Quarta notte di scontri a Londra, morto un ragazzo

A Londra è iniziata la quarta notte consecutiva di scontri, iniziati sabato sera, nel quartiere di Totthenham, dopo l’uccisione di un pregiudicato di colore da parte della polizia. Le violenze si sono poi estese ad altre città inglesi, facendo registrare centinaia di arresti.
C’è anche una prima vittima, un ragazzo di 26 anni ferito ieri sera a Croydon, un sobborgo londinese, e deceduto oggi in ospedale. Degli scontri nella capitale inglese ha parlato oggi anche il premier David Cameron, tornato a Londra dalla Toscana, dove si trovava in vacanza con la moglie: “Faremo tutto il possibile per riportare Londra e il Regno Unito alla normalità. Chi è abbastanza grande da esser punito, sarà punito. E i rivoltosi sentiranno la dura forza della legge” ha affermato Cameron, annunciando che, da stanotte, saranno schierati sedicimila poliìziotti a difesa della città.
Intanto, si contano ben ventunomila chiamate d’emergenza in una sola notte, contro le normali cinquemila, decine di agenti feriti, di cui uno in maniera grave, centinaia di automobili incendiate e di negozi presi d’assalto, tra i quali quelli del marchio Footlocher, e gli sportelli della banca Barclays. 

Yara Gambirasio sarebbe morta di freddo

Secondo le prime indiscrezioni sulla relazione dell’antropologa forense Cristina Cattaneo, la quale dichiara che Yara Gambirasio sarebbe morta di freddo nel campo dove è stata ritrovata il 26 febbraio scorso. La relazione nei prossimi giorni verrà consegnata al pm, Letizia Ruggeri. Una relazione di circa cento pagine, iniziata la sera stessa che è stato ritrovato il corpo della ragazza.

Il pm ha comunque comunicato che non verrà resa pubblica e che non si terranno conferenze stampa in merito a questa nuova notizia. Sempre secondo questa relazione, nessuna delle ferito ritrovate sul corpo di Yara sarebbe stata mortale, smentita anche la teoria del ritrovamento di una seconda traccia di DNA sulla parte pubica della ragazzina.

 

La BBC scopre un campo di torture in Zimbabwe

La BBC ha recentemente reso pubblico sul proprio sito internet, la scoperta di un campo di torture vicino una delle miniere di diamanti più grandi dello Zinbabwe. La notizia arriva proprio mentre l’unione europea si trova a dove revocare il parziale divieto di esportare diamanti dalla regione, proprio perché le forze dell’ordine dello Zinbabwe sarebbe state accusate di torturare gli uomini che lavorano in questi campi.

Alla luce della scoperta fatta dalla BBC, arriva la conferma anche da parte di uno dei detenuti, i quali hanno ribattezzato il campo con il nome di “Diamond Base”. Il campo è formato da una serie di tende militare circondate da filo spinato, c’è la testimonianza di un uomo che dichiara di ricevere quotidianamente almeno 120 frustate, tant’è che ormai ha perso l’uso del braccio e non riesce neanche a stare bene in pieni.

 

Bossi: “Seguire l’Europa, bene se la Bce ci commissaria”

 

Il leader della Lega Umberto Bossi si è incontrato questa mattina a Gemonio con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con quello della Semplificazione, Roberto Calderoli, e con altri due esponenti leghisti, Fabio Rizzi e Rosi Mauro. Al termine dell’incontro, il leader del Carroccio ha fornito ai cronisti la sua interpretazione dell’attuale crisi economica, riscoprendosi quasi in una veste per lui insolita, quella di europeista.
Bossi ha infatti confermato l’arrivo a Roma della lettera spedita dalla Bce, commentandolo con queste parole:

“E’ la realta che è venuta a trovarci: per tanto tempo il Paese ha speso più di quanto poteva e un bel giorno la realtà ha preso il treno ed è venuta a trovarci. Dobbiamo andare dietro all’Europa e fare le riforme. La Bce ci condiziona? Positivamente“.

Il leader leghista ha inoltre fatto sapere che si incontrerà presto con il premier Berlusconi, e sulla tenuta del governo rassicura: “Non c’è problema di elezioni adesso“.
Tremonti, invece, è rimasto in disparte, e quando Bossi ha citato la lettera della Bce, si è limitato a dire: “Non parlo“.

Scontri Londra, altra notte di fuoco

 

Altra notte di scontri a Londra. Dopo la protesta dello scorso Sabato notte a Tottenham, anche ieri ci sono stati nuovi scontri tra polizia e manifestanti. Circa 100 persone arrestate e 35 agenti feriti. Scotland Yard ha arrestato tutte le persone sorprese a rubare nei negozio dopo aver distrutto le vetrine con pietre e altro.

Brixton è stato il luogo più caldo ieri. Una centinaio di persone ha saccheggiato un grande magazzino lanciando pietre contro gli agenti giunti per fermarli. Questi scontri sarebbero stati organizzati principalmente su Internet grazie ai social network, il tutto sarebbe nato da una protesta nella notte fra sabato e domenica nel quartiere di Tottenham, durante una manifestazione per protestare contro la morte di Mark Duggan, un pregiudicato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia.

Crisi, conferenza stampa Berlusconi-Tremonti: “Pareggio di bilancio entro il 2013”

Foto: Ap/LaPresse

La crisi economica si va facendo sempre più pesante, anche sulla Borsa italiana, e il governo cerca di farvi fronte con una conferenza stampa tenuta, oggi, dal premier Silvio Berlusconi assieme al ministro dell’economia Giulio Tremonti. Fra gli interventi che il governo intende seguire per affrontare la crisi, l’anticipo del pareggio di bilancio al 2013, l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, la riforma del mercato del lavoro e la riforma dell’articolo 41 della costituzione sulla libertà d’impresa, per liberalizzare tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge.
Secondo il premier, “C’è un’attenzione particolarissima della speculazione internazionale su di noi a cui bisogna mettere un argine”. Il ministro dell’Economia, invece, ha escluso la necessità di un’altra manovra, ritenendo che bisognerebbe “cambiare semplicemente la tempistica“.
Tremonti ha annunciato inoltre di voler procedere in tempi rapidi all’approvazione della delega assistenziale: “Si tratta di garantire ciò che si può dare a chi ha bisogno e intervenire sul problema dei falsi invalidi” ha spiegato. Sulla riforma del lavoro, invece, ha fatto sapere che “C’è un testo importante già elaborato, sarà presentato alle parti sociali per essere presentato al Senato“.
Il presidente Renato Schifani avrebbe infatti sentito telefonicamente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e lo avrebbe informato di aver convocato le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio e che convocherà l’Assemblea appena sarà pronto il testo sulla riforma del lavoro.

Libia, ucciso uno dei figli di Gheddafi [AGGIORNAMENTO]

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Uno dei figli di Muammar Gheddafi è rimasto ucciso in uno dei Raid della Nato questa notte nella città di Zitlen. Khamis è rimasto ucciso in uno dei raid nato a 150 km da Tripoli nella città di Zitlen obiettivo dei ribelli di Misurata. I ribelli in queste ore sono costretti a ritirarsi nella periferia della città in quanto le truppe di Gheddafi avanzano macinando terreno ogni giorno.

Sono 32 le persone che hanno perso la vita complessivamente in questo ultimo colpo della Nato. Diverse esplosioni hanno scosso la capitale della Liba in questa notte. Secondo la tv libica sono stati colpiti “siti civili e militari” a Khellat Al-Ferjasn, “bersaglio dei raid dell’aggressore colonialista crociato”.

Immigrazione, l’ennesima tragedia: “Decine di morti in mare”

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E’ successa un’altra tragedia dell’immigrazione, l’ennesima, questa mattina al largo di Lampedusa. Un rimorchiatore cipriota aveva prestato i primi soccorsi e segnalato alla Centrale operativa delle Capitanerie di porto un barcone in avaria a 90 miglia dall’isola, ed era partito subito da Catania un elicottero della Guardia Costiera, che aveva poi calato sulla barca un cestello con acqua e generi di prima necessità.
Successivamente, alle 14.40, quattro motovedette hanno raggiunto il barcone, ed iniziato il trasferimento degli occupanti, ormai stremati, per il trasferimento al porto di Lampedusa. Tre di loro erano gravemente disidratati, tra questi anche una donna incinta.
Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e il comandante della Capitaneria di porto di Pantelleria, Giovanni Nicosia, hanno seguito le operazioni di soccorso.
Stando a quanto riferito dai primi superstiti, durante il viaggio in mare decine di migranti sarebbero morti di stenti e di fame, e i loro cadaveri sarebbero stati abbandonati in mare. Una delle quattro marocchine soccorse dalla Guardia Costiera avrebbe raccontato: “Eravamo trecento, ma un centinaio, sopratutto donne, non ce l’hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi“.
Il motore sarebbe infatti andato in avaria poco dopo la partenza
, e il barcone sarebbe rimasto per giorni in balia delle onde.Le forze dell’ordine, tuttavia, devono ancora vagliare queste prime testimonianze.

Muore bambino folgorato in campo rom a Roma

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Un bambino Rom di quasi un anno è morto folgorato ieri, al campo nomadi di Tor Di Cenci a Roma. Il bambino giocando ha toccato un file elettrico scoperto del frigo che si trova dentro il container della nonna, e la forte scarica di corrente lo ha ucciso. Inutile il trasporto al vicino ospedale Sant’Eugenio. I genitori del bambino hanno circa 22 anni e vivono insieme alla nonna.

Intorno alle 14:45 di ieri è avvenuta la tragedia. Saputa la disgrazia, decine di nomadi si sono presentati davanti all’ospedale Sant’Eugenio per mostrare il loro supporto alla famiglia del bambino, alcuni, in lacrime, gridavano “è il loro unico figlio”.  Il tema dei campi nomadi romani è stato affrontato centinaia di volte e questa ennesima tragedia alimenta solo nuove polemiche politiche.

La Camera ci ripensa: anticipato il rientro dalle ferie

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Alla fine sembrano averci ripensato, a Montecitorio, e deciso di anticipare di una settimana il rientro dalle ferie estive. Ieri, infatti, si pensava di far riprendere le sedute alla Camera il 12 settembre, e di far iniziare il 5 settembre solo i lavori delle Commissioni, suscitando le proteste dell’opposizione.
Così aveva commentato il capogruppo del Pd Dario Franceschini: Avevamo proposto di iniziare anche con l’Aula il 5 settembre, anticipare l’inizio dei lavori, perchè ci sembrava doveroso. Ma la maggioranza non ha voluto”.
E il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto aveva addirittura avanzato una motivazione “nobile” per tale decisione, spiegando che all’inizio di settembre era previsto un pellegrinaggio in Terra santa di un centinaio di deputati. Maurizio Lupi, uno dei promotori del pellegrinaggio, ha poi fatto sapere: “Noi non c’entravamo e non c’entriamo nulla col calendario dell’Aula”.
Qualcun altro, invece, ha fatto notare che il Parlamento non ha mai ripreso i lavori prima di metà settembre.
Oggi, comunque, la conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Fini ha deciso che i lavori dell’Aula di Montecitorio riprenderanno nel pomeriggio di martedì 6 settembre, mentre quelli delle Commissioni il 29 agosto. Fini, secondo quanto riferito dal suo portavoce Fabrizio Alfano, si sarebbe detto “pronto a convocare la Camera ad horas in qualsiasi momento, anche a Ferragosto“, se dovesse essere necessario ciò per la situazione economica.
Il capogruppo Pd Franceschini ha invece commentanto la decisione della conferenza dei capigruppo affermando: “Con un giorno di ritardo si è dato il minimo segnale che la politica deve dare.”

Berlusconi riferisce in Parlamento sulla crisi economica

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha posticipato alla chiusura delle borse la sua dichiarazione in merito alla crisi economica prevista per la mattinata in Parlamento ed al Senato. Le due dichiarazioni sono state posticipate rispettivamente alle 17:30 ed alle 19:30 per il Senato.

Non sono mancate le dichiarazioni politiche su questa scelta di Berlusconi. Secondo la Lega Nord è giusto parlare una volta chiuse le borse, anche perché “con i mercati aperti ci possono essere turbamenti”. Questo è quello che dichiara la Lega Nord dalla voce di Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera.

Si apre oggi il processo a Mubarak

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Si apre oggi in Egitto il processo contro Hosni Mubarak, insieme a lui altri nove imputati tra cui i suoi figli Gamal e Alaa, ma anche l’ex ministro dell’interno del governo Mubarak. Hosni Mubarak appare in pubblico dopo lo scorso 10 Febbraio su una barella, ed è la prima apparizione pubblico da quando è crollato il suo governo. Per l’occasione è stata allestita una sala all’interno dell’accademia della polizia alla periferia della capitale.

Tante le persone accorse per assistere al processo che si sta compiendo in queste ore, circa 300 persone più i vari imputati ed i famigliari, sono attesi all’interno di questa aula. La sala è stata predisposta per dividere gli imputati ed i famigliari dal resto del pubblico, la divisione è stata ottenuta con delle celle metalliche. Il pubblico è distante da Mubarak per evitare che gli venga tirato qualche oggetto contro.

Salvatore Parolisi, falso l’alibi. Deturpò il corpo di Melania Rea

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Una serie di passi falsi, hanno minato tutto quello che aveva creato in questi mesi Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea l’unico attuale indagato per l’omicidio della moglie. Secondo il gip di Teramo Giovanni Cirillo, Parolisi avrebbe inventato un falso alibi e deturpò il cadavere di Melania Rea per sviare le indagini. Secondo il gip di Teramo, Parolisi si sarebbe incastrato da solo, fin da subito, non appena iniziò a dire di aver iniziato le ricerche della moglie.

Salvatore, volle far credere di essere stato a Colle San Marco con Melania, cosa non vera. Inoltre, secondo il gip, inizio a cercare la moglie troppo tardi, se veramente il telefonino era spento mentre la moglie “scompariva”. Insomma una serie di indizi che portano ad una sola persona Salvatore Parolisi, l’uomo che abbiamo ormai conosciuto grazie alle interviste sui giornali o in televisione.

Appalti del G8, la Camera salva Verdini. Inchiesta P4, si alle intercettazioni per Milanese

 
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Oggi si è votato alla Camera sull’uso delle intercettazioni in due diverse inchieste che coinvolgono, però, in entrambi i casi esponenti del Pdl, ma il voto ha avuto due esiti differenti.
Infatti, per Denis Verdini, coordinatore Pdl coinvolto nell‘inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e per la ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo, l’Aula di Montecitorio ha respinto l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni, mentre ha autorizzato l’uso delle intercettazioni e l’apertura delle cassette di sicurezza di Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Tremonti, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Su Milanese pende anche una richiesta d’arresto che i deputati esamineranno il 19 settembre.
A favore di Verdini, e contro l’uso delle intercettazioni che lo riguarderebbero, ha votato l’intero Pdl, i responsabili ed anche la Lega, che si è quindi espressa diversamente rispetto al voto su Papa (per il quale aveva votato a favore dell’arresto). Anche sei deputati radicali eletti nel Pd si sono schierato con la maggioranza nel voto sul coordinatore Pdl.
Diversamente, a difesa di Milanese si sono espressi soltanto una trentina di deputati del Pdl e dei Responsabili.
Poco prima del voto, entrambi i deputati si sono rivolti ai loro colleghi della Camera: “Sono due anni che sono massacrato, che vengo travolto da questo tritacarne mediatico e giudiziario da cui voglio uscire velocemente” ha affermato Denis Verdini, chiedendo inoltre che il Parlamento faccia una legge sulle intercettazioni.