Gheddafi, tenda a Villa Pamphili tra le polemiche

di Angela Gennaro Commenta

Gheddafi a Roma il 10 giugno. Il leader libico pianterà la sua tenda da beduino nella Capitale, nel parco di villa Doria Pamphili al Gianicolo. Qui rimarrà per due giorni, e qui riceverà i suoi ospiti, come fa a Tripoli e coma già ha fatto in molti altri paesi – salvo il pernottare nello splendido palazzo Pamphili. La seicentesca villa, infatti, ha una zona riservata come sede di rappresentanza del governo italiano. E proprio a Tripoli, mesi fa, il leader libico aveva ricevuto nella famosa tenda beduina giornalisti e studiosi italiani. In quell’occasione li aveva ringraziati per il loro operato nell’ambito del processo di riavvicinamento tra Libia e Italia.

Gheddafi viene a Roma con tenda a carico su invito ufficiale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Già, perchè l’anno scorso il governo ha ufficialmente presentato le sue scuse al popolo libico per l’occupazione coloniale. Un viaggio che ha dello storico, e che il leader ripeterà tra un mese, quando sarà di nuovo in Italia a luglio per partecipare al G8 in qualità di presidente di turno dell’Unione africana. Tra polemiche: da Storace, alle comunità ebraiche, ai Verdi.

Una visita carica di significati, insomm. Una visita che porta con sè la simbologia di un leader ambiguo, che non ha cariche nè ruoli ufficiali nel suo paese ma che è il Capo da quaranta anni.

Vengo dal deserto e da una tenda beduina e se il popolo non mi vuole, vi posso sempre tornare

Gheddafi viene da un passato di messa al bando internazionale, perché accusato di legami con il terrorismo globale. Madrid e Parigi sono state, l’anno scorso, le sue prime tappe da quando ha ripreso a viaggiare nell’occidente ostile.

Dopo il suo incontro con Berlusconi nella Sirte, località del deserto nei pressi dei campi di concentramento allestiti dai colonizzatori fascisti per i combattenti libici e le loro famiglie (a morire furono decine di migliaia), nuove prospettive si sono aperte per le aziende italiane in Libia. “Avranno da questo momento in poi la priorità rispetto a tutte le altre“. Non solo: gli italiani che risiedevano in Libia prima dell’espulsione del 1970 – gli esuli libici, cacciati e cui furono confiscati beni che chiedono indietro da anni o per i quali chiedono risarcimento all’Italia – potranno rientrare nel Paese per lavoro o per turismo.

Ed ecco la polemica. Storace:

Quella della tenda nel parco di Villa Doria Pamphili è la macchia meno orrenda nella sua carriera, la trovo semplicemente ridicola. Ciò che veramente mi indigna è il fatto che l’Università di Sassari voglia conferirgli una laurea honoris causa e vorrei proprio sapere cosa ne pensa il ministro Gelmini

Angelo Bonelli dei Verdi:

La ritengo non solo una sciocchezza ma anche una cosa priva di senso perché il parco di Villa Pamphili è uno dei piu’ belli di Roma, un’area che i romani hanno faticato molto a tutelare e non si capisce perché Gheddafi dovrebbe mettere questa tenda e chi gli concederà le autorizzazioni ambientali

Gheddafi incontrerà anche alcuni ebrei libici espulsi da re Idriss sulla scia della creazione dello stato d’Israele e della guerra del 1967. Gheddafi li ha invitati negli anni a rientrare, affermando che gli ebrei della Libia sono parte fondamentale della sua storia.

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