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Obama vs McCain: Le paure di Barack

Quando l’uomo ha fatto la sua discesa sulla Terra, l’Onnipotente, probabilmente per fargli uno scherzo o per riuscire a mettergli i bastoni tra le ruote ogni tanto ha creato una scienza inesatta atta al solo scopo di confondere le idee: la sondaggistica. Da quanti si ricordi nel passato più remoto, quanto ovviamente anche in quello più recente, i sondaggi in grandi occasioni si sono sempre resi presenti e, categoricamente, hanno portato a casa delle bastonate non indifferenti.


Si ricordi solo le ultime elezioni italiane con un Veltroni che addirittura alla chiusura dei seggi pareva essere un vincitore e si è rivelato poi un pesantemente sconfitto. Considerando il fatto che il democratico portava avanti un motto che aveva creato Obama: “Yes, We Can”, ecco che per il candidato democratico alla Casa Bianca iniziano a sentirsi un po’ di paure. “E se dovesse succedere anche a me?”

A rassicurarlo vi sono stati i sondaggi che da settimane a questa parte dimostrano come la fiducia della popolazione verso di lui sia in aumento nonostante l’effetto Palin, nonostante i faccia a faccia (comunque nei quali ha sempre fatto una bella figura), nonostante tutto ciò che di negativo venne detto nei suoi confronti. Tutto questo fino ad oggi. Con la doccia fredda sondaggistica.

Notizia di ieri è infatti che McCain ha guadagnato 1 punto e che sta aumentando il favore di donne e indipendenti rosicando rispettivamente 4 e 10 punti al candidato democratico in quel campo. Obama, improvvisamente, sente l’effetto Veltroni su di se con la serie di mille domande che lo potranno assalire del tipo: “E se i sondaggi stanno sbagliando?”, “E se continuassimo a perdere punti fino al voto?”, “E se Veltroni dicesse che vincerò io sicuro?”.

Di certo il povero Walter mi scuserà se lo uso da spauracchio, eppure in questo Obama vedo molta, forse troppo spavalderia, che a mio parere sta un po’ spaventando il popolo americano. Il popolo ha bisogno di un leader solido per uscire dalla crisi e il “pompamento” (perdonatemi il neologismo) del coloured candidate lo sta rendendo meno cittadino e più politico. Forse sarebbe bene che, per evitare di complicarsi la vita, il buon Obama torni quello che era dall’inizio delle primarie, ovvero quel candidato del popolo con la voglia di salvare l’America con l’America. Ricordatelo Obama: “Yes, We Can”.