Chi tifa per Europa 7?

di Angela Gennaro 1



A me vien molto da ridere. Tocca ora al governo decidere sull’istanza di Centro Europa7 per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali analogiche.


A parlare è il Consiglio di Stato. Ha respinto il ricorso in appello proposto da Rti Spa – leggi: Mediaset – contro l’emittente, con il quale si chiedeva l’annullamento della sentenza del Tar del Lazio del settembre 2004.

Formativo, il seguente video rinvenuto:



Sui giovani d’oggi, ci scatarro su… Sui giovani d’oggi, ci scatarro su… Sui giovani d’oggi, ci scatarro su…

Trallallero trallallà. Biagi cacciato come criminale. Lei considerato da chi l’ha cacciato il baluardo dell’informazione.


Insomma il Consiglio di Stato ha ritenuto che

la persistenza del dovere del ministero (delle Comunicazioni, ndr) di rideterminarsi motivamente sull’istanza di Centro Europa7 per l’attribuzione delle frequenze

Il Consiglio di Stato si richiama, si dica pure a sorpresa, alla sentenza della Corte di Giustizia Ue. Sentenza che lo scorso 31 gennaio aveva sancito che le norme italiane sulle frequenze non rispettano le direttive comunitarie, non rispettano il principio della libera prestazione dei servizi e non seguono criteri di selezione obiettivi. Cioè? Che in Italia si limita la concorrenza. E Retequattro? Il suo periodo transitorio è illegittimo. Insomma, l’Unione Europea a gennaio aveva ridato a Europa7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere.


Sia detto, il Consiglio di Stato non chiude la faccenda. Ma la riporta – e ne ha bisogno, a furia di non sentir parlare di una cosa, o sentendone parlare a singhiozzo, la gente pensa che non è più importante. La viceda di Europa 7 comincia quindi nel 1999. Ottiene la concessione. Nel mentre, stessa data, Rete 4, NON OTTIENE la concessione. Il Governo di allora che fa? I Governo D’Alema (21.10.1998 – 22.12.1999). Giustamente, ad Esecutivo impazzito, anche il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, si allinea, e firma, come ricorda l’editore Francesco Di Stefano, qui intervistato grillescamente sul caso dell’emittente Europa 7, il decreto che nel tempo ha continuato a salvare Rete 4.


Ah. C’era un tempo in cui l’opposizione poteva forse cambiare le cose. Con una legge sul conflitto d’interessi, con una legge Antitrust. Invece di andare a finire, oggi, in un ridicolo Governo Ombra, pieno di ministri ombra e nella politica dell’ombra.


Commenti (1)

  1. Siamo un paese libero eh?
    C’è anche chi ci crede…

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