Diamo un nome alle cose

di Francesco Giurato Commenta


Chi ricorda il siparietto musicale che accompagnava le scomode domande che la iena rossocrinita Alessandro Sortino faceva ai politici nostrani fino a pochi mesi fa? Bene, la iena in questione, molti di voi lo ricorderanno certamente, è andata via da mediaset sbattendo la porta, a causa di uno sgradevole episodio di censura della rete su un’intervista fatta dallo stesso Sortino al figlio dell’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Erano i giorni caldi del governo Prodi, ma di politico sembra esserci ben poco. La mancata messa in onda del servizio sarebbe stata infatti causata dallo “scarso equilibrio” palesato dal giornalista: così Sortino, oltre al danno subito nello svolgimento del proprio lavoro, subendo una specie di aggressione da parte dello staff del figlio del ministro, ha dovuto sommare pure la beffa di vedersi rifiutare il pezzo. Comunque, riprendiamo il filo del discorso.


Dicevamo diamo un nome alle cose. Brillante idea quella del giornalista ex Mediaset. E di grande attualità in queste prime settimane estive di fronte ad alcuni annunci fatti dall’esecutivo. Dopo aver salvato l’insalvabile con decreti di ogni genere per sanare Rete 4 e il premier, e dopo aver concesso alla platea un giro di vite con annunci inequivocabili contro la spazzatura e i rom, trattati peraltro in maniera speculare, il governo mette mani alle politiche sul lavoro, sempre più destinato a trasformarsi per un’ampia fetta della popolazione in accattonaggio, a proposito di articolo 3 della Costituzione.


Il confronto tra due lanci di agenzia ci chiarirà le idee. Forse.


== MANOVRA: LAVORO, ARRIVA LA NORMA “ANTI-PRECARI”
(AGI) – Roma, 26 lug. – Brutte notizie per i precari: la manovra appena approdata in Senato contiene una misura che, una volta diventata legge, renderà “permanente” la loro condizione. Secondo quanto apprende l’Agi, un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxiemendamento, preclude in sostanza ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro. Finora il giudice, che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Ma non sarà più così. La manovra prevede che il giudice dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entita’ variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). La nuova norma, sempre che il Senato non modificherà il testo, si dovrà applicare anche ai giudizi in corso all’entrata in vigore della legge. Stando cosi’ le cose, il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressochè infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.


== MANOVRA: CONFINDUSTRIA,NORMA ANTI-PRECARI? DIREZIONE GIUSTA
(AGI) – Roma, 26 lug. – La norma “anti-precari”, contenuta nella manovra ora all’esame del Senato, “va nella giusta direzione”: e’ chiaro il giudizio del direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta in merito alla misura che preclude per il lavoratore precario la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del contratto, in caso di irregolarità accertate. “Un po’ di semplificazione – spiega Beretta – e di minor rigidità e’ quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione”.


Testuale dalle prime dei siti internet delle principali testate italiane: “Sindacati in rivolta, misure inique!” ma anche “Battaglia sui ricorsi dei precari” e “PD: è vergognoso”.


Intanto il governo ha fatto sapere nel pomeriggio di ieri, tramite “fonti accreditate”, che “si tratta di una misura nata in ambito parlamentare: non l’ha voluta il Governo e tanto meno il ministro Sacconi”, ma che purtroppo “difficilmente sarà modificabile in Senato”.


Ciliegina sulla torta, l’incostituzionalità ormai di rito nei provvedimenti di inizio legislatura di questo governo: intervenendo con effetto retroattivo sulle cause di lavoro attualmente in corso, il provvedimento si connota come una vera e propria sanatoria per le aziende chiamate a rispondere per irregolarità nell’utilizzo dei contratti a termine. “Uno Stato di diritto – fa sapere la Uil – non prevede il cambio delle sanzioni in corso d’opera”. E come dargli torto?


Dimenticavo: la più letta su Corriere.it, per questa settimana è stata Miss Italia, diciottenne esclusa per scatti osè. Continuiamo così, facciamoci del male.

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