Olimpiadi 2008… ma quali?

di Paolo Riva 1

Pechino sta vedendo avvicinarsi la data che segnerà ufficialmente l’inizio dell’evento mondiale più importante dell’anno sia a livello sportivo sia a livello politico-diplomatico.

Un’attesa che lentamente sta diventando sempre meno tesa, anche grazie al fatto che le proteste manifestate dal Tibet nei confronti della Cina, sono state via via ignorate dalla maggior parte degli atleti.

Un comportamento più che comprensibile quello degli atleti, eppure sembra che per i tibetani le proteste non siano scemate, anzi si stanno manifestando in maniera veramente molto originale.

La proposta è giunta da alcuni tibetani che attualmente risiedono in India in esilio. Il loro modo di manifestare contro la Cina infatti si è sviluppata questa volta non con moti di protesta o con scontri con le forze dell’ordine.

In puro spirito olimpico ecco che gli “esiliati” hanno deciso di organizzare le Olimpiadi Tibetane 2008, che si svolgeranno da oggi per quattro giorni in India appunto.

L’organizzatore dell’evento ha fatto sapere il significato della manifestazione:

Quando tutto il mondo andrà a Pechino ad agosto, i tibetani si sentiranno esclusi, privati dei loro diritti. Così per non farli sentire tristi e per farli sentire parte dei Giochi di Pechino noi organizziamo le Olimpiadi Tibetane.

Una scelta assolutamente comprensibile, ma soprattutto molto intelligente. Infatti tra le tante modalità di protesta ritengo che questa è assolutamente la più “politically correct” e la più divertente. Tra l’altro è un segno importante che il paese vuole spedire al CIO.

Infatti la manifestazione organizzata da Lobsang Wangyal, ha lo scopo anche di dimostrare e di alimentare i sogni di tutti coloro, di origine tibetana, un giorno potranno partecipare alle Olimpiadi, quelle vere.

Per ora si accontenteranno di quelle fittizie, che però ricorderanno per sempre come le “Loro Olimpiadi”.

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