni ci aspetta con un risultato che pare sempre più scontato, ma che ovviamente Obama non vuole prendere per certo specie dopo alcune batoste rimediate durante le primarie dalla “mia mai dimenticata” Hillary Rodham Clinton.

Di certo chi prenderà le redini del paese non si troverà la bella gallina dalle uova d’oro, o per riprenderla alla maniera borsistica, quella che dovrebbe essere una gallina dalle uova d’oro, ma che in realtà le fa di zinco, anche se noi seguiamo a venderle come oro. Il declino politico statunitense potrà essere forse fermato dal coloured candidate, sperando che in un mondo come quello di oggi la verve giovanile di un candidato come Obama porti l’influenza giusta per cambiare direzione su molti argomenti nazionali e internazionali.

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