Che mondo sarebbe senza le donne. Un mondo in bianco e nero, un mondo dove probabilmente un uomo non potrebbe essere così felice come lo è in questo momento. Vivere la propria vita senza la presenza di una donna che rende tutto così leggero in ogni campo, in ogni contesto. Nella vita famigliare, nella vita lavorativa, nello svago e così anche in politica.

Certo è una questione che si è aperta solo da pochi anni, ma il potere delle donne in campo politico sta divenendo lentamente sempre maggiore. E lo dico con l’orgoglio e la felicità di un uomo che vede nella figura femminile, soprattutto nell’ambito politico, quel qualcosa in più che potrebbe cambiare la visione dello stato a misura di “maschio”.

La donna come riferimento di un paese. La donna come simbolo di una popolazione. Il primo esempio che diviene palese ed eclatante, anche ascoltando i telegiornali, riporta la nostra memoria alle primarie USA e alla candidatura di Hillary Clinton, la prima donna che potrebbe andare a sedersi su quella poltrona della Casa Bianca che già fu del marito, ma che mai fece accomodare una donna.

Eppure ai nostri occhi si vuole sempre guardare in grande. Si vuole sempre cercare l’apparizione massima. E non ci accorgiamo che in realtà, negli Stati Uniti, una donna al potere già l’hanno avuta. Una donna che ha conquistato potere, fama e notorietà soprattutto per i suoi atteggiamenti sempre composti, sempre negli schemi. Potremmo definirla la “coscienza” di George W.Bush, visto che più di una volta si è detto che lo trattasse come se fosse un bambino, richiamandolo all’ordine ogni qual volta il “piccolo” George ne combinava una delle sue.

Chiaramente, se ancora non lo aveste capito, stiamo parlando di Condoleeza Rice, il segretario di stato americano. Condoleeza (il suo nome “originale” era Condolcezza, ma a causa di un errore all’anagrafe venne poi registrata come la conosciamo, ovvero Condoleeza) è, a mio parere, l’esempio più evidente di come il Girl Power, il potere donna, possa esistere. E con questo spirito si è presentata a Bruxelles ad una conferenza sul ruolo delle donne nel mondo, esprimendo appunto questo pensiero:

Sono orgogliosa di dire che per 12 anni gli Stati Uniti non hanno avuto segretari di Stato bianchi e maschi. E’ un segno di quello che e’ possibile in America.

Orgogliosi del Girl Power! E, visto che ci avviciniamo all’8 marzo, ne approfitto per regalare una mimosa “virtuale” a tutte voi donne con la speranza che vi porti fortuna nell’amore, nella vita e nel lavoro. Auguri!

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