L’Europa vuole “matare” i toreri

di Paolo Riva Commenta

Olè! Non so quanti di voi abbiano avuto la possibilità, e la fortuna, di assistere in vita loro ad una corrida. Nel mio passato, qualche anno fa, sono stato a Madrid e ho avuto modo di assistervi. Ero molto interessato a questo genere di spettacolo, non tanto per il fatto che mi piaccia vedere i tori “matati” quanto perchè, quale amante delle culture straniere, mi piace approfondire sul campo le stesse cercando di divenirne io stesso parte.

Lo spettacolo in sé, il torero contro il toro, el matador contro el matato è uno spettacolo solo per coloro che non hanno a cuore gli animali. Vedere un animale portato alla morte in quel modo di certo non è uno spettacolo per tutti, ma la cultura che vi sta attorno, il contorno, i suoni, i momenti, gli stessi atteggiamenti di rivalsa del torero verso pubblico e verso la sua “vittima” sono attimi che ti fanno entrare nella cultura della corrida.

Che i toreri non siano ben visti è un dato di fatto. Oltre agli animalisti (che possiamo ovviamente capire perchè non li hanno in simpatia), la maggior parte dell’opinione pubblica europea li vede di cattivo occhio, proprio per il fatto che comunque uccidere un animale con tale barbarie, rendendolo uno spettacolo, non è un’immagine positiva specie per i più piccoli, sicuramente i più incentivati a emulare questi “miti”.

Proprio per rivalutare la propria stima tra il pubblico, il sindacato dei toreri (sembra incredibile ma esiste) la “Mesa del Toro”, ha deciso di organizzare presso le aule della UE una due giorni dal titolo “Tra l’uomo e il toro”. L’obiettivo è mostrare al parlamento europeo di Bruxelles la faccia positiva della tauromachia, tanto bistrattata.

Che si voglia fare un giro di vite attorno alle corride e affini e cosa nota da tempo. Non piace questo atteggiamento ai gruppi ambientalisti e animalisti, comportando quindi una conseguenza logica anche per quanto riguarda la politica del paese. Le corride ormai non sono più uno spettacolo “fisso”, il pubblico scarseggia, ma cosa ancora peggiore gli stessi toreri, una volta onorati come eroi, oggi vengono visti dai più come dei criminali e degli assassini.

Una volta, al termine dell’estenuante corrida, il torero vincitore veniva portato in festa per le vie della città, tra una folla che lo osannava a suon di “Olè”, in onore delle gesta compiute nell’arena. Oggi, invece, l’opinione pubblica, vuole matare il torero e chissà che magari da dentro la sua stalla un bel toro nero non si alzi a gridare “Olè!”

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