Primarie USA: E’definitivamente iniziata l’Obama Era?

di Paolo Riva Commenta

Signori e signore forse definitivamente ci siamo. Sembra che, finalmente, per la parte democratica ci sia quasi definitivamente un vincitore. Purtroppo non è una vincitrice, come speravo, ma un vincitore.

I risultati definitivi, leggermente anticipati ieri, hanno portato alla fine al risultato che tutti si aspettavano. Infatti è arrivata la vittoria in North Carolina per Obama e una vittoria in Indiana per la Clinton.

Purtroppo per Hillary però la situazione di pareggio le è risultata sfavorevole, soprattutto perchè se per Obama la vittoria in North Carolina si può definire stracciante, per la Clinton quella in Indiana sarebbe da definirsi al tie-break (visto che abbiamo anche gli Internazionali di Tennis a Roma mi sembra il termine più adatto).

I numeri parlano chiaro a riguardo. In North Carolina Obama vince con un un 56% contro il 42% di Hillary, mentre in Indiana il distacco, molto esiguo, si è attestato sul 51% per la Clinton e sul 49% per il “coloured candidate”.

Due vittorie che hanno due significati completamente diversi e che aprono scenari completamente diversi per quanto riguarda il futuro di questa corsa. Se da una parte la corsa di Obama, grazie al North Carolina, ha avuto un bel balzo in avanti quella della Clinton si è praticamente arrestata.

Un risultato quello maturato il 6 maggio che ha portato la situazione complessiva a 1818 delegati per Obama contro i 1683 della Clinton. Vi ricordo che il risultato da raggiungere è di 2025 delegati.

Certo da ora in poi praticamente tutti gli stati che dovranno partecipare alle primarie dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere a favore della Clinton. Ovviamente tutto dipenderà dal vantaggio che Hillary potrà conquistare in questi stati, perchè anche da sconfitto Obama continuerà a portare a casa delegati.

Per la Clinton ora non basta più vincere, occorre stravincere. Non basta più recuperare Obama, ma prenderlo prima che egli raggiunga i 2025 delegati.

Una corsa contro il tempo, contro il proprio avversario, contro tutti i suoi detrattori, per dimostrare che, dicendola all’Obama-maniera, “Si può fare”.

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