Passa alla Camera il decreto “omnibus”, a rischio il referendum sul nucleare

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

 

Il governo ha ottenuto oggi alla Camera, con 313 voti favorevoli, 291 contrari e due astenuti, la fiducia sul decreto “omnibus”, comprendente anche le norme con le quali si eviterebbe il referendum sul nucleare previsto per il 12 e il 13 giugno. Domani dovrebbe arrivare il voto definitivo, e, dopo la conversione in legge del decreto, spetterà comunque alla Corte di Cassazione pronunciarsi in merito ad un’eventuale revoca del referendum.
Nel decreto omnibus viene infatti stabilito che il governo potrà varare tra un anno una Strategia energetica nazionale, che non escluderebbe la possibilità del nucleare. Rimane comunque prevista la creazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, e la costruzione del parco tecnologico con il deposito nazionale di scorie.
Il presidente del Consiglio Berlusconi si è detto soddisfatto della fiducia incassata, che, ha detto, “è la conferma che c’è una maggioranza con la quale si può lavorare”. Di tutt’altra opinione l’opposizione e i comitati promotori del referendum, che da ieri tenevano un presidio davanti alla Camera per informare i cittadini sui quesiti referendari. Il leader dell’IDV Antonio Di Pietro ha così commentato: “Il governo Berlusconi ha chiesto la fiducia perchè qui ha comprato il voto di alcuni parlamentari”, e ha aggiunto: “L’esecutivo non vuole dare la parola ai cittadini, attraverso i referendum, perchè sa che non ha più il consenso degli italiani”. Anche per il segretario del PD Pierluigi Bersani, si è trattato di “uno scippo fatto al popolo italiano di poter decidere sul nucleare con il referendum”. 

E proprio sul tema dei referendum, in particolare su quello relativo all’acqua, era intervenuta questa mattina anche la Conferenza Episcopale Italiana, con il suo segretario mons. Crociata, che ha affermato: “L’acqua è questione di responsabilità sociale e bene comune, è necessario che vi sia responsabilità verso i beni comuni e che rimangano e siano custoditi per il bene di tutti”. Inoltre, Crociata ha ricordato l’importanza del referendum, che, ha detto, “esprimono una delle forme della volontà popolare”.
A sorpresa, anche dalla Lega è venuta una parziale apertura ai referendum, con il suo leader Umberto Bossi che, interrogato in merito, ha risposto: “Alcuni quesiti sono interessanti, come quello sull’acqua”.
Questa mattina, intanto, alcuni membri dei Comitati referendari hanno occupato pacificamente la sede romana della Rai, accusando l’azienda di oscurare i referendum dai telegiornali. I manifestanti hanno poi incontrato il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, che ha “chiarito che non c’è alcuna inadempienza da parte del servizio pubblico” e ha “assicurato immediati interventi per intensificare l’informazione sui referendum”.

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