Brambilla, saluto romano a Lecco?

Michela Vittoria Brambilla nega.

Sono allibita. Ma davvero qualcuno in buona fede può pensare che un fermo immagine con la mano alzata possa farmi passare per un ministro che fa il saluto romano. Oltretutto si trattava di una cerimonia ufficiale

Il fatto: durante la festa dell’Arma dei Carabinieri a Lecco, città natale del neo-ministro del turismo, in seguito all’inno di Mameli, le istituzioni sul palco salutano la folla. Solo che il saluto del ministro, insieme a quello del padre – il signore con la barba alla destra della Brambilla – viene da alcuni visto come un saluto romano. A leggere il gesto in questo modo anche Repubblica.it, che pubblica il video. Un episodio simile si è verificato nel corso di un’altra cerimonia a Varenna, scrivono a commento.

Pd, tra “scosse” e brigate rosse

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Scosse… La spaccatura interna al Pd prende corpo. Una spaccatura che risponde implicitamente a Massimo D’Alema. E si schiera con il segretario – suo successore – Dario Franceschini e con l’appoggio anche della neo-stella Debora Serracchiani, nelle esternazioni dell’ex: Walter Veltroni. L’appello all’opposizione di D’Alema ha trovato la sua risposta nell’appoggio di Veltroni a Franceschini. Endorsement al segretario Pd e sfida aperta a Pier Luigi Bersani, sponsorizzato da D’Alema. E la partita è certo da giocare.

Neel frattempo, le parole dell’ex premier hanno avuto anche un altro effetto, certo meno prevedibile. Perchè D’Alema non ha parlato solo delle condizioni e del futuro del suo partito, ma anche e soprattutto delle condizioni dell’attuale maggioranza, soprattutto in seguito alle Europee. (E le amministrative? no…) Il leades Ds ha parlato di “scosse”. E non tutti l’hanno presa bene. Vedi Maroni…

BBC, dedicato a Berlusconi

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Oh no Silvio! Questo il titolo dell’articolo comparso sull’homepage della BBC. Con tanto di sottotitolo: Will Italian PM avoid offending anyone on US visit?Chissà. L’immagine nel mondo non sembra essere delle migliori. In molti penseranno: ma come si permettono? Molti altri rifletteranno: si permettono eccome…

E l’Italia? Nel bel mezzo. Chiamatelo, se volete, complotto di una stampa di sinistra, forse anche un po’ comunista… Stay tuned, on BBC.

Berlusconi, visita ufficiale da Obama

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Ricordate? Sì, certo. Del nuovo presidente degli Stati Uniti aveva detto che è bello, giovane e abbronzato. E poiché ormai lo stile del Premier, Silvio Berlusconi, è anticipare le battute e farne anzi per primo, anticipando le sue eventuali gaffe, ecco oggi il Presidente del Consiglio ai cronisti:

Vado da Obama bello e abbronzato. E’ Silvio Berlusconi a dirlo, uscendo dalla Villa a Portofino, andando verso l’aeroporto di Genova per partire in direzione di Washington. E’ arrivato il momento del primo incontro ufficiale con il presidente Usa.

[Photo| Flickr]

D’Alema alla riscossa

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Opposizione, ovvero: come si cambia. Non sarà Dario Franceschini il leader del Partito Democratico dopo il congresso d’autunno. Non lo si dice espressamente. Non si dice neppure espessamente che Massimo D’Alema è uscito allo scoperto, e sta rimettendo in piedi questo che, attualmente, è un non-partito.

D’Alema chiama a raccolta l’opposizione. Lo ha fatto oggi a In 1/2ora, la trasmissione di Lucia Annunziata su Rai Tre.

Villa Certosa, in arrivo nuove foto?

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Silvio Berlusconi, ancora foto. Il fotografo sardo Antonello Zappadu, balzato agli onori della cronaca per le foto di Villa Certosa pubblicate da El Pais, fuori l’aula di tribunale di Tempio Pausania, (dove decideranno se verrà o meno processato per violazione di domicilio e violazione della privacy), rivela la storia delle foto pubblicate da Oggi due anni fa. Foto del Premier (allora capo dell’opposizione) con cinque ragazze che si alternano nel sederglisi in grembo nei giardini di villa Certosa.

Zappadu rivela:

Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto. Se proprio la devo dire tutta, io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All’aeroporto di Olbia e all’interno di Villa Certosa

E c’è chi gli chiede: che foto?

Censura web e intercettazioni

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In Italia via libera al ddl intercettazioni. E c’è chi fa notare che, nel testo, l’articolo 28, per i quali già si parla di censura ai blog. A lanciare l’allarme e il blog di Google Italia. Ecco cosa scrive Marco Pancini:

Che c’entrano i blog con le intercettazioni?
Siamo nuovamente di fronte ad un provvedimento legislativo che va ad impattare sul mezzo di comunicazione Internet, senza tenere conto della sua specificità.
Stiamo parlando del comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”, su cui il Governo ha posto ieri la questione di fiducia
.

Debora Serracchiani, l’Obama italiana (?)

Debora Serracchiani sbarca in Europa col Pd e viene preferita a Silvio Berlusconi: in Friuli è stata votata più del Premier. I fan sul web la amano e scrivono di lei “Yes, she can“. Attenzione, l’ultimo italico che ha detto Yes, we can si sta ancora leccando le ferite.

Ho sentito spesso chiedere, da una giornalista (???) che non stimo ai suoi intervistati: “Secondo lei chi è l’Obama italiano?“. Che domanda. Un parallelismo di semplificazione che sfiora l’ignoranza più totale – quanto meno in una questione posta in questo modo. Ma lei era – e se legge sa perfettamente che sto parlando proprio di lei – una non giornalista. Sapeva scrivere, e conosceva (conosce, credo, ancora) molto bene un certo mondo della politica italiana vicina e lontana. Quello stesso mondo che dubito le dia oggi ancora corda, perchè di “truffe” ne ha già fatte molte, e a danno di molti. Danni più o meno grandi, morali e materiali.

L’Obama italiano, in quella semplificazione, non esiste. Altra cosa, invece, è analizzare l’effetto “digitale” brandizzato Obama e ricercare eventuali casi di studio all’italiana.

Gheddafi a Roma con la sua tenda. Domani visita in Senato

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Gheddafi arriva, e parlerà in Senato. E’ polemica.

Aeroporto di Ciampino blindato stamane. Roma si sveglia, mentre è in arrivo il Colonnello. Il leader libico Muammar Gheddafi comincia oggi il suo Viaggio in Italia. Invitato, naturalmente. Leader, tenda e amazzoni. Misure di sicurezza altissime per l’arrivo di Gheddafi: lo scalo romano è vigilato da polizia e carabinieri per un ampio raggio. Le vetture in entrata sono, naturalmente, monitorate a vista.

La piazzola di sosta dinanzi alla sala di rappresentanza del 31esimo Stormo dell’Aeronautica militare: qui parcheggerà l’aereo (viaggia in Airbus) del Colonnello. A vigilare, tiratori scelti sui tetti delle palazzine ed in altri punti sensibili. L’area è stata bonificata con unità cinofile.

Ballarò, il dopo-voto e il referendum

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Non siamo nè di destra nè di sinistra, stiamo dalla parte delle gente del nord. Questo è il sunto della vittoria della Lega alle elezioni del 6 e 7 giugno. E’ quello che dice Federico Bricolo a Ballarò. Per Guglielmo Epifani il governo ha retto, ma sono giochi di apparenze. Dopo una campagna elettorale inesistente, almeno per quanto riguarda le politiche europee. Applauso.

E la Michela Brambilla? C’è anche lei oggi. E ci tiene a sottolineare che il veleno della campagna elettorale è esclusivamente colpa di questa sinistra. (quale?) Il nostro governo è stato premiato – sentenzia comunque, aggiungendo che in tutta Europa la sinistra è stata spazzata via.

Porta a Porta, analisi del voto

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Anna Finocchiaro, Roberto Castelli, Pier Ferdinando Casini, ma anche il ministro Bondi e l’Italia dei Valori in studio. Si analizza – e si litiga fin da principio – il voto. L’onorevole Casini ha preso un punto in più rispetto alle politiche del 2008, ed è andato meglio anche rispetto alle ultime europee.

La lista Bonino è andata meglio alle europee del 2004, mentre alle precedenti politiche era con il Partito Democratico. Per Castelli i risultati sono di tale evidenza che non c’è bisogno di commentarli

Amministrative, cala il Pd (e non frena il Pdl)

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Arrivano i risultati delle provinciali: al Nord e al Sud in netto vantaggio il centrodestra, il centrosinistra resiste al Centro. Ma perde alle europee i feudi rossi di Marche e Umbria. Nella nuova provincia Barletta-Andria-Trani vince il centrodestra. Attribuite al pimo turno: Siena al centrosinistra, Lodi al centrodestra, Arezzo va al ballottaggio,  Cremona va al centrodestra e anche Sondrio.

A Milano sta perdendo Penati, Torino dovrebbe andare al ballottaggio, Bologna rimane al centro sinistra. A Napoli il ribaltone: il pdl è in testa con Cesaro al 58,9, mentre Nicolais è al 34. A Bari Schittulli del centrodestra ha al momento la maggioranza.

Europee 2009, il tonfo della sinistra e il trionfo di Lega e Idv

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La sinistra tonfa. Un tonfo chiassoso, in tutta Europa. In Italia, il Pdl è deluso – non lo ammetterà, ma pesa quel 35% a fronte della prospettiva del 40. Il Pd è inesistente. E la sinistra radicale non raggiunge il quorum. Alle 14 comincia lo spoglio delle amministrative. Il leader del Pd, Dario Francescini, è in procinto di tenere una conferenza stampa sui risultati (sconfortanti per alcune parti) di questa tornata elettorale. Tutt’altro che sconfortati sono i partiti vincitori: la Lega e l’Italia dei Valori.

La Lega Nord supera il 10%, ma non riesce a coronare il sorpasso sul Pdl il Veneto. Il partito di Di Pietro, invece, raddoppia.

Europee e amministrative 2009, si vota oggi fino alle 22

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Urne aperte, e a breve conosceremo i risultati di questa tornata elettorale. Per le elezioni amministrative Provinciali del 6-7 giugno 2009, nella fattispecie, vale la pena ricordare le modalità di voto – un po’ più complesso: sulla scheda appaiono i candidati alla presidenza, con accanto i nomi dei candidati consiglieri provinciali di quel collegio collegati al candidato presidente e il relativo simbolo.

Per votare bisogna mettere un segno sul candidato alla presidenza e un altro sul simbolo del candidato consigliere. Se si indica solo il candidato consigliere, si attribuisce automaticamente il voto al candidato alla presidenza ad esso collegato.