Primarie USA: Come si crea una campagna elettorale

di Paolo Riva Commenta

Al termine di questo articolo inizierete a capire come mai negli Stati Uniti riescono al termine di una sessione di primarie a “indovinare” come andrà a finire e soprattutto con che scarto (se non in sporadici casi in cui cascano in qualche errore).

Una situazione ben lontana da quella realtà che oggi sono gli exit-poll italiani, divenuti ormai credibili quanto i giornali di gossip. Ovvero nella miriade di notizie che vogliono passarci magari una vera ci sarà pure.

Negli Stati Uniti sono gli stessi comitati elettorali delle due fazioni a gestire la situazione delle previsioni elettorali e il lavoro da loro svolto è stato impressionante negli ultimi anni.

C’è da dire che da circa una decina d’anni, dal 2000, il GOP (acronimo di Great Old Party: “Il gran vecchio partito”) è decisamente in vantaggio rispetto al partito dei democratici. La loro struttura interna per lo studio del territorio ha permesso, durante tutta l’era Bush, di organizzare e vincere due presidenziali costruite veramente coi fiocchi.

Di contro altare la situazione al quanto difficoltosa del DNC, i Democratic National Comittee, che con una struttura di sondaggio ancora vecchiotta si è ritrovato ad avere molte difficoltà soprattutto nell’organizzazione della pubblicità.

Gli Stati Uniti sono un paese enorme. Ogni stato ha una sua realtà, ha una sua modalità di vita differente e come tale sempre in totale evoluzione. Dove 4 anni prima vivevano le popolazioni afroamericane, magari oggi troviamo i sudamericani oppure una qualsiasi altra comunità.

La capacità di aggiornare i propri database permette al partito di essere prima di tutto pronto sul territorio per un eventuale “cambio di propaganda”, ma soprattutto permette al candidato di affrontare con il piglio giusto alcuni argomenti che potrebbero risultare “deboli” agli occhi di un elettorato indeciso.

Sono infatti 3 le tipologie di elettorato statunitense: I democratici, i repubblicani e gli indecisi. Chi ha già una posizione difficilmente deciderà di cambiarla così per i candidati risulta fondamentale essere in grado di convincere chi ancora non sa con chi schierarsi.

A tal proposito è interessante notare il pensiero di Hal Malchow, uno dei pionieri di questa scienza dei sondaggi chiamata “Microtargeting”, basato su 5 punti fondamentali:

Per caratterizzare un elettorato bastano 5 punti: Etnia e razza, frequenza con cui si presenta in chiesa, stato civile e genere, posizione geografica e possesso di armi.

Più semplice di così! Imparate italiani, imparate.

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