Palin, ovvero: lo spettacolo della politica

La politica americana ha l’esigenza intrinseca ed estrinseca di mettere in piazza tutto quello che ha. Dalla prima all’ultima parola, dal più piccolo al più grande particolare. Con Sarah Palin, però, non si tratta di particolari.
La politica italiana si nasconde. Il fulcro della stessa non è e non sarà mai noto ai più. Quella americana si celebra sul palcoscenico dell’opinione pubblica – presunta tale. Non è detto, e anzi è certo, che anche in questo caso il reale non sia noto ai più.
Tra due mesi a quest’ora, il mondo tutto si sarà tolto una delle più grandi curiosità dei nostri tempi: chi sarà il successore di George W. Bush? Chi sarà alla testa del mondo? Chi, tra McCain e Obama, arriverà alla Casa Bianca? Dovesse essere Obama, verrà completamente risucchiato dal sistema, diventando anch’egli, classicamente, un Presidente degli USA, con tutto ciò che ne discende? Vedere l’investitura di Sarah Palin – annuncio, dibattito (per usare un sunto eufemistico) correlato e Convention – mi ha fatto riflettere.

Piccola storia ignobile, nella Redazione Che Non C’è

A parte che rivedere Sandra Milo ha sempre il suo perchè… Ma che piccola storia ignobile, mi tocca raccontare. Vivo la vita di ogni giorno, ho accanto delle persone. Che con me lavorano e con me, da troppo tempo ormai, vivono e condividono La Condizione.
C’è un ragazzo che lavora in una piccola Redazione Che Non C’è. Una redazione che non esiste, perchè all’indirizzo indicato non troverete nessuno. La Redazione Che Non C’é.
Wendy, dalla Redazione Che Non C’è, è esasperata. Peter Pan continua a sorridere. E’ molto delicato raccontare questa piccola storia ignobile senza scadere nello zuccheroso. Non è zuccherosa, è negramara. Peter Pan ha 22 anni, non viene pagato da sessanta giorni, prende – se e quando- 500 euro al mese, passa tutte le sue giornate in casa, attaccato ad un pc, nella Redazione Che Non C’è, dalle 9 di mattina alle… troppo spesso 10 di sera. E continua a sorridere.

Inizia ufficialmente la volata Obama-McCain

Con il discorso tenuto nella giornata di ieri da John McCain, si può dire definitivamente chiusa la stagione delle promesse e delle parole, mentre si può dare ufficialmente inizio alla vera e propria volata verso la poltrona di presidente degli Stati Uniti d’America, la poltrona più importante del mondo.

Berlusconi, ovvero: quando l’impunità non basta

Si può fare di più, si può dare di più. Ovvero: mica finisce qui. Cambiamo la Costituzione? Introduciamo impunità? Modifichiamo le leggi? Legiferiamo ad hoc? Certo, ma sono solo briciole. Silvio Berlusconi non si ferma.

Cosa ti manca, cosa non hai…

Ma se afferri un’idea, che ti apre una via…

Lo stuolo – temibilissimo stuolo – di avvocati costituenti la difesa del Primo Ministro italiano, al secolo Silvio Berlusconi, ha preparato una nuova mossa. Preparata e messa in atto. Ha, infatti, presentato un ricorso in Cassazione. Il ricorso si oppone al provvedimento col quale i giudici della quinta corte d’Appello di Milano hanno respinto la ricusazione nei confronti del giudice Nicoletta Gandus il 17 luglio scorso. La Nicoletta, infatti – lo si ricorda – è colei che deve giudicare il premier e l’avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari.

Io bloggo da sola

L’altro giorno, mio papà è tornato a casa con un paio di fogli stampati da Internet. Con questo. Mi infila i fogli sotto al naso senza dire nulla e va via – a procacciare del cibo data l’imminente ora di pranzo.
Comincio a leggere. Mi viene un brivido, mi vergogno, arrossisco, inizio a emettere suoni. Inizio a pensare tra me e me “Oh mamma ma questa sono io, come ha fatto papà a trovare il blog???“. Perchè sono sempre stata inspiegabilmente timida con i miei, genitori splendidi. E allora mi sono sempre vergognata se qualcuno di così vicino potesse leggere un mio sfogo altrimenti pubblico. Pubblico, ma non per il privato. Sono schizofrenie moderne, credo.

Bangkok e la solita storia

Quando si leggono un certo genere di notizie, che spesso e volentieri arrivano dai paesi asiatici oppure dai paesi africani, mi verrebbe voglia di preparare un bel documento sempre uguale dove cambiare solamente il nome dello stato, quello della conseguente capitale e quindi il nome del reggente. La motivazione quella no, perchè quando si parla di nuovi governi la motivazione dei problemi può essere una soltanto: broglio elettorale.

Aggressioni fasciste, ci risiamo.

Grandi proteste nei mesi scorsi si sono sollevate da più parti sul Viminale per la decisione di censire la popolazione rom e sinti presente nel nostro paese attraverso l’uso delle impronte digitali, anche per i minori. Pesanti critiche da parte dell’UE alla prima stesura del testo del provvedimento, ma più in generale c’è preoccupazione all’estero per le politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione definite da molti come fortemente discriminatorie.
Un mese addietro il noto settimanale cattolico Famiglia Cristiana si diceva preoccupato, per bocca del suo direttore Beppe Del Colle, per il clima politico italiano, augurandosi “che non sia vero il sospetto” che in Italia stia rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Il riferimento è alle misure volute dal Governo in tema di sicurezza con l’arrivo in città dei militari ma soprattutto alle accuse di cattocomunismo rivolte allo stesso giornale dopo un editoriale molto duro.
L’Associazione Nazionale Magistrati ha fatto sapere pochi giorni fa che la prima bozza della riforma della giustizia annunciata dal premier Berlusconi in queste settimane “mette in pericolo l’indipendenza della magistratura”. E’ l’opinione del segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, secondo cui “inserendo la politica nel Csm rischiamo di richiamarci ad un modello autoritario, ovverosia quello fascista, dove la magistratura non e’ indipendente dal potere politico e quindi non tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo”.
Insomma, accuse pesanti che però, alla luce delle dichiarazioni di alcuni incauti esponenti della maggioranza, a volte è difficile archiviare senza una riflessione. Il resoconto dei fucili caldi e pronti a sparare, le dichiarazioni roboanti su immigrati e moschee così come l’ossessione della sicurezza sono a volte semplici dimostrazioni di dilettantismo politico, altre volte preoccupanti derive populiste capaci di innescare il malessere di una comunità.

Intercettazioni, ovvero: come ti solidarizzo col Prodi

Le esigenze? Quando non ci sono, è il caso di crearle. In questi giorni di fine estate e controesodo, toh, sbuca fuoti l’artefatta neceessità dell’autunno. Quella che vorrà portare avanti quest’assoluta, primaria esigenza di porre fine – la giusta regolamentazione – alle intercettazioni.
Più della fame, più della disoccupazione, più della mafia. Il primario problema italiano è costituito dalle intercettazioni.
Nulla di naturale e di spontaneo sembra esserci nell’ultimo fantasma dell’estate. Nella intercettazioni pubblicate a Romano Prodi che tanto hanno commosso Silvio Berlusconi.

Sarah Palin, la carta vincente dei repubblicani

Il congresso di Denver, quello di fronte democratico per chi non ne avesse ancora sentito parlare, si è chiuso con tante certezze per il suo leader Barack Obama e con un clima di unione e di voglia di mostrare il proprio potenziale che mai, in questi mesi, si era visto nell’anima del partito e che molti, durante le primarie, avevano messo in dubbio a causa della lotta troppo equilibrata tra i candidati. Cosi da Denver si passa a Dayton con la carta vincente che John McCain ha deciso di schierare per battere i democratici.

Pio La Torre, la Sicilia e l’indice di gradimento

Promesse da campagna elettorale, si disse. E invece no, stavolta l’impegno è stato mantenuto. L’aeroporto di Comiso, provincia di Ragusa, da qualche giorno ha cambiato nome. O meglio, è tornato all’antico. Ma facciamo un passo indietro.
Aprile 2007, la giunta comunale reggente a Ragusa, di centrosinistra, decide di fare finalmente un gesto tangibile in ricordo di Pio La Torre, politico siciliano ucciso dalla mafia. Emblematica la storia di La Torre, come emblematica è stata la storia dell’aeroporto e della sua intitolazione. Una storia difficile da digerire, anche al Sud, anche in Sicilia, dove spesso niente è quello che sembra e l’indifferenza è per molti una virtù.
Una vita dedicata alla difesa dei diritti dei più deboli, i braccianti agricoli, in una regione la cui agricoltura si reggeva ancora in larghissima parte sul latifondo, nonostante la riforma del settore del 1950. Poi Roma, il partito comunista, la legge che istituiva per la prima volta in Italia il reato di associazione mafiosa ed un’altra sulla confisca dei beni di proprietà dei mafiosi. Il 30 aprile del 1982, da poco ritornato in Sicilia con la carica di segretario regionale del partito, Pio La Torre viene ucciso in un agguato. Le lunghissime indagini porteranno al rinvio a giudizio di nove esponenti di Cosa Nostra e nel 1992 un collaboratore di giustizia svelerà il mandante dell’omicidio, Totò Riina, che avrebbe fatto uccidere La Torre in risposta alla legge sulla confisca dei beni.
Nel giorno del venticinquesimo anniversario dalla sua morte, un anno fa, la giunta reggente di centrosinistra aveva quindi voluto intitolargli l’aeroporto di Comiso.

Alitalia. A volte decollano, altre no

Il video è di giugno 2008. E oggi ritorna. A volte ritornano, a volte decollano. Altre affondano. Torna il tormentone. Altrimenti non sarebbe tale, no?

Il Governo Berlusconi sta mantenendo le sue promesse elettorali

dicono dalla maggioranza. Naturalmente. Critica la minoranza, invece:

E’ una farsa

Il ritorno della figliol prodiga

Finalmente il giorno è giunto. Quasi come se fosse una specia di “Judgement Day”, il giorno del giudizio. Perchè tutti in fondo si aspettavano con tanta ansia ed emozione il ritorno pubblico di Hillary Rodham Clinton dinanzi all’elettorato americano, di fronte al quale inevitabilmente avrebbe dovuto fare passare l’importanza di un messaggio sopra gli altri: “Votate Obama e non McCain”.

Obama’s Convention

Il candidato alla presidenza degli stati Uniti, Barack Obama, ha scelto come vice il senatore 65enne, Joseph Biden. Un nome una sorpresa. Fino a un certo punto.
Biden è noto ai più per la sua grande esperienza nella gestione degli affari internazionali. Nome completo: Joseph Robinette Biden Junior. Nel Campidoglio Made in Usa siede per il Delaware.
Approdato in Senato nel 1973, a 3o anni è stato il sesto senatore più giovane degli Stati Uniti. Il Time lo aveva piazzato tra i 200 volti del futuro. E’ cattolico e viene dalla Pennsylvania.
Perchè Biden? Per la politica estera. Punto debole e cruccio del bell’Obama, privo, secondo le critiche, della dovuta esperienza.

Le accuse di oggi, per non dimenticare le stragi di ieri

Beppe Grillo comincia così il post di ieri:

Gli italiani non si meritavano Giovanni Falcone

Un post dal titolo:

Uomini e mezz’uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà

E riecheggiano le parole.

Gli italiani non si meritavano Giovanni Falcone

Non c’è un solo modo al mondo per confutarle. Per tutti quagli italiani che, forse, Falcone lo hanno anche meritato, o continuano a meritarlo, in proporzione ce ne sono almeno altri dieci che cancellano e disintegrano quei meriti.