Dimitri Medvedev, il nuovo “zar”

di Paolo Riva Commenta

Non sembrano passati otto anni da quando Vladimir Putin saliva ufficilamente al potere in quella Russia che diveniva, con il passare degli anni, sempre più capitalista e sempre meno comunista.

Un’immagine costruita non solo tramite la politica interna, ma soprattutto attraverso la politica estera, attraverso quelle tante conoscenze che l’hanno reso sempre più “popolare” agli occhi dei cittadini della Terra. Una fra tutte l’amicizia che lo ha legato da sempre con Silvio Berlusconi, che proprio oggi verrà insignito della carica di capo del governo.

Un destino beffardo quello che lega i due amici che, nello stesso giorno, vedono da una parte, Berlusconi appunto, iniziare il suo quarto mandato e dall’altra, Putin, terminare i suoi 8 anni, anche se, forse, non è proprio così.

L’addio di Putin sarà solo un addio di circostanza, in quanto per i cittadini della Russia le cose non cambieranno poi molto. Infatti il suo sostituto sarà Dimitri Medvedev, il suo braccio destro, il candidato che Putin ha sempre sostenuto nella campagna elettorale e che la popolazione ha votato con un entusiasmante 70% delle preferenze.

Medvedev è un presidente giovane, compirà 43 anni a settembre, e sembra veramente l’uomo giusto per proseguire quella strada che porta al capitalismo presa dalla Russia qualche anno fa.

Molto apprezzato in occidente come persona, anche se ancora è ben poco conosciuto, Medevedev è stato il presidente della Gazprom fino a qualche mese fa, una delle multinazionali petrolifere russe. La Gazprom è salita agli onori delle cronache in queste settimane in quanto la squadra di calcio che sponsorizza, lo Zenit San Pietroburgo, ha “asfaltato” in casa per 4 a 0 il Bayern Monaco qualificandosi di diritto alla finale di Coppa UEFA.

San Pietroburgo è proprio la città dove, il giovane Medvedev, ha mosso i primi passi della sua carriera politica, portando avanti la crociata che ha permesso alla città, nel 1991, di riprendersi il suo nome, appunto San Pietroburgo, sostituendolo al precedente Leningrado.

Il nuovo candidato sembra, dalle prime descrizioni e dalla piccola biografia di cui sopra, un giovane Berlusconi russo. Grande industriale, amante del calcio e voglioso di rendere il proprio paese sempre più capitalista.

Inutile dire che, molto probabilmente, ai prossimi incontri di Berlusconi con Putin ci sarà il rischio di ritrovarsi in 3.

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