Obama vs McCain: la sfida numero 2 sta per iniziare

di IsayStaff 4

La prima sfida tra i due candidati alle presidenziali americane si era chiusa con un nulla di fatto, nascosto da quel velo di politically correct che ha fatto del dibattito una normale conversazione riguardo i temi portanti delle due candidature senza andare a vedere nello specifico cosa effettivamente Obama e McCain temono e cercano di nascondere agli occhi del pubblico. Eppure sono certo che, in questo secondo incontro, non sarà più cosi.


Molto è cambiato da quel loro primo faccia a faccia. Certo ve ne è stato un altro di minor importanza, in fondo i candidati vice sono sempre vice, ma il fatto che maggiormente mi spinge a pensare che non sarà più cosi è la via in cui la campagna elettorale si sta indirizzando. Una via molto pericolosa, che alla lunga penalizzerà i due candidati presidente e premierà chi dei due risulterà più pulito.

Questo modo di fare politica è quello che, personalmente, preferisco di meno. Non ha senso per me, elettore, sapere che diavolo in passato ha combinato questa o quella persona. Se una persona è vero che impara dai propri errori, allora posso pensare che quello che sta facendo ora sia anche grazie a ciò che in passato, sbagliando, ha imparato. Lo dicevano già i latini che “Errare è umano”.

L’inizio della sfida ad insulti l’ha lanciata McCain. Il motivo è semplice: Esasperazione. Alla lunga Obama sta predominando, soprattutto per il fatto che i democratici indecisi Clintoniani, che erano comunque un bel gruzzolo, stanno decidendo di andare verso la sua direzione. Una decisione non così scontata a inizio sfida, ma che sta costringendo il vecchio John a usare le maniera sporche.

Cosi viene fuori che Obama è amico dei terroristi e che McCain è uno che salvaguarda i beni delle banche a discapito dei risparmiatori, avendo in passato aiutato una banca a fallire lasciando i suoi clienti sul lastrico. A pensarci bene, se si guardano gli argomenti, si scoprono anche le paure più grandi che gli americani hanno in questo momento: Terrorismo ed Economia. Certo il secondo è anche sotto i nostri occhi, il primo meno. Eppure ho come l’impressione che, gli insulti di McCain, arrivino tardi per dare lui un vantaggio: oggi il terrorismo fa meno paura della crisi.

A meno che non accada un nuovo attentato. Allora l’opinione pubblica ritornerebbe dalla parte del repubblicano. Cosi avanza, verso il 4 novembre, la campagna elettorale degli eventi.

Commenti (4)

  1. Permettimi di dissentire enormemente:

    >Non ha senso per me, elettore, sapere che diavolo in passato ha combinato questa o quella persona. Se una persona è vero che impara dai propri errori, allora posso pensare che quello che sta facendo ora sia anche grazie a ciò che in passato, sbagliando, ha imparato. Lo dicevano già i latini che “Errare è umano”.

    Sbagli di grosso. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Se uno ha imparato dai propri errori non ha alcun problema a mostrarsi in pubblico per quello che è. Negli USA non fa nulla se un presidente commette qualche scemenza, ma il popolo americano non ammette che un suo presidente menta (Clinton fu processato per aver mentito, non per la relazione con la Lewinsky in sé, giusto per farti un esempio). Il presidente deve essere trasparente, e per questo conoscere il passato diventa una chiave per la Casa Bianca. Il presidente DEVE essere pulito. Negli USA Berlusconi non potrebbe neppure pensare di candidarsi a diventare bidello di una scuola, proprio per il suo passato opaco.

  2. @Tooby: Allora per lo stesso motivo ti chiedo: “Se le tue motivazioni sono fondate perchè entrambi i due candidati si possono candidare? (Anche Obama in gioventu ne combinò di casini…)”

  3. Intanto Obama ha negato di averli combinati?

    E’ il negare di fronte all’evidenza o l’essere smentito dopo aver negato (come Clinton) a essere peggiore del fatto stesso. Perché tu hai mentito ai tuoi governati.

    Puoi farti di cocaina, ammetterlo e passarla liscia: se hai fatto bene nel tuo mandato, gli elettori ti rivoteranno, magari con maggiore vigore, proprio per la tua botta di sincerità. Ma se ti fai di cocaina e neghi, non c’è nulla che ti possa salvare: se non finisci sotto processo, di sicuro gli elettori si rifaranno alle urne. Clinton, che pure ne ha fatte di cose sensate, non avrebbe vinto se si fosse nuovamente candidato.

    Gli statunitensi non sono un popolo bigotto come noi (a parte gli Stati “arretrati”, quelli votano sempre repubblicano): addirittura perdonano tutto quello che si combina durante il college (spinelli, proteste, ammucchiate e tante altre robe). Ma è la menzogna, il mentire stesso che non può essere ammesso da un capo di Stato: perché un capo che mente in modo spudorato (se scoperto, ovviamente) è possibile che continui a mentire, sull’economia, sulle tasse, sulla sanità, su tutto il resto. Perderebbe qualsiasi fiducia.

    Spero di essere stato chiaro. Essere pulito significa anche essere RIpulito, essersi pulito dopo essersi sporcato, ammettendo le proprie colpe.

  4. @Tooby: Su questo mi trovi assolutamente d’accordo, come credo sia palese a tutti coloro che conoscano “come funziona” l’opinione pubblica americana: le menzogne non la passano mai liscia.
    Premesso che McCain ha iniziato la sua campagna elettorale già da perdente, in fondo i disastri di Bush si sono ripercossi su di lui per quanto lui diceva di non esserne vicino, il fatto che sia arrivato fino ad ora ancora (quasi) in gioco dimostra quanto Obama, nonostante le sue grosse capacità, non riesca a convincere il popolo americano. O meglio, non sia riuscito a convincerlo finchè i repubblicani non si sono fatti Harakiri.
    Ripensavo infatti alle tue parole e mi accorgevo quanto, in effetti, fossero vere. Ma allo stesso tempo se cosi fosse, perchè solo ora Obama è riuscito a venire fuori e non prima? Perchè la gente confidava ancora cosi tanto in un uomo che, come puoi capire dalle tue parole, doveva già essere condannato?
    Certo rifugiarsi nella bigotteria delle persone è un buon modo di giustificare, ma non credo possa essere questo.

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