Ground Zero, sette anni e un Papa dopo

di Angela Gennaro 1



Il giorno che ha cambiato la vita del mondo contemporaneo. Il giorno in cui il mondo ha capito di non potere più tornare indietro.

Spero non ci sia nessuno al lavoro

Dice una delle voci femminili in questo video. Contro ogni logica, solo sulla base dell’umana speranza.


Benedetto XVI, viaggio negli Stati Uniti. E’ arrivato l’ultimo giorno della visita, simbolicamente il più pregnante. Il Papa e la preghiera per la pace a Ground Zero, a New York. In quel cratere. Monito di questi tempi. Il luogo – brutalmente, un enorme luogo di anime perdute a cielo aperto. Là dove sorgevano le Twin Towers. Buttate giù, accartocciate insieme alla vita l’11 settembre 2001.

La gente sta saltando giù

dice incredula la donna del video. La gente si buttava, invano, dalle torri morenti.

9:30 del mattino, ora locale. Il Papa arriverà e scenderà fino al punto più profondo della voragine. Il punto che si chiama bed-rock. Qui, quaggiù, incontrerà un gruppo di sopravvissuti e di parenti delle vittime.


Dio della pace, porta la tua pace nel nostro mondo di violenza: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le nazioni della terra. Volgi verso la tua via dell’amore coloro i cui cuori e le cui menti sono consumati dall’odio

Queste alcune parole della sua preghiera. In quel luogo reso dall’uomo assurdo.


O Dio di amore, compassione e cura, guarda su di noi, persone di molte fedi e tradizioni differenti, che ci riuniamo oggi in questo luogo, scena di incredibile violenza e dolore. Ti chiediamo nella tua bontà di dare luce e pace eterne a tutti coloro che qui sono morti.
Gli eroici primi soccorritori: i nostri combattenti contro il fuoco, i poliziotti, i lavoratori dei servizi di emergenza, e il personale dell’autorità portuale, insieme a tutti gli uomini e donne innocenti che furono vittime di questa tragedia semplicemente perché il loro lavoro o servizio li portò qui l’11 settembre del 2001


Ieri Ratzinger ha incontrato gli adolescenti e i seminaristi di Yonkers, un sobborgo popolare a nord di Manhattan, visitato nel pomeriggio, al termine della sua seconda giornata a New York. E ha parlato di nazismo. E’ un viaggio revisionista, quello del pastore tedesco. Dai preti pedofili, per cui ufficialmente e per la prima volta ha chiesto scusa, al nazismo. Periodo in cui la Chiesa ha avuto un ruolo quanto mai controverso.


Il nazismo ha rovinato la mia giovinezza

Racconta il pontefice tedesco.

I miei anni da teenager sono stati rovinati da un regime infausto che pensava di possedere tutte le risposte; il suo influsso crebbe – penetrando nelle scuole e negli organismi civili come anche nella politica e addirittura nella religione – prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era. Esso mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono. Molti dei vostri genitori e nonni vi avranno raccontato l’orrore della distruzione che seguì. Alcuni di loro,infatti, vennero in America proprio per sfuggire a tale terrore


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