La lenta disfatta dei laburisti

di Paolo Riva Commenta

Il primo ministro inglese Gordon Brown non se la vede proprio bene. Già non stava vivendo un periodo molto felice, colpito a destra e a manca da critiche che ne inficiavano l’operato comportandogli un calo dell’indice di gradimento. Ma se queste dovevano essere le brutte notizie alle quali doveva andare incontro il residente a Downing Street 10 e il suo partito laburista, purtroppo ora c’è molto di più.


Per comprendere la tragica situazione bisogna salire un po’ più a nord di Londra, un bel po’ più a nord in quella fredda Scozia che ha dato i natali a G.B.. La sua capitale Glasgow, roccaforte del potere Labour con il suo seggio di Glasgow East, da sempre, storicamente dal 1920, in mano al potere laburista. Per semplificare si potrebbe dire che ciò che è Bologna per la Sinistra è Glasgow per la Gran Bretagna.

Proprio il seggio di Glasgow East a Westminster viene abbandonato da David Marshall, causa motivi di salute, cosi si è costretti a tornare a votare per riassegnarlo. Vittoria facile pensano i laburisti, ma non sarà cosi. Dopo quasi 100 anni, per 370 voti circa di differenza, i laburisti perdono una loro roccaforte in favore del partito nazionalista scozzese.

Al di là della sconfitta, che nonostante tutto in termini di numeri è esigua, è il calo di gradimento nel seggio roccaforte a preoccupare. Se dove teoricamente siamo super sostenuti rileviamo un calo del 20% di gradimento cosa succederà nel resto del paese? Sono queste le domande che dovrà affrontare G.B., tra l’altro originario di Glasgow, nel suo prossimo futuro.

Un futuro che rischia di divenire nero per il partito laburista, ma ancora più nero per Brown che oltre alla fiducia del popolo sta perdendo la stessa fiducia dei suoi ministri pronti a fare fronte comune per “abbatterlo” e ricominciare con un nuovo governo.

La lenta disfatta dei laburisti è ormai in atto, pronti a “suicidare” il proprio potere per la causa comune, con la speranza di affrontare un futuro più roseo. Una futuro che, a detta di molti, difficilmente sarà di nuovo “Labour coloured”

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