Nucleare, il governo ci ripensa: stop al referendum

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il governo sempra voler soprassedere sul programma nucleare, e ha inserito nella moratoria prevista nel decreto legge omnibus, al vaglio del Senato, l’abrogazione delle norme previste per la realizzazione delle centrali nucleari. Una nota di Palazzo Chigi ha poi precisato che ” Con l’emendamento viene affidato al Consiglio dei ministri la definizione di una nuova strategia nazionale” che ” Terrà conto delle indicazioni stabilite dall’Ue e dai competenti organismi internazionali” e ” Sarà sottoposta all’esame della Conferenza stato-regioni e delle competenti Commissioni parlamentari”.
In tale modo, salterà anche il quesito referendario per l’ abrogazione della legge che avrebbe consentito il ritorno dell’ energia atomica, previsto, assieme ad altri tre quesiti (sulla privatizzazione dell’ acqua e sulla legge sul “legittimo impedimento”) il 12 e il 13 giugno.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, parlando a Bruxelles, aveva infatti detto che quanto avvenuto a Fukushima ha una dimensione “rilevante in cifra storica” e necessita di una “riflessione economica e non solo”. Tremonti starebbe quindi pensando ad un grande piano per le fonti energetiche rinnovabili, “una versione applicata del vecchio e glorioso piano Delors”, ha spiegat0 il ministro. Egli sostiene, comunque, che va fatto un calcolo dei costi derivanti dallo smantellamento e dalla messa in sicurezza delle vecchie centrali nucleari, ma anche del rischio radioattivo.
Per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, la ricerca sul nucleare, comunque, “deve andare avanti“, perchè essa, spiega, ” è indipendente dalla scelta del nostro Paese di entrare o meno nel nucleare”.

Diverse le reazioni degli antinuclearisti e dei “referendari”: per il segretario del PD, Pierluigi Bersani, ” Il governo scappa dalle sue stesse decisioni”, e aggiunge: ” E’ una vittoria nostra, di chi, ben prima del Giappone, ha messo in luce l’ assurdità del piano del governo”. Bersani ha inoltre annunciato che presenterà un’interrogazione al governo sulle energie rinnovabili.
La pensa diversamente Antonio Di Pietro, dell’IDV, fra i principali promotori della “tornata” referendaria del 12 e 13 giugno: “Il governo” afferma Di Pietro ” tenta, con l’ emendamento che blocca la costruzione di centrali nucleari, di truffare con un colpo di mano i cittadini ed evitare il referendum”. E aggiunge: ” Si teme che il referendum sul nucleare trascini con sè anche quello, ben più temuto dal premier, sul legittimo impedimento”.
La scelta di rinunciare al nucleare sarebbe stata presa, infatti, anche sulla base dei sondaggi, per i quali, anche in seguito al disastro giapponese, il quorum, probabilmente, verrebbe raggiunto. Perciò, la decisione del governo di rinunciare al referendum sul nucleare non è stata granchè ben accolta dai comitati refererendari.
Per Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, del PD, ” Il governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori”, e per il leader di Sel, Nichi Vendola, “Siamo alle comiche finali”, mentre Paolo Ferrero, di Rifondazione Comunista, denuncia: ” Il governo cerca in tutti i modi di far fallire i referendum di giugno”.

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