I fatti non sono più previsti dalla legge come reato

di IsayStaff Commenta



C’è stato un tempo in cui quello era un reato. Quel tempo non c’è più. E’ finito con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale 88 del 15 aprile 2002 della riforma degli illeciti penali ed amministrativi delle società commerciali del 16 aprile 2002.


I giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio nell’ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati al leader di Forze Italia erano della fine degli anni Ottanta. Quindi I fatti non sono più previsti dalla legge come reato.


La feccenda è stata indolore, ed è durata meno di 15 minuti. L’accusa, capeggiata dal pm Ilda Boccassini, aveva chiesto la prescrizione. La difesa, invece, il proscioglimento, perché i fatti non costituiscono più reato. Così è stato.

Quesito della Sfinge: sotto quale Governo il falso in bilancio era stato derubricato? Chi era il Presidente del Consiglio a quell’epoca di lungimirante revisione della legge? Risposta – non è una gran rivelazione: l’imputato.


A Silvio Berlusconi si contestavano fatti risalenti ad un periodo che va dal 1986 al 1989. Comunque, la peggiore delle ipotesi del processo sarebbe stata quella della prescrizione. Che ha, però, un significato ben diverso.


Ma non finisce qui: il procedimento in cui l’ex premier era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, perchè i giudici avevano investito la Corte europea della valutazione di congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. La quale Corte aveva sentenziato che non sarebbe entrata nel merito delle leggi in vigore nei singoli Paesi. Forse anche con un certo imbarazzo. Comunque, con gaudio dell’avvocato Nicolò Ghedini, difensore insieme a Gaetano Pecorella di Silvio Berlusconi: Dopo sei anni è stata pronunciata una sentenza che il Tribunale e la Procura avevano cercato in ogni modo di evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di Giustizia europea.


I maligni, hanno chiamato la legge del 16 aprile 2002 legge ad personam. Una legge operativa già dal gennaio 2002, grazie a un decreto varato in tempi brevissimi dal ministro della Giustizia dell’epoca, Roberto Castelli. Le fattispecie di minore gravità del falso in bilancio sono state depenalizzate e saranno punite con sanzioni amministrative in linea con l’attuale tendenza a limitare ai casi realmente gravi l’intervento penale. Questo il perchè del provvedimento.


Nell’ambito di quelle che sempre i maligni definiscono leggi ad personam, la Cassazione ha chiuso un altro spezzone del processo Sme lo scorso ottobre. Silvio è stato assolto , o meglio la sua posizione è stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, grazie a – indovinate un po’ – la messa in essere del cosiddetto Lodo Schifani, legge che prevedeva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato, poi, stranamente, dichiarata incostituzionale. Malignità.


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