Primarie USA 2008, Hillary è “tornata”

di Angela Gennaro Commenta



Trionfante, sorridente, distesa. Sono anche sparite di nuovo quelle rughe imbarazzanti che un fotografo dell’Associated Press aveva impietosamente ritratto nei giorni scorsi. Hillary Clinton è tornata. E i media Usa già chiosano con acidità: è grazie all’effetto lacrime. Emotività e gioventù sfiorita a parte, la senatrice, che soltanto ieri era data ormai per politicamente spacciata, e che aveva più volte dovuto precisare ai suoi elettori che non si sarebbe ritirata, vive da stanotte una nuova primavera. Contro tutte le previsioni della vigilia, ribaltate, e contro l’assalto mediatico dei giorni scorsi, l’ex first lady ha battuto il favorito Barack Obama nelle primarie democratiche del New Hampshire. Dopo una nottata di testa a testa, ecco il risultato finale: Hillary batte Barack 39 a 37.


Enorme e sorprendente affluenza di elettori, in New Hampshire, che hanno votato secondo logiche differenti rispetto ai loro predecessori dell’Iowa. Moltissime nuove registrazioni: giovani al primo voto ma anche persone che sono tornate alle urne dopo anni di disaffezione verso la politica. Totale: mezzo milione di persone, e cioè esattamente il doppio rispetto al passato nonchè praticamente il 40% della popolazione. Questa dinamica spiegherebbe anche la disattesa dei pronostici e gli errori dei sondaggi. Insieme ad una chicca degli osservatori: le lacrime e la commozione di due giorni fa di Hillary Clinton le avrebbero sponsorizzato una non indifferente aggiunta di voti, rendendola più umana e allontanandola da quell’aura di freddezza e rigore che la circondava.

Stanotte, l’ex first lady è stata l’ultima a parlare alla folla. Sola sul palco, gioiva in mezzo ai sostenitori deliranti per il ribaltamento delle previsioni. Grazie New Hampshire, ascoltandovi in questi giorni ho ritrovato la mia voce e ora ho il cuore pieno di gioia, ora insieme diciamo all’America che sono tornata e sono pronta per una lunga corsa. Siamo tornati perché voi avete parlato con forza e chiaramente. Voglio ringraziare le persone più importanti della mia vita: Bill e Chelsea per tutto l’impegno che ci hanno messo. Insomma, un tripudio. Barack Obama, dal canto suo, aveva parlato poco prima, congratulandosi con la senatrice Clinton che merita un applauso per aver vinto una battaglia duramente combattuta. Ma ricorda: Poche settimane fa, non avremmo potuto immaginare un risultato come questo. La battaglia sarà lunga. La gente non ha mai votato in queste proporzioni e sta succedendo perché gli elettori vogliono il cambiamento e una nuova direzione per il Paese. In fondo, neanche un mese fa i sondaggi lo davano sotto anche di 16 punti.


Negli Stati Uniti, dove l’incubo della par condicio evidentemente incubo non è, si può continuare a fare propaganda anche il giorno stesso del voto. Ecco allora che Hillary e Chelsea erano fuori dai seggi già dalle sei di ieri mattina, a servire caffè agli elettori, in compagnia dei supporter. Un altro fatto estremamente interessante è che, in New Hampshire, il 15 per cento dei cittadini ha deciso solo all’ultimo momento chi votare. L’ex first lady non se li è fatti scappare, lavorandoci su attraverso i suoi 6000 volontari e 300 autisti che hanno portato i cittadini a votare. Apporto sostanziale anche dal marito, Bill Clinton, profusosi nel tentativo di attaccare l’immagine dell’incubo Barack, sostenendo che le sue parole sembrano uscite da un libro di fiabe per bambini.


Non solo democratici. I repubblicani, dal canto loro, vedono la vittoria assoluta del veterano del Vietnam e senatore dell’Arizona John McCain, che ha raggiunto il 37% dei consensi. Ha lasciato ben lontani i suoi avversari, superando di cinque lunghezze Mitt Romney, e di 25 Mike Huckabee. L’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, ha raccolto solo il 9%, conquistando il quarto posto: continua a dire che punta tutto sulla Florida, dove le primarie si terranno il 29 gennaio. Secondo le prime analisi del voto gli elettori hanno votato pensando innanzitutto all’economia, ma a differenza di quanto avvenne in Iowa, le donne del New Hampshire si sono schierate in maggior numero per Hillary (45 per cento), mentre Obama si è confermato il candidato degli under 25 (due terzi con lui). La vera partita, dunque, era tra McCain e Romney: quest’ultimo sperava, forse con un miracolo alla Clinton, di rifarsi della sconfitta subita in Iowa. Dichiara comunque di essere soddisfatto del suo secondo posto in entrambe le sfide, sportivamente. Chi, invece, in Iowa aveva vinto, e cioè il predicatore dell’Arkansas Mike Huckabee, in New Hampshire è arrivato terzo: in questo Stato, difficilmente il suo stile religioso e la sua impostazione economica potevano trovare terreno fertile.


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