Primarie USA: Il tradimento di Hillarylander

di Paolo Riva Commenta

La storia ci ha sempre insegnato una cosa fondamentale: al fianco dei grandi nomi che nei secoli hanno mantenuto la loro importanza vi erano sempre dei “piccoli” uomini, che poi tanto piccoli non erano, sempre pronti a sostenerli e a difenderli fino alla fine.

Quando questi piccoli uomini sparivano, per un motivo o per un altro, il grande uomo alla lunga iniziava a perdere il potere, perchè quella “comparsa” in realtà aveva il grosso vantaggio di dare equilibrio e sostegno a quel governo così ballerino.

Eppure non soltanto nei grandi personaggi storici si trova tutto questo. Senza andare tanto lontano basta guardare ai giorni nostri per scoprire che, gli uomini che vivono nell’ombra sono ancora fondamentali per aumentare l’importanza di una persona.

E’notizia di questi giorni che Patti Solis Doyle ha ufficialmente deciso di sostenere Barack Obama in una sua futura candidatura presidenziale, quindi nel caso in cui dovesse riuscire a vincere la primarie democratiche contro la bionda Hillary.

Una notizia come altre potreste obiettare. Se non fosse che, dopo aver perso il sostegno degli Edwards, ecco che per Hillary è giunto il momento di perdere, seppur solo formalmente, la Solis Doyle. Formalmente perchè dopo essere stata assunta dai Clinton nel 1991 era stata licenziata dallo staff della campagna elettorale di Hillary a febbraio.

Una perdita quindi relativa potrebbe sembrare, eppure a livello di spirito e di morale si tratta di una gravissima perdita. Infatti la Solis Doyle, avendo sostenuto la Clinton per più di 20 anni, si era conquistata anzi si era soprannominata “Hillarylander”.

E così di improvviso Hillarylander rischia di divenire Obamalander (o Barackander decidete un po’ voi). Una candidatura spontanea quella della Solis Doyle che ha anche confermato con fermezza la sua scelta:

Se Obama sarà il candidato, farò di tutto affinchè venga eletto.

Come è tipico in queste situazioni ovviamente le brutte notizie non vengono mai sole. Sembra infatti che, in caso di sconfitta della Clinton, molti componenti del suo staff sono pronti a dare il benservito alla bionda senatrice per passare alla corte del junior senator of Illinois.

E così per Hillary, dopo aver perso l’eroina Hillarylander, ecco che anche i suoi “soldati” abbandonano il generale. Mentre la Clinton, sola in mezzo ai “traditori”, prova a portare avanti la sua battaglia fino alla fine.

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