Nostra Signora di Confindustria

di Angela Gennaro 2

Tutti noi siamo chiamati a una grande sfida. C’è uno scenario nuovo e irripetibile. Abbiamo la possibilità di far rinascere il Paese

Parola di Nostra Signora di Confindustria, oggi ufficialmente insediatasi dove di dovere. Anche la Signora ha avuto modo di dire che

l’Italia non è un paese per giovani

A me come ai miei coetanei e non solo viene, in effetti, in mente di espatriare almeno una volta al giorno. ALMENO.

Chi è l’Emma? Accento del Settentrione. 43 anni, sposata e madre di una bimba. La sua azienda è specializzata nell’acciaio. Nostra Signora dell’acciaio, di acciaio avrà le palle. Ed è stata eletta con tanto di plebiscito – solo due voti contrari – alla guida di chi veramente comanda, in Italia. Prima donna alla Presidenza di Confindustria, è stata la Primadonna alla Presidenza dei Giovani di Confindustria nel ’96. Una vera e propria chiamata alle armi, nel suo discorso, per imprenditori, politici e anche sindacati.

La prima uscita pubblica della Presidentessa è all’insegna dell’ottimismo. Del suo. Tutti amici. Viene messa in risalto esplicito quella che è l’alleanza dei poteri forti in Italia.
Una grande alleanza tra forze politiche, imprenditoriali a sindacali

per far rinascere il Paese

In Italia si è creata una situazione favorevole al cambiamento

Cambiamento dato e permesso

da un nuovo governo sostenuto da una forte maggioranza parlamentare, un clima di minore contrapposizione e di rispetto reciproco fra maggioranza e opposizione, di collaborazione su grandi meno

La faccenda drammatica, che da questi luoghi del potere viene rimembrata alle casse e alle memorie degli italiani – nonchè al loro esercizio di vot appena trascorso ed espletato – è il momento di crisi economica: per il 2008, ricorda Marcegaglia, è prevista una crescita zero, che è la vera

malattia dell’Italia

Siamo malati, lo sappiamo, lo sanno. Nella debolezza si innesta perfettamente proprio questa assise. Questa riunione di amici. Sono amici, e tutto felici.

La situazione ecomica non consente tatticismi o rinvii

Eppure, tutta questa armonia di impegni, questa delizia tra istituzioni e industriali, è il naturale tatticismo in cui l’Italia necessariamente si trova ad agire.

Siamo qui. Non c’è che dire. Siamo cascati nel baratro e situazione più propizia a cotanta armonia non potrebbe esistere.

Ci aspettano sfide impegnative

riorda il presidente di Confindustria.

Riforme istituzionali, prima di tutto, dice la Marcegaglia.

Chi ha l’onore e l’onere di governare compia le scelte necessarie, senza farsi condizionare dal consenso di breve periodo che porta all’immobilismo

Confindustria appoggia esplicitamente il Berlusconi IV, le sue intenzioni, i primi provvedimenti.

Voglio dire con chiarezza che l’approvazione, ieri, del decreto per la detassazione degli straordinari e dei premi variabili è un segnale importante. E’ una misura che Confindustria pone da tempo

La notizia del giorno, poi, è il nucleare. Il nuovo presidente di Confindustria rimprovera infatti chi ha bloccato per la tutela di piccoli interessi di parte o per paura irrazionale la realizzazione dei termovalizzatori e il nucleare:

I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia. Manca una strategia di investimenti per la sicurezza e la diversificazione energetica perché ci arrendiamo ai veti per le minoranze

Nostra Signora chiama, Scajola risponde.

Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, all’assemblea di Confindustria.

Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare

Applausi.

solenne impegno assunto da Berlusconi, con la fiducia, che onoreremo con convinzione e determinazione

Non tutti lo hanno accolto bene.

La Emma si appella, infine, anche ai sindacati.

Ai sindacati voglio dire: poniamoci davvero l’obiettivo comune, forti della nostra autonomia e del nostro ruolo di parti sociali, di raggiungere un’intesa entro pochi mesi. E’ alla nostra portata. Se ci riusciremo,scriveremo una pagina importante nella storia delle relazioni industriali e liberemo energie in favore dello sviluppo

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