La Camera approva la legge sul biotestamento. Englaro: “E’ incostituzionale”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

La Camera ha approvato in serata, dopo un dibattito durato cinque mesi, il disegno di legge sul testamento biologico, che ora tornerà quindi in Senato per l’approvazione definitiva, probabilmente in autunno. I voti a favore sono stati 278, quelli contrari 205 e gli astenuti 7.
La legge si compone di otto articoli, dei quali il più importante e dibattuto è probabilmente il terzo, riguardante “contenuti e limiti della dichiarazione anticipata di trattamento” (Dat), che esclude, salvo casi eccezionali, la sospensione dell’idratazione e alimentazione artificiali, limitando inoltre l’applicazione delle Dat solamente ai malati in stato vegetativo che presentino una “accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale”. Il settimo articolo stabilisce invece che le Dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno comunque vincolanti per il medico.
La maggioranza si è schierata compattamente a favore del provvedimento, salvo un deputato del Pdl che ha votato contro e un altro che si è astenuto, mentre nell’opposizione i cattolici del Terzo polo e del Pd si sono astenuti o hanno votato in favore del provvedimento, ma la maggior parte degli esponenti del PD e dell’Idv ha votato contro, criticando aspramente la legge.

 

Il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha parlato di “Una legge ampiamente condivisa, che tutela sia la libertà personale che la dignità della vita umana”. Della stessa opinione Raffaele Calabrò, relatore della legge al Senato, per il quale l’ampio consenso raggiunto oggi alla Camera sul decreto “dimostra che il paese e chi lo rappresenta conviene sulla necessità e sulla bontà della legge”.
Dal Pd, invece, Ignazio Marino ha già annunciato che se la legge dovesse essere approvata così com’è anche al Senato, si raccoglieranno le firme per un referendum che la abroghi, mentre Rosy Bindi, intervenendo in aula, fa notare come “Prima di questo provvedimento la dichiarazione di volontà non era regolata, ora è impedita”. E, sempre dal Partito Democratico, per Livia TurcoLa legge della destra sul fine vita è arcigna, autoritaria e proibizionista”.
Anche il leader di Sel Nichi Vendola stronca la legge, definendola “una legge violenta, che invade un terreno dove lo Stato deve rispettare, non imporre”. Dall’Idv, Antonio Palagiano, responsabile sanità del partito, afferma invece: “E’ evidente che questa legge va contro le Dat“.
Il giudizio forse più duro è però nelle parole di Beppino Englaro, il papà di Eluana, la ragazza la cui tragica vicenda spinse poi il Parlamento a legiferare su materie così delicate. Per Englaro, “Si tratta di una legge incostituzionale, che va nella direzione opposta rispetto ai principi costituzionali”. Anche Maria Antonietta Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, parla esplicitamente di una “legge-schifezza“. 

 

 

 

 

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