Pio La Torre, la Sicilia e l’indice di gradimento

di Francesco Giurato Commenta


Promesse da campagna elettorale, si disse. E invece no, stavolta l’impegno è stato mantenuto. L’aeroporto di Comiso, provincia di Ragusa, da qualche giorno ha cambiato nome. O meglio, è tornato all’antico. Ma facciamo un passo indietro.


Aprile 2007, la giunta comunale reggente a Ragusa, di centrosinistra, decide di fare finalmente un gesto tangibile in ricordo di Pio La Torre, politico siciliano ucciso dalla mafia. Emblematica la storia di La Torre, come emblematica è stata la storia dell’aeroporto e della sua intitolazione. Una storia difficile da digerire, anche al Sud, anche in Sicilia, dove spesso niente è quello che sembra e l’indifferenza è per molti una virtù.


Una vita dedicata alla difesa dei diritti dei più deboli, i braccianti agricoli, in una regione la cui agricoltura si reggeva ancora in larghissima parte sul latifondo, nonostante la riforma del settore del 1950. Poi Roma, il partito comunista, la legge che istituiva per la prima volta in Italia il reato di associazione mafiosa ed un’altra sulla confisca dei beni di proprietà dei mafiosi. Il 30 aprile del 1982, da poco ritornato in Sicilia con la carica di segretario regionale del partito, Pio La Torre viene ucciso in un agguato. Le lunghissime indagini porteranno al rinvio a giudizio di nove esponenti di Cosa Nostra e nel 1992 un collaboratore di giustizia svelerà il mandante dell’omicidio, Totò Riina, che avrebbe fatto uccidere La Torre in risposta alla legge sulla confisca dei beni.


Nel giorno del venticinquesimo anniversario dalla sua morte, un anno fa, la giunta reggente di centrosinistra aveva quindi voluto intitolargli l’aeroporto di Comiso.


Solo un anno dopo, la politica degli annunci e delle promesse rumorose, preoccupante virus partito da Roma e presto propagatosi lungo tutto lo stivale fin nelle amministrazioni locali, mostra ancora una volta il suo lato meno credibile. Incredibile forse ma purtroppo vero.


“Come annunciato in campagna elettorale abbiamo ripristinato la denominazione dell’infrastruttura che ere stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939 – ha annunciato con fierezza il sindaco di Comiso che ha aggiunto – il provvedimento non vuole porre assolutamente in discussione la figura e gli straordinari meriti di Pio La Torre. Riteniamo tuttavia più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città“.


Con rispetto parlando stento a credere alle mie orecchie. Ah, quasi dimenticavo, il sindaco Giuseppe Alfano è stato eletto con il centrodestra, particolare che forse rende meglio il quadro della situazione. Peraltro va sottolineato – e ci ha pensato l’ex sindaco di Comiso Pippo Digiacomo – che Vincenzo Magliocco era la denominazione dell’aeroporto militare che nulla ha a che vedere con lo scalo civile. Insomma, motivazioni debolucce che scricchiolano ancor di più pensando al ruolo avuto da La Torre nelle contestazioni contro la presenza americana a Comiso e Sigonella. Lo chiameremmo revisionismo, se solo non avessimo letto le ultime parole di Alfano in chiusura di articolo.


Vincenzo Magliocco fu anche docente di materie giuridiche all’Università di Palermo, prima di distinguersi nella guerra di Etiopia. E’ quindi personaggio di grande rilievo di cui ci sembrava ingeneroso cancellare il ricordo. D’altra parte, come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo sul sito web dell’amministrazione comunale, l’intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini“.


L’intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini.

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