Voto estero, che casino

di Angela Gennaro Commenta



Intercettazioni. Sempre loro. A volte ritornano.

Ciao Marcello, sono Aldo, Aldo Micciché. Posso darti una mano qui in Sudamerica?

Le conversazioni risalgono – pare siano in tutto non più di tre – a gennaio e febbraio.


L’ombra dei brogli.

Posso darti una mano


Coinvolti nella faccenda, nella quale nulla è certo ma che pulita non sembra, ci sono alcuni personaggi che fanno rifleettere.

Marcello Dell’Utri (Palermo, 11 settembre 1941). Oltre ad essere da sempre sulla cresta dell’onda, di molte onde, e avere a suo carico una storia giudiziaria di tutto rispetto – niente da stupirsi particolarmente, nella media politica italiana – è balzato nuovamente sotto i riflettori della stampa di recente.


La Storia? Completamente da riscrivere. Ma non in base a criteri di obiettività, di cui pure vi sarebbe in verità, come ormai evidente, ad esempio, dal lavoro di un Pansa. No, quale obiettività. La storia deve essere – di nuovo? ma non è proprio ciò che si criticherebbe delle italiche dinamiche? – scritta da chi vince. Il detto, ormai passato di moda e d’appeal, è stato ripreso, una manciata di giorni fa e a pochissimo dalla nuova eespressione di voto del Popolo Italiano Sovrano – in quel del Popolo delle Libertà.


I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione

Lo ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klaus Davi per KlausCondicio, il primo contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube.



Ma da un paio di giorni Dell’Utri torna a noi con una nuova avventura. Intercettazione telefonica e indagine della Procura di Reggio Calabria. Da laggiù, non si sbottonano. In realtà, anche la fuga di notizie doveva essere evitata, ma così non è stato. Conversazione telefonica con ex politico democristiano oggi imprenditore del petrolio in Venezuela da una parte e Marcello Dell’Utri dall’altra. Quest’ultimo, è naturalmente ricandidato al parlamento, in quota PDL.


Quel che si potrebbe pensare è che la cosca calabrese dei Piromalli, attraverso la regia del misterioso uomo d’affari di origine calabrese Aldo Micciché, avrebbe offerto di procurare circa 50 mila voti truccando le schede bianche. I brogli, nel voto per corrispondenza, modalità in cui si espleta la follia organizzativa della Circoscrizione Estero, tecnicamente sono un tantinello più facili, così. Il costo dell’operazione? 200mila euro, 40 euro a scheda. Si pensi che le quotazioni delle schede singole, in Germania, hanno oscillato tra i 5 e i 25 euro, passando per il baratto – la tua scheda in cambio di una pizza offerta dalla casa.


Dell’Utri, naturalmente, smentisce. La cosa non starebbe in questi termini e naturalmente nelle intercettazioni non vi è nulla di veramente compromettente. Non è un pivello, Dell’Utri. Micciché propone telefonicamente l’organizzazione del voto degli italiani in Sudamerica. E l’organizzazione è faccenda legale. Lui dice di aver semplicemente ascoltato il Miccichè, mostrando anche interesse per la nobile mobilitazione, per poi suggerire al suo amico telefonico che sarebbe stato il caso di passare la palla a Barbara Contini, l’ex-governatore di Nassiriya in Iraq ora candidata per il Pdl e responsabile per l’estero. Suggerimento tecnico, senza passione.


Dell’inchiesta è stato prontamente informato il ministro dell’Interno Giuliano Amato.


Tornano in mente, prepotenti, le parole di Giovanni Sartori, politologo ed editorialista del Corriere della Sera

I brogli?

Sono un’invenzione di Berlusconi


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