Primarie USA: Le iettature a stelle e strisce

di Paolo Riva Commenta

Bisogna capirla povera Hillary. Con tutto quello che sta passando d’altronde la tensione che correrà nelle sue vene deve essere assolutamente alle stelle. Però sinceramente mai avrei pensato che si sarebbe addirittura messa a lanciare maledizioni al suo rivale.

Un rivale, tra l’altro, che prima di tutto dovrebbe essere un collega, un amico, un compagno ed un alleato. E che invece sembra che voglia considerare in tutt’altro modo.

Perchè Obama ormai da mesi afferma di vincere le primarie alla prossima sessione, ma ogni volta si ritrova a comprendere che quell’osso duro di Hillary non molla e la bionda candidata, di pronta risposta, usa ogni mezzo per contrastarlo.

L’ultimo mezzo, che se ci pensiamo è veramente assurdo, è ritrovabile in una dichiarazione che Hillary Rodham Clinton ha rilasciato riguardo la possibilità, paventata dai media, che potesse abbandonare la corsa alle primarie. La scioccante risposta è quella che segue.

Mio marito non conquistò la nomination nel 1992 finchè non vinse le primarie in California che allora si svolsero nel mese di giugno giusto? E inoltre ricordiamo tutti bene che Bobby Kennedy è stato assassinato in giugno sempre in California.

L’affermazione per venire compresa merita un minimo di spiegazione, soprattutto per chi come noi “non-americani” non conosciamo a pieno la storia della politica a stelle e strisce.

La parte riguardante il marito Bill è abbastanza comprensibile, sostanzialmente la bionda candidata vuole ricordare come anche lui abbia vinto a giugno e non capisce perchè lei invece dovrebbe abbandonare prima.

La seconda parte invece si può tradurre come una vera e propria iettatura in puro stile maledizione. Soprattutto conoscendo un minimo la storia di Bobby Kennedy, fratello del più noto John Fitzgerald, tristemente ricordato dalle cronache per l’epilogo della sua campagna elettorale alle primarie.

Dobbiamo tornare indistro di molti anni, fino al 1968. Bobby Kennedy aveva appena vinto le primarie che gli avrebbero permesso di competere per la presidenza degli Stati Uniti d’America. Siamo in California, a Los Angeles, il giorno è il 5 giugno. RFK e tutta la sua crew stanno festeggiando all’Ambassador Hotel quando improvvisamente vennero sparati dei colpi di pistola tra la folla.

RFK venne colpito al cuore. Un colpo che lo lasciò in vita per un paio di giorni fino a farlo morire il 6 giugno a 42 anni. Una pallottola che fermò la sua possibile carriera, e non solo, per sempre.

L’ultima sessione di primarie si svolgeranno il 3 giugno. Fortuna per Obama che la California è già passata, il 5 febbraio. Fu un 52% – 43% per Hillary. Chissà che sotto sotto non gliela aveva gufata anche lì.

Lascia un commento