Crack Parmalat, assolte le banche estere

di Michele Laganà Commenta

FOto: AP/LaPresse

Durante la giornata di ieri a Milano, si è tenuta l’udienza finale del Crack Parmalat. La corte ha assolto per non aver commesso il fatto, o perché il fatto no sussiste, le banche imputate per la legge 231 in relazione al reato di aggiotaggio informativo per il crack Parmalat. Ad essere imputate erano le banche Morgan Stanley, Bank of America, Citi e Deutsche Bank.

Ad essere assolti sono stati anche cinque manager bancari, per cui la procura aveva chiesto condanne fino ad un anno e quattro mesi. La procura aveva richiesto una condanna pecuniaria di circa 900mila euro per istituto bancario ed una confisca pari a 120 milioni di euro.

Non si sono fatti attendere i commenti degli avvocati dei gruppi bancari, “Dai processi mi attendo un tribunale serio, sereno e rigoroso. E devo rendere omaggio a questo tribunale che lo è stato”, dice l’avvocato Nerio Diodà, difensore di Citigroup, inoltre aggiunge anche che “per ragioni morali Citigroup ha già esercitato un risarcimento nei confronti della maggior parte delle persone rimaste vittime del crac Parmalat”.

“Bank of America esprime la propria soddisfazione per l’ulteriore assoluzione emessa dal tribunale di Milano per il reato di aggiotaggio – comunica il gruppo statunitense – Come è emerso nel dibattimento non solo il reato non sussisteva ma Bank of America disponeva di modelli organizzativi idonei. Ancora una volta, pertanto, è stato confermato che nessuno dei dipendenti di Bank of America fosse a conoscenza della frode di Parmalat e che la stessa è stata perpetrata solo da alcuni suoi esponenti con l’assistenza di alcuni revisori contabili”

Lascia un commento