Lecce, omicidio e coltellate

di Angela Gennaro Commenta



Lecce è una città bene. Un paesotto-città: mentalità grande paese dell’entroterra, a volte, dimensioni cittadine. Lecce è bella, pulita – in alcune zone – ma soprattutto ripulita. Ripulita nell’anima e nell’aspetto. Lecce è la nuova borghesia, i Mastro Don Gesualdo, i nobili che ancora sottolineano le loro origini, il Circolo Cittadino, lo shopping a Piazza Mazzini. Lecce è gruppi di ragazzi da pseudo-centro-sociale, cani al seguito, dred in testa, quanto ci sia di rivolta o denuncia non sta a me dirlo. Non se ne occupano neppure loro. Lecce mi ha accolta nella mia adolescenza.


Lecce è tranquilla, non accade mai nulla, o quasi, di criminoso. O meglio, quello che accade non lo vedi, difficilmente lo senti, è ovattato.


L’assassino, a Ugento – che non è esattamente Lecce, distando quei 60 chilometri verso sud – lo aspettava sotto casa nel cuore della notte.

Ucciso con cinque, sei, coltellate al torace. Un politico, Giuseppe Basile, dell’Italia dei Valori. Era consigliere provinciale di Lecce e consigliere comunale di Ugento. Le indagini sono a tutto campo, non si escludono piste, non si esclude nulla. Anche se i primi commenti – leggerli è strano. Leggerli sa di inopportuno – escludono decisamente la criminalità organizzata, ma anche collegamenti politici.


Eppure Basile era esuberante. Dicono di lui che non attaccasse in particolare, che non facesse nomi. Dicono di lui che però parlasse, sempre e molto. Antonio Di Pietro ha detto di lui che denunciava quanto di male fosse presente nella Res Publica. Parlava. Parlare, al Salento, non sempre risulta gradito. Ma chiaro, sono solo ipotesi date da sensazioni.


Bizzarra, o comunque inusitata, l’efferatezza del delitto, che lo fa balzare – accade di rado – questa terra di profondo Sud agli onori della cronaca nazionale. Domani, dopodomani, se ne saranno già scordati. Forse non sapremo, al di là di fortuite coincidenze, eventuali conclusioni dell’inchiesta.


Basile era andato fuori a cena. Imprenditore edile, viveva da solo. Lo conoscevano tutti, ad Ugento: data la sua, si è detto, esuberante, intensa attività di consigliere comunale di opposizione. Si parla già, comunque, di accadimenti preoccupanti nel passato: Carlo Madaro, ex magistrato ed esponente salentino dell’Idv, nome mokto noto quaggiù, afferma che Basile aveva recentemente subito un’intimidazione, trovando davanti a casa la testa mozzata di un animale. In perfetto stile mafioso? Eppure non aveva sporto denuncia.


A Ugento, nella diocesi di Santa Maria di Leuca, estrema punta d’Italia, dove Jonio e Adriatico si incontrano con le loro opposte correnti, ieri papa Benedetto XVI ha celebrato Messa.


Attendiamo gli sviluppi dell’inchiesta.


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