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Obama vs McCain: la sfida numero 2 sta per iniziare

La prima sfida tra i due candidati alle presidenziali americane si era chiusa con un nulla di fatto, nascosto da quel velo di politically correct che ha fatto del dibattito una normale conversazione riguardo i temi portanti delle due candidature senza andare a vedere nello specifico cosa effettivamente Obama e McCain temono e cercano di nascondere agli occhi del pubblico. Eppure sono certo che, in questo secondo incontro, non sarà più cosi.


Molto è cambiato da quel loro primo faccia a faccia. Certo ve ne è stato un altro di minor importanza, in fondo i candidati vice sono sempre vice, ma il fatto che maggiormente mi spinge a pensare che non sarà più cosi è la via in cui la campagna elettorale si sta indirizzando. Una via molto pericolosa, che alla lunga penalizzerà i due candidati presidente e premierà chi dei due risulterà più pulito.

Questo modo di fare politica è quello che, personalmente, preferisco di meno. Non ha senso per me, elettore, sapere che diavolo in passato ha combinato questa o quella persona. Se una persona è vero che impara dai propri errori, allora posso pensare che quello che sta facendo ora sia anche grazie a ciò che in passato, sbagliando, ha imparato. Lo dicevano già i latini che “Errare è umano”.

L’inizio della sfida ad insulti l’ha lanciata McCain. Il motivo è semplice: Esasperazione. Alla lunga Obama sta predominando, soprattutto per il fatto che i democratici indecisi Clintoniani, che erano comunque un bel gruzzolo, stanno decidendo di andare verso la sua direzione. Una decisione non così scontata a inizio sfida, ma che sta costringendo il vecchio John a usare le maniera sporche.

Cosi viene fuori che Obama è amico dei terroristi e che McCain è uno che salvaguarda i beni delle banche a discapito dei risparmiatori, avendo in passato aiutato una banca a fallire lasciando i suoi clienti sul lastrico. A pensarci bene, se si guardano gli argomenti, si scoprono anche le paure più grandi che gli americani hanno in questo momento: Terrorismo ed Economia. Certo il secondo è anche sotto i nostri occhi, il primo meno. Eppure ho come l’impressione che, gli insulti di McCain, arrivino tardi per dare lui un vantaggio: oggi il terrorismo fa meno paura della crisi.

A meno che non accada un nuovo attentato. Allora l’opinione pubblica ritornerebbe dalla parte del repubblicano. Cosi avanza, verso il 4 novembre, la campagna elettorale degli eventi.