Franzoni opera

di Angela Gennaro Commenta



A rischio di sembrare insensibile. Quello che volete. A rischio di sembrare cinica e giustizialista, e di scontrarsi soprattutto con la nutrita schiera di Franzoni fans. Ma veramente, quanto accaduto, nuovamente, in questi giorni, mi perplime.


Dunque, lo Stato Italiano, nel suo più alto organo, la Cassazione, ha confermato la sentenza di colpevolezza per la Franzoni. 16 anni la sua pena. Il delitto è stato commesso nel 2002. La Franzoni entra in carcere dopo 6 anni.


La prima notte nel carcere Dozza di Bologna, Anna Maria Franzoni l’ha trascorsa tranquilla, guardata a vista da due agenti della Polizia penitenziaria nel timore che potesse compiere un gesto incolsulto. Erano quasi le tre quando ha varcato il portone del carcere accompagnata dai carabinieri. La lunga attesa era finita qualche ora prima nella casa di un’amica sull’appennino bolognese, a Ripoli Santa Cristina. In mattinata una breve passeggiata nel cortile della struttura, qualche parola scambiata con l’agente donna che l’accompagnava. Poi, l’incontro con lo psicologo.

Ora. Per carità. Riepeto, a rischio rivolta. Ma io dico. Ci si può litigare fino all’ultimo sulla correttezza o meno della sentenza. Da sempre, c’è un folto partito di colpevolisti e un altrettanto folto partito di innocentisti.


Davanti alla casa di un’amica dove la Franzoni si era rifugiata, la sera della sentenza della Cassazione si erano dati appuntamento un gruppetto di amici.

Anna Maria ti vogliamo bene

le ha gridato una donna.

Lasciatela in pace. Basta! Sciacalli, andatevene via

Erano le tenere parole rivolte ai giornalisti.


E non si può non essere d’accordo. Lo si spiega: sono stati i media. E’ pacifico. Il giorno del Consiglio dei Ministri a Napoli, Porta a Poirta e Matrix hanno snobbato lo stesso per non perdersi Cogne.


La rabbia viene per un discorso forse opinabile. A prescindere dai partiti – colpevolisti e einnocntisti – per lo Stato Italiano la Franzoni è colpevole.

La battaglia legale continua

Nonostante la Cassazione ritenga Franzoni l’assassina di suo figlio Samuele e abbia confermato la condanna a 16 anni di reclusione, l’avvocato della donna, Paola Savio, non si arrende:

Se emergeranno nuovi elementi, magari con l’ausilio di tecniche scientifiche diverse, si può sempre ricorrere alla revisione del processo. Il procedimento ha esaurito suoi gradi, ma il nostro ordinamento prevede anche l’istituto della revisione. E’ un’eventualità anche se parlarne adesso è un po’ presto


Va bene. Ma, revisione a parte, la cui opportunità è ancora tutta da raggiungere, la condanna c’è. E a mee la rabbia viene pensando al trattamento mediatico e al concetto di certezza della pena. Colei che potrebbe essere un mostro, da 16 anni di carcere (la dinamica dei 16 anni, peraltro, è giuridicamente difficile da coglieree. Quasi un preterintenzionale) ne farà, effettivamente, non più di cinque.


La Procura generale di Torino ieri ha chiesto l’applicazione dell’indulto per Anna Maria Franzoni. L’iniziativa è dettata dalla norma e per la madre di Samuele questo comporterà uno sconto di tre anni della pena. E’ un automatismo dell’ufficio esecuzioni, che prima ordina l’esecuzione della condanna e poi prende atto delle varie disposizioni di legge. Ed è vero. Rientra nel provvedimento dell’ultimo indulto. Una prassi che viene attuata secondo le disposizioni di legge.


Da 16 a 13. Trascorsa metà della pena, potrà usufruire dei benefici previsti. La Franzoni potrebbe dover scontare in carcere dai cinque ai sei anni prima di ottenere qualche beneficio. Lo dice un qualunque penalista. Samuele quanti anni aveva?


Sei colloqui al mese con i figli. Le altre detenute le hanno gridato

Vattene. Assassina

Cogne rimarrà a Porta a Porta. Di lei si è detto di tutto. La barista mi ha ricordato oggi, mentre prendevo il caffè, che, per lei, e per il trattamento a lei riservato, venne in particolare ipotizzata la parentela con Flavia Franzoni, economista e consorte di Romano Prodi.


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