Primarie USA: Everybody Hates Obama

di Paolo Riva Commenta

Nella giornata di ieri vi ho illustrato come, nello stato dell’Indiana, Hillary Rodham Clinton si sia presa un bel vantaggio conquistandosi il sostegno di Evin Bayh. Ma come già ieri vi ho annunciato le primarie, il 6 maggio, non si svolgeranno solo ed esclusivamente in Indiana, ma anche in North Carolina.

E come per magia, ecco che dopo il sostegno di Bayh annunciato nella giornata di ieri, arriva oggi il sostegno del governatore del North Carolina, Mike Easley.

Ovviamente un sostegno “a parole” quale può essere definito quello di Mike Easley, non è un punto di certezza assoluta per la Clinton. Però se si considera che a livello locale Mr.Easley detiene la maggior parte dei consensi, ecco che un suo spostamento verso lo schieramento Clinton potrebbe portare dei voti decisivi per la candidata in rosa.

Da tutto questo ne emerge un dato molto particolare. Certo è normale che a pochi giorni, poco più di una settimana in fondo separa la nuova sessione di primarie a oggi, dalle prossime votazioni, i grandi nomi locali mostrino le proprie preferenze; cosa particolare è che, lentamente, l’immagine di Obama sembra via via svanire.

Media-Man infatti sta perdendo i suoi poteri. Colui che aveva fatto del potere mediatico il suo punto di forza, improvvisamente, sembra aver trovato la criptonite e non riuscire più a dare segno della sua candidatura.

E questo lo si vede anche semplicemente guardando le nostre televisioni. Non più una notizia su Obama, che nemmeno pochi mesi fa, anche grazie alla campagna elettorale di Veltroni, veniva citato e ripreso ogni giorno. Oggi i giornali e i media sono più impegnati a guardare cosa combinano in casa Clinton.

Di certo non che Bill stia rendendo le cose facili ad Hillary, tirando fuori dal cilindro gaffe su gaffe, ma per come la penso io, in una campagna elettorale, non è tanto importante di come si parla di un candidato, quanto che se ne parli. Se un candidato occupa sempre la prima pagina e l’altro la sesta, di certo il primo verrà maggiormente ricordato.

E il povero Obama è costretto a guardare, colpito a freddo dalla stessa arma con la quale prima tutti lo adoravano.

Un giorno tutti amavano Obama e lo adoravano tramite i media, ma i tempi cambiano e adesso sembra che “Tutti Odino Obama”. Mancano solo 9 stati, pazienta Barack, pazienta.

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