Tagliato lo stipendio dei parlamentari, in realtà è solo un mancato aumento

di Michele Laganà 1

Il vice presidente della camera Rocco Buttiglione si è occupato ieri sera di annunciare ai cronisti, non dimenticando l’entusiasmo del caso, che i parlamentari si era appena decurtati 1.300 euro lorde dal proprio stipendio. A meno di 24 ore dall’annuncio, sono uscite le prime notizie che spiegano da dove provengono questi soldi e soprattutto, che la rinuncia presentata da Buttiglione non è una vera e propria decurtazione ma una rinuncia ad un aumento previsto dal cambio di regime pensionistico dei parlamentari.

Insomma, i deputati hanno rinunciato a questi 700 euro netti, ma di fatto non hanno toccato per nulla la l’indennità lorda che percepiscono insieme alla diaria, pertanto non vi è stato nessun tipo di taglio allo stipendio degli “onorevoli”. L’unico “vero” taglio, se così si può definire, riguarda l’indennità percepita da 120 deputati, riduzione che non supera il 10%. Inizialmente questa diminuzione doveva essere del 15%, ora si è però deciso per un solo 10%.

La presidenza della camera, ha approvato che i vitalizi passeranno ad un sistema contributivo “per quel che riguarda i vitalizi dei deputati si passa dal sistema retributivo a quello contributivo”. Stessa cosa avverrà per i dipendenti della Camera come conferma lo stesso Buttiglione “è assunta in maniera definitiva – ha sottolineato il vicepresidente della Camera – e riguarda i deputati ma abbiamo anche adottato provvedimenti nei confronti dei dipendenti della Camera, anche loro passano al metodo contributivo”.

Un taglio è stato approvato anche per i costi dei portaborse. Attualmente viene rimborsato il 100% forfettariamente, mentre, da ieri, sarà possibile richiedere un rimborso forfettario solo del 50% mentre l’altro 50% dovrà essere documentato alla camera.

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