Pechino e le Olimpiadi della protesta

di Paolo Riva 3

Da grande amante di sport quale sono, anche nel periodo delle vacanze estive cerco di assorbire una discreta quantità di competizione via televisione. Quest’anno oltre alla sfilza di amichevoli estive che poco lasciano all’immaginazione e molto invece alle novità, soprattutto di vedere questo o quel giocatore che ha cambiato maglia, vi è la grande competizione chiamata Olimpiade in quel di Pechino che tanto sta facendo divertire gli spettatori italiani con 1 oro, 2 argenti e 1 bronzo. Ma non è di sport che ora dobbiamo parlare purtroppo…


Nonostante i bellissimi simboli di tipico “spirito olimpico” come l’abbraccio tra l’atleta georigiana e quella russa sul podio, al di fuori degli stadi il dissenso da parte di gruppi di facinorosi stanno causando più di un grattacapo agli agenti di sicurezza cinese.

Ormai per questo genere di gruppi, composti da poche persone altrimenti facilmente identificabili, l’obiettivo di ogni giornata è uno solo: mostrare al mondo, alle telecamere di tutto il mondo, come la Cina voglia sopprimere la voce di chi vuole dire la propria. Questa “propria” ovviamente in questo caso si chiama Tibet e questi gruppi di persone fanno parte soprattutto dell’organizzazione Sft, ovvero Students for Free Tibet.

Le trovate sono delle più originali e sono difficilmente prevedibili, sia a causa dell’elevato numero di persone presenti nella zona degli stadi o comunque in città, l’ultima protesta è stata effettuata da cinque studenti a Piazza Tienanmen ad esempio, il che comporta un intervento “live” da parte degli agenti che le telecamere possono solo cercare di oscurare e quindi di nascondere.

Il mio pensiero su questo genere di manifestazioni è duro. Ritengo infatti che sia giusto mostrare il proprio pensiero, ma rovinare ciò che in passato è stato in grado di unire i popoli in guerra non mi sembra giusto. Che non siano le Olimpiadi della protesta e nemmeno quelle del silenzio, che siano semplicemente le Olimpiadi dello Sport di Pechino.

Commenti (3)

  1. ma avete notato che coloro che vogliono il boicottaggio degli atleti italiani(gasparri e meloni) sono gli stessi che alle olimpiadi di Torino dicevano di fronte alle proteste dei no tav(no global) che è inaccettabile protestare durante le olimpiadi, che sono solo sport…che figura fa l’Italia…l’unica volta dove sio protesta(si vede che hanno studiato storia sui bignami)….
    poi che coraggio dire agli atleti voi boicottate che invece il gov italiano fa il leccaculo della Cina….sembrano un pò Tony Negri e i cattivi maestri

  2. Certe situazioni sono un po “personali”. Io non credo che esista una vera posizione politica in una situazione di protesta, è più una situazione personale, una situazione che si crea dalle proprie “emozioni”. Il problema del TAV poi era un problema locale, su quello del TIbet probabilmente c’è più menefreghismo (e meno copertura mediatica che della TAV).

  3. forse a livello locale italiano si…a livello mondiale…nn ho mai visto richard Gere protestare contro la tav….ma io nn ne faccio una questione di merito….io credo addirittura che la tav vada fatta(con mille se e ma)…ma nn per questo vado ad impedire a qualcuno di manifestare…insomma ne faccio una questione di coerenza….io credo che ovunque si npossa far politica(in senso latO) hanno fatto bene i neri a messico 68 ad alzare il pugno….i no tav a protestare….i tibetani ecc….
    ps il problema dei diritti dei tibetani è quanto di più localista ci possa essere…in un paese da 1 miliardo ne 2 milioni di persone protsetare per i diritti do SOLO una minoranza è assurdo!!!!!!!FREE CINA!!!!!!!!!perchè diritti solo ai tibetani????e il resto???’sono più simpatici perchè hanno convertito star di holliwood e Baggio????perchè prima di mao avevano ancora gli schiavi…..e quindi ci fnno invidia,quando dobbiamo fare le assicurazioni a badanti e giradinieri????

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