Passaparola sbarca sul web, ma a condurlo stavolta è Marco Travaglio

di Francesco Giurato 1

Ulla la la ulla la la ulla la laaaa!


Tranquilli, ovviamente non si tratta della resa incondizionata di Marco Travaglio al modello culturale imperante con conseguente conversione miracolosa sulla via di Arcore. Gerry Scotti può dormire sonni tranquilli. Passaparola è semplicemente il titolo della nuova video-rubrica curata da Marco Travaglio, che ha esordito lunedì scorso sul celebre blog di Beppe Grillo.


L’iniziativa anticipa profeticamente – ma neanche troppo – le dichiarazioni del sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, che pochi giorni fa aveva bollato come inadeguato per il servizio pubblico il giornalista torinese. Cosa avevate capito? Erano queste le ronde di cui si è tanto parlato in queste ultime settimane. L’edittino, è stato definito.


Per distinguerlo dall’ormai celebre editto di Sofia di sei anni fa. L’esperienza insegna, e stavolta il cavaliere non ha dovuto neanche mettere il naso nella questione: ci ha pensato il governo ombra.


Facendo appunto ombra sulla verità. Per la fredda cronaca, ancora nessuna novità sulle risposte alle domande poste da Travaglio a Che tempo che fa. Ma dicevamo di Passaparola e della prima puntata.


Il titolo scaturisce probabilmente dalla riflessione sul momento che sta attraversando l’informazione italiana in questi anni. Il passaparola sembra infatti l’unico strumento in grado di riattivare il circuito delle conoscenze vere, dei fatti. I telegiornali ed i maggiori quotidiani ad esempio, danno risalto alle ennesime prime dichiarazioni della neopresidenta degli industriali Emma Marcegaglia, ma dimenticano di scrivere che un lavoratore delle acciaierie Marcegaglia ieri ha perso la vita sul posto di lavoro.


L’avvio della striscia settimanale chiarisce da subito alcune cose. Dopo i saluti e le introduzioni del caso, il giornalista ricorre ancora all’archivio per dare un altro contributo al dibattito suscitato dalla sua performance da Fazio. Di seguito uno stralcio della prima puntata.

Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c’è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti “Raiot” – anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho “gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato”. Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell’ex ministro democristiano e dell’ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell’On. La Loggia che non è omonimo dell’attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle…

Amen.

Commenti (1)

  1. no, non dimenticano di scriverlo. non lo sanno. e sai perché? non fa notizia. e chi l’ha deciso? il direttore, lui sa tutto. e chi l’ha messo lì a decidere cosa fa notiza e cosa no? l’editore. embe’, direte voi? eh, embe’ dipende da chi è, l’editore.
    ecco, tutto ruota lì attorno.
    domanda: se tu fossi, poniamo il caso, interista… ecco, in quel caso se avessi dei soldi da investire in un progetto editoriale per un quotidiano sportivo, permetteresti che il direttore titolasse, a nove colonne, “Uno scudetto senza technicolor” e nel catenaccio scrivesse “I campioni d’Italia quest’anno sfilano in bianco(e)nero. E la Roma va all’attacco con De Rossi: Sappiamo come lo hanno vinto”. penso di no.
    mettiamo che invece che un ricco tifoso se fossi il titolare di un’acciaieria o magari un suo socio o semplicemente un suo simile, come vorresti che il direttore confezionasse il titolo sulla giornata di oggi, parlando di un operaio morto mentre partecipava all’aumento del tuo profitto?

Lascia un commento