Concorso per Roma: vinci un Bordon e un blog

di Angela Gennaro 1



….con ogni probabilità domenica 13 e lunedì 14 aprile. Si aprono le grandi manovre di palazzo, si definiscono accordi e alleanze per il prima e il dopo le elezioni. I boatos si sprecano. Attendiamo con serenità le decisioni del Capo dello Stato, ne parleremo nei prossimi giorni. Si voterà anche nella capitale, le dimissioni di Veltroni si attendono per l’inizio della prossima settimana. Da tempo, come forse è noto, avevo in progetto di candidarmi a Sindaco di Roma: pensavo ad un lungo percorso – dopo essermi dimesso da senatore – di ascolto e costruzione di una squadra e di un programma che durasse una quindicina di mesi (poco meno di un mese per Municipio), convinto che si sarebbe andati a votare con ogni probabilità nel 2009. Pensavo di costruire un metodo nuovo, rivolto a 360° a tutti i cittadini di Roma, fuori dai soliti schemi e dai soliti noti, convinto che anche a Roma ci fosse bisogno di dare parecchi segnali di novità. Oggi che tutto è precipitato, mi chiedo, è ancora valida questa idea? Entro venerdì devo prendere una decisione, che ne dite?
Così si candidò, o pensò di candidarsi alla poltrona della Capitale, il senatore di Unione Democratica Willer Bordon.

Appello dal blog, in occasione delle dimissioni dell’attuale sindaco, il Walter Veltroni che prova a fare l’Obama all’italiana, e delle conseguenti amministrative. Bordon si fa prendere dall’idea, specificando che trattasi di progetto di vecchia data. E che doveva avere – guarda un po’, diranno i maligni – ben altra costruzione: dopo essermi dimesso da senatore, prima di tutto. E poi l’ancora senatore voleva – dice – mettere su un team di vero e proprio studio dei problemi e delle beghe, delle virtù e delle necessità, dell’Urbe.


Ma il governo è crollato miseramente, questa sarà con ogni probabilità la legislatura più breve dell’Italia del dopoguerra e insomma, non si possono più fare i calcoli su presunte elezioni previste per il 2009.


I commenti sul suo blog, attualmente, sono sono tantissimi. Appena 36. E c’è un po’ di tutto. C’è chi lo appoggia, chi gli dà del traditore, chi gli dà del coerente, chi lo supplica di non abbandonare il Paese alle sue sorti, e chi lo prega per evitare un Rutelli Redux. Chi lo bestemmia perchè ha contribuito alla caduta, e quindi al praticamente certo ritorno del bassotto. Chi loda il suo dissenso. E chi, infine, consiglia di darsi all’ippica.


C’è da sottolineare, ancora una volta il metodo. Registrare come e quanto, indissolubilmente, la politica e la sua comunicazione stiano cambiando. Il senatore, nel frattempo, spara sulle ultime del centrosinistra – un po’, banalmente e decisamente applicando il detto sparare sulla croce rossa. Assisto con un certo sgomento e in parte anche con un triste divertimento al fiorire delle prime candidature per Roma. Tra queste, quella eccellentissima del vicepremier, già sindaco, Francesco Rutelli. Assisto, ancora una volta, inevitabilmente alle prime polemiche su quali dovranno essere le alleanze e su chi dovra’ essere il vicesindaco. Propone, quindi, le primarie per la scelta del candidato al Campidoglio.


Certo è che nell’idea di ritornare alle rutelliane memorie, il Centrosinistra con Roma darebbe conferma della sua totale, già più volte – sempre – dimostrata negazione ad azzeccare, per una volta, un diamine di leader che sia una proposta vincente. O, quanto meno, anche solo semplicemente una proposta. E sembra di sentire ancora Nanni Moretti: D’Alema, dì qualcosa di sinistra… Dì qualcosa di sinistra!

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