Tutti insieme per mamma America

di Paolo Riva Commenta

Se pensate che l’Italia, con il suo problema della compagnia di bandiera in piena crisi e sull’orlo del fallimento, sia un paese dove vi siano tutti i problemi, dove non è possibile vivere in maniera dignitosa, dove non si può stare tranquilli un solo secondo per il terrore che possa sempre accadere qualcosa di negativo a livello finanziario, vi suggerisco di non prenotare viaggi oltreoceano per dirigervi verso il nuovo continente; perchè sappiate che potreste incorrere in gravi problemi.


L’annuncio lanciato da George Bush nella serata di mercoledi è quello di chi, con la coda tra le gambe, cerca di convincere i suoi elettori, nonché concittadini, che il fattibile era stato fatto e che ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche, nonché di fare alcuni sacrifici, al fine di salvare gli Stati Uniti d’America dalla crisi finanziaria che stanno vivendo. Tutto cominciò con quel Lehman Brothers, pareva un fulmine a ciel sereno. Cosi ce l’avevano mostrato, o forse cosi cercavamo solo di vederlo.

Da li ne è nata una crisi globale finanziaria sui mutui che ha sollevato un buco che per essere risanato richiede uno sforzo economico pari a quello che gli stessi Stati Uniti hanno stanziato per le loro missioni in Iraq. Cosi dopo la guerra al terrorismo ecco giungere la guerra alla paura finanziaria. La necessità di trovare un accordo governativo c’è, prima di tutto per salvare i risparmi dei cittadini, quanto mai importanti in questo momento della vita a stelle e strisce perchè in prossimità di scegliere il loro nuovo presidente.

Democratici e Repubblicani ad un tavolo per offrire al loro paese una via d’uscita che permetta a tutti di non perdere la faccia. Tutti tranne i grandi manager finanziari, ai quali si è deciso di tagliare i superbonus che vengono offerti loro nel caso di uscita dalla società a cui facevano riferimento. In Italia, probabilmente, non sarebbe andata cosi. Forse sarebbero anche andati a stringere loro la mano ringraziandoli di aver sostenuto la società fino a quel punto. Dimenticando che, se si è arrivati in quella situazione, forse la colpa è anche un po loro.

E’un America che si stringe a se, unita nelle divisioni pre-elettorali, che cerca nel sostegno tra la gente la maniera di andare avanti. Come si è sempre fatto dal passato remoto, con l’integrazione delle comunità di immigrati, a quello più prossimo, con gli avvenimenti dell’11 settembre e gli uragani vari. Fino ad oggi, alla crisi finanziaria dei mutui.

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